"voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui"(1Pt 1,8)

GESÙ DI NAZARET

"Io sono la Via, la Verità e la Vita"(Gv. 14,6)

 

CUORE A CUORE

 

JESÚS DE NAZARET (Español)

JESUS OF NAZARETH (English)

JÉSUS DE NAZARETH (Français)


La Sua Parola

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la Porta di bronzo 

della Cattedrale di Benevento


ALTRI SITI DI

Donato Calabrese:

Pietrelcina  la cittadella natale di Padre Pio


 Questo sito è stato pubblicato   il 20 maggio 2003



 

 Noi sappiamo che " il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna " (1Gv. 5,19-20) 

Il mondo sarà salvato dalla bellezza…e la bellezza è Cristo
(Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

   Il Cristianesimo è nato con Gesù di Nazareth, e Gesù ha annunciato il Regno di Dio al mondo. La sua etica inarrivabile e sublime ha indirizzato tutta la Storia umana ad un fine di bene.  

   Nel Suo Messaggio di Salvezza e di amore si riconoscono i due polmoni del mondo cristiano, quello occidentale e quello orientale. Un annuncio che i suoi discepoli dicono ispirato direttamente da Dio perché "Egli era in principio presso Dio:  tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste"(Gv 1,2-3).

   Gesù Cristo ha toccato profondamente la vita di miliardi di esseri umani fino a cambiare, in positivo, il corso stesso della Storia.

   Gesù ha influenzato, con la sua vicenda storica, l'arte, la cultura, la politica, il sociale, la poesia, il sentire intimo di ogni uomo, specialmente dell'uomo che, di fronte ai grandi interrogativi dell'esistenza, come il dolore e la morte, guarda a Lui come Colui che si fa risposta, che indica una via, che dona la pace, che si fa amore e riposo.

   "Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto"(Gv 1,11).  Gesù è stato oggetto di avversione  dalla sua nascita alla morte ed anche dopo la morte.  Tuttora il suo nome è oggetto di sentimenti diversi e contrapposti. Ma nessuno ha saputo parlare come Lui ha parlato; nessuno ha saputo agire, come Lui ha agito; nessuno ha saputo operare come Lui ha operato, nessuno ha saputo donare sé stesso, come Lui ha fatto.

   Il suo messaggio, la sua Parola, ancora oggi, a duemila anni di distanza, conserva il suo fascino originario.

   I suoi rapporti con l'umanità, con i poveri, i ricchi, i deboli, i potenti, con chi soffre e chi è nel gaudio, sono divenuti "l'emblema della perfezione morale".

   "Nessuno ha osato dire ciò che Lui ha detto, di essere «Figlio di Dio»; nessuno ha avuto una storia pari alla sua. La sua persona e il suo messaggio hanno influenzato le stesse grandi religioni del mondo.

   Le sue parole in particolare non hanno eguali. Si è potuto affermare che in Gesù la parola ha raggiunto il massimo della sua intensità e capacità espressiva: si pensi al discorso della Montagna o alle parabole del Regno. Forse anche per questo i discepoli l'hanno salutato come il Lògos, la parola divina diventata carne per comunicarsi agli uomini.

   Dall'alto dei suoi duemila anni quella parola continua a interpellare. Il 22 ottobre del 1978, dal luogo stesso in cui è la tomba di Simon Pietro, che fu il primo dei discepoli di Gesù, Giovanni Paolo II ha lanciato al mondo l'appello: «Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura»" (Piero Rossano, Il Protagonista, Storia di Gesù Rizzoli, volume primo, pagg. VII-VIII).

Commento Evangelico Domenicale

DOMENICA 14 MARZO 2010

IV DOMENICA DI QUARESIMA

(Luca 15,1-3.11-32)

Il Vangelo della Domenica

   “Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.

   Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,  perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 

   Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.  Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 

   Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 

   Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;  ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato»”.

