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TELEBENE, LA TELEVISIONE SPIRITUALE CRISTIANA presenta: PADRE PIO DA PIETRELCINA E LA MISTICA DELLA TENEREZZA


 

Siamo giunti all’ultima tappa del nostro ciclo di riflessione sulla Mistica Sponsale: Cristo Sposo della Chiesa. Siamo coscienti di chiudere in bellezza, perché parleremo di Padre Pio da Pietrelcina e della mistica della tenerezza. L’amore per Dio e l’identificazione con Gesù crocifisso, ha fatto della totale immolazione di Padre Pio, una risposta oblativa a quel Gesù che un giorno gli ha detto: “Figlio mio, l’amore si conosce nel dolore, lo sentirai acuto nello spirito, e più acuto lo sentirai nel corpo” . Quindi, nella partecipazione emotiva, spirituale, sofferta, amorevole, della Passione di Cristo, Padre Pio vive profondamente sia la Mistica della Croce, sia quella del Culto al Cuore di Cristo, sia la mistica sponsale dell’unione con Dio e con il Figlio suo incarnato, che permea ogni moto della creatura verso il Creatore; sia la mistica Sacramentale o Eucaristica. Una sola mistica espressa in varie mistiche diverse, nelle quali appare evidente la risposta di Padre Pio, presente nell’idea fondamentale della sua spiritualità oblativa ben espressa da questo pensiero inaudito, perché rende amorevole la sofferenza: E poiché il Figlio di Dio ha sofferto per puro amore la sua inaudita Passione, la croce abbracciata per lui “diviene amabile quanto l’amore” . Il 10 agosto 1910, alla presenza della mamma e di don Salvatore Pannullo arciprete di Pietrelcina, nella cattedrale di Benevento, fra Pio è ordinato sacerdote da mons. Paolo Schinosi, arcivescovo titolare di Marcianopoli. D’ora in poi sarà conosciuto con l’appellativo di Padre Pio da Pietrelcina. Quattro giorni dopo, la domenica del 14 agosto 1910, celebra la sua prima messa nell’attuale Chiesa parrocchiale di Pietrelcina. Per questo giorno memorabile Padre Pio scrive il suo pensiero ricordo. Una sintesi perfetta di ciò che sarà la sua missione sacerdotale nel mondo e per il mondo: “O Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo, in un mistero di amore, con Te io sia pel mondo, Via, Verità e Vita. E per Te Sacerdote Santo, Vittima Perfetta. Padre Pio Cappuccino” . I dialoghi estatici di Padre Pio con Gesù “hanno tutte la peculiarità dei dialoghi d’amore tra i due protagonisti del Cantico dei Cantici. Non c’è da stupirsi se il giovane frate di Pietrelcina utilizza immagini e linguaggi arditi, tipici degli innamorati. Solo l’amore trasfigura la vita, e l’amore per il proprio Dio crocifisso eleva al livello più alto l’amore umano, come appare, con particolare evidenza, in queste espressioni pronunciate durante l’estasi del 28 novembre ”: “O Gesù, un’altra cosa… io ti amo… assai… voglio essere tutto tuo… non vedi ch’io ardo per te?... Tu mi chiedi amore, amore, amore, amore… ecco io ti amo… vieni in me tutte le mattine… stiamo, stiamo soli… io con te solo, tu solo con me… O Gesù, dammi il tuo amore… quando tu vieni nel mio cuore, se tu vedi qualcosa che non piace al tuo amore, distruggila… Io ti amo…ti terrò stretto stretto… quasi ti toglierò la libertà…” .. La sua messa è come tutte le altre messe, senza alcunché di particolare che possa distinguerla dalle altre. Il rito è sempre lo stesso. Ma sono le parole e i gesti, da lui compiuti con naturalezza e commozione, che rendono i presenti partecipi di un evento unico e divino che si realizza sull’altare. È qualcosa che sfugge ai sensi e alla ragione, ma non alla percezione spirituale delle anime, che paiono intuire, più che vedere, la reale presenza del Figlio di Dio, nell’ostia e nel vino consacrato. “La messa di Padre Pio! Nessuna penna riuscirà mai a descriverla. Solo chi ha avuto il privilegio di viverla, può capire... ” , dirà fra Modestino da Pietrelcina. È la Messa di un Santo, di un sacerdote, di un asceta, e ancora di più: di un Mistico dell’eucaristia. Non è sbagliato affermare che la celebrazione del sacrificio eucaristico è il tempo sacro e privilegiato per cogliere la dimensione spirituale e mistica del Frate di Pietrelcina. La celebrazione della Santa Messa è il centro della sua giornata sacerdotale, ed è perciò incastonata in due preziosi spazi di tempo che la precedono e la seguono, permettendo ai fedeli di comprendere e mirare, almeno in parte, con quali e quanti sentimenti vive la preparazione e il ringraziamento del suo quotidiano incontro con Cristo eucaristico. A padre Giovanni da Baggio, che gli chiede, nel 1942, cosa fa l’anima quando vive nell’orazione mentale e nella contemplazione, Padre Pio risponde: “Si scioglie, si perde nell’amore”. “L’anima si scioglie, si perde nell’amore”. Questa frase esprime nitidamente ciò che è la Sua Messa. In fondo, tutta la sua vita è, e sarà, una lunga, santissima Santa Cena Eucaristica, nella quale si consuma e scioglie d’amore per quel Dio che offre amore ed esige amore.


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