"voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui"(1Pt 1,8)

GESÙ DI NAZARETH

Io sono la Via, la Verità e la Vita(Gv. 14,6)

 

CUORE A CUORE

             

Dedico queste pagine web al Bambino Gesù di Praga

Donato Calabrese


La Sua Parola

Vai alla Janua Major

la Porta di bronzo 

della Cattedrale di Benevento


ALTRI SITI DI

Donato Calabrese:

Pietrelcina  la cittadella natale di Padre Pio


 Questo sito è stato pubblicato   il 20 maggio 2003



 

Noi sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna (1Gv. 5,19-20) 

Non avessi conosciuto il Cristo, Dio sarebbe stato un vocabolo vuoto di senso... il Dio dei filosofi non avrebbe avuto alcun posto nella mia vita morale. Era necessario che Dio si immergesse nell'umanità, che in un preciso momento della storia... un essere umano, fatto di carne e di sangue, pronunciasse certe parole, compisse certi atti, perché io mi gettassi in ginocchio...
 

(François Mauriac, Vita di Gesù)

   Il Cristianesimo è nato con Gesù di Nazareth, e Gesù ha annunciato il Regno di Dio al mondo. La sua etica inarrivabile e sublime ha indirizzato tutta la Storia umana ad un fine di bene.  

   Nel Suo Messaggio di Salvezza e di amore si riconoscono i due polmoni del mondo cristiano, quello occidentale e quello orientale. Un annuncio che i suoi discepoli dicono ispirato direttamente da Dio perché "Egli era in principio presso Dio:  tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste"(Gv 1,2-3).

   Gesù Cristo ha toccato profondamente la vita di miliardi di esseri umani fino a cambiare, in positivo, il corso stesso della Storia.

   Gesù ha influenzato, con la sua vicenda storica, l'arte, la cultura, la politica, il sociale, la poesia, il sentire intimo di ogni uomo, specialmente dell'uomo che, di fronte ai grandi interrogativi dell'esistenza, come il dolore e la morte, guarda a Lui come Colui che si fa risposta, che indica una via, che dona la pace, che si fa amore e riposo.

   Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto(Gv 1,11).  Gesù è stato oggetto di avversione  dalla sua nascita alla morte ed anche dopo la morte.  Tuttora il suo nome è oggetto di sentimenti diversi e contrapposti. Ma nessuno ha saputo parlare come Lui ha parlato; nessuno ha saputo agire, come Lui ha agito; nessuno ha saputo operare come Lui ha operato, nessuno ha saputo donare sé stesso, come Lui ha fatto.

   Il suo messaggio, la sua Parola, ancora oggi, a duemila anni di distanza, conserva il suo fascino originario.

   I suoi rapporti con l'umanità, con i poveri, i ricchi, i deboli, i potenti, con chi soffre e chi è nel gaudio, sono divenuti "l'emblema della perfezione morale".

   Nessuno ha osato dire ciò che Lui ha detto, di essere «Figlio di Dio»; nessuno ha avuto una storia pari alla sua. La sua persona e il suo messaggio hanno influenzato le stesse grandi religioni del mondo.

   Le sue parole in particolare non hanno eguali. Si è potuto affermare che in Gesù la parola ha raggiunto il massimo della sua intensità e capacità espressiva: si pensi al discorso della Montagna o alle parabole del Regno. Forse anche per questo i discepoli l'hanno salutato come il Lògos, la parola divina diventata carne per comunicarsi agli uomini.

   Dall'alto dei suoi duemila anni quella parola continua a interpellare. Il 22 ottobre del 1978, dal luogo stesso in cui è la tomba di Simon Pietro, che fu il primo dei discepoli di Gesù, Giovanni Paolo II ha lanciato al mondo l'appello: «Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura» (Piero Rossano, Il Protagonista, Storia di Gesù Rizzoli, volume