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Il Dibattito su Gesù

Mons. Gherardini stronca la Cristologia liberale - Alcuni scritti di mons. Bruno Forte suscitano il dibattito

IL DIO DI GESU' CRISTO

di Mons. Brunero Gherardini

   Il Decano di Teologia della Pontificia Università Lateranense, Mons. Prof. Brunero Gherardini, già autore su "Disputationes Theologicae", di un sintetico e puntualissimo articolo su “Il valore magisteriale del Vaticano II”, interviene ora con un contributo di grande stimolo scientifico. Senza tergiversare, l’illustre teologo stronca come gravemente eterodossa la cosiddetta “cristologia liberale”. Quest’ultima, partendo da ambienti esegetici influenzati da Strauss e Bultmann o dal pensiero del “protestantesimo liberale” in genere, ha guadagnato molti teologi contemporanei. Mons. Gherardini analizza questa “nouvelle théologie” nella sua simbiosi con il pensiero “anti-metafisico” di certa filosofia tedesca. Egli concentra la sua analisi sul terreno strettamente teologico, esprimendo, con dovizia di documentazione, il suo energico dissenso dalla teologia di Mons. Bruno Forte.

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Gli anni sconosciuti vissuti da Padre Pio a Pietrelcina dal 1909 al 1916

 

PADRE PIO, SETTE ANNI DI MISTERO A PIETRELCINA

 

“Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha confidato l’autore – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più significativo dell'intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana. 

Donato Calabrese  

    I fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere finalmente uno dei periodi meno noti, ma più densi di significato, della sua vita, grazie all’opera di Donato Calabrese: Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, edita dalle Paoline Editoriale Libri di Milano.

   Si tratta dei sette anni trascorsi a Pietrelcina dal 1909 al 1916, durante i quali Padre Pio ha vissuto  un’esistenza nascosta ma feconda, semplice e ordinaria, ma anche contrassegnata da molte sofferenze fisiche, morali e spirituali, oltre che intessuta da singolari doni mistici, in alcuni dei quali non mancavano quei Segni di credibilità che dimostrano, ancora oggi, l’autenticità di tali fenomeni.

    Pochi uomini hanno catalizzato tanta attenzione, come Padre Pio. Si può dire che le cose straordinarie, avvenute in Lui ed attorno a Lui, nonché l’influsso esercitato sulle grandi masse di fedeli che lo hanno seguito da vicino e finanche dalle più località più remote del pianeta, hanno radunato attorno a lui una “clientela mondiale”, come ebbe a dire Papa Paolo VI.

   Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare la sua missione sul Gargano, lasciando inesplorato un tempo ben definito, eppure importante, del suo divenire umano, religioso e mistico. E’ il periodo di sette anni, trascorsi a Pietrelcina dal 1909 fino al 17 febbraio 1916, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda e mistica della vita di Padre Pio.

   A tale periodo storico  è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale.

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Sulla web TV TELEBENE

GESÙ MAESTRO DI SAPIENZA

   Don Alessandro Pilla, Prefetto dello Studio Teologico “Madonna delle Grazie” di Benevento, parla della nascita di Gesù nei Vangeli canonici.

  

   I Vangeli ci presentano Gesù come un maestro che insegna con autorità e conferiscono un carattere spiccatamente sapienziale alla sua predicazione. Basti pensare al celebre sermone di Matteo e Luca, all’abbondanza di parabole, ed a massime di carattere sapienziale diffusamente presenti nei vangeli.

Visualizzabile anche qui sotto:

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Oppure qui:

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Gesù nella Letteratura cristiana antica

 SAN LEONE MAGNO

  Di fronte all'eresia monofisita, che minacciava la fede della Chiesa nel mistero dell'Incarnazione, Leone cercò in ogni modo di mantenere salda e integra la fede, difendendo strenuamente la teologia cristologica che affermava essere presente, nella persona di Gesù, sia la vera umanità, contro Nestorio, sia la vera divinità, contro Eutiche. La sua ferma presa di posizione venne ratificata dal Concilio di Calcedonia: “Pietro ha parlato per bocca di Leone”, esclamarono solennemente i Padri conciliari.

Dalla Maestà divina fu assunta l'umiltà della nostra natura, dalla forza la debolezza, da colui che è eterno, la nostra mortalità; e per pagare il debito che gravava sulla nostra condizione, la natura impassibile fu unita alla nostra natura passibile. Tutta questo avvenne perché, come era conveniente per la nostra salvezza, il solo e unico mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, immune dalla morte per un verso, fosse, per l'altro, ad essa soggetto.

Vera, integra e perfetta fu la natura nella quale è nato Dio, ma nel medesimo tempo vera e perfetta la natura divina nella quale rimane immutabilmente. In lui c'è tutto della sua divinità e tutto della nostra umanità”(Lett.28 a Flaviano, 3-4; PL 54, 763-767)

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Gesù è visto dal popolo di Israele come un profeta, un grande profeta. All'inizio della sua missione, si dichiara tra i profeti che non vengono onorati nella propria patria e, poi, tra quelli uccisi a Gerusalemme.

GESU' IL PROFETA

 

Cafarnao com'è ora

   “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. 

   E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!”[5].

   Le parole severe di Gesù non possono non destare impressione, in quanto proprio le città condannate da Gesù, a causa del loro rifiuto, sono quelle che scompariranno dalla scena storica e geografica di Israele e del medio oriente. La missione di Gesù è così palesemente da Dio che il rifiuto di queste città suona ancora più colpevole[6].

   Le profezie si sono regolarmente realizzate, anche se a volte sono passati dei secoli da quando Gesù le ha manifestate. Di Corazin e di Betsaida, le due città poco distanti da Cafarnao, non è rimasta alcuna traccia, se non qualche reperto archeologico.

   Di Cafarnao, invece, si sa che fu distrutta nel 665 da un terremoto e nel corso dei secoli si perdette anche il ricordo del luogo. Solo in seguito agli scavi, condotti in epoche successive, è stato possibile identificare la città.

   Di Tiro e Sidone, invece, si  sa che sono città del Libano. Tiro, dopo varie vicissitudini, fu distrutta nel 1292 dai Musulmani. Venne successivamente ricostruita, ed attualmente è chiamata Sur. Una città presente nella storia e nella geografia, come Sidone, in libanese Sayda o Saida, città di 100.000 abitanti.

   Tiro e Sidone sono ancora vive, anche se con nomi diversi, mentre Cafarnao, Corazin e Betsaida non esistono più.

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LA COSCIENZA DIVINA DI GESU'

   In collegamento telefonico da Napoli, Il Teologo Gesuita Padre Paolo Gamberini, docente di Cristologia presso la Facoltà Teologica dell'Italia meridionale - sezione San Luigi - in Napoli, ci parla sulla Coscienza Divina  di Gesù.

 

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ALCUNI TEMI CRISTOLOGICI DEL VANGELO DI GIOVANNI

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   Nella Trasmissione VIVERE LA SPERANZA del 17 febbraio 2009, Don Alessandro Pilla, Prefetto dello Studio Teologico “Madonna delle Grazie” di Benevento, ci presenta alcuni  grandi Temi sviluppati nel Vangelo di Giovanni.  

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GESU' NELLA MIA VITA

La conversione al Cristianesimo di Magdi Allam, il più noto musulmano d'Italia

TESTIMONIANZE

BATTEZZATO NELLA NOTTE DI PASQUA DA PAPA BENEDETTO XVI

«Approdo di un lungo cammino
Decisivo l’incontro con il Papa»

Riportiamo la lettera che Magdi Allam ha inviato al Direttore del Corriere della Sera, e relativa al Battesimo ricevuto durante la solenne Veglia Pasquale, in San Pietro.

TESTIMONIANZE

       "Signore Gesù Cristo, soccorrimi", graffito in greco nella Casa di Pietro a Cafarnao

"Signore Gesù Cristo soccorrimi" graffito in greco nella Casa di Pietro a Cafarnao

CAFARNAO

La Città di Gesù

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   Cafarnao, il luogo della Missione: In collegamento da Gerusalemme, Padre Eugenio Alliata, ofm, docente di Archeologia paleocristiana presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Terra Santa ci parla della scoperta di Kefar Nahum (Cafarnao) nelle rovine della località di Talhum, abitata da una tribù araba, soffermandosi a considerare, in modo particolare, le due importanti costruzioni della sinagoga e della Casa di Pietro, divenuta Domus Ecclesiae.

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Un Video sulla STORICITÀ DI GESÙ

   Non c'è persona che non abbia qualche nozione o informazione su Gesù. Sia la cultura corrente, sia la frequentazione di una chiesa cristiana, sia la lettura dei Vangeli o d'altri libri del Nuovo Testamento, consentono a ciascuno di avere un minimo di nozioni intorno a questo personaggio davvero unico nella Storia 

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8 marzo 2010 

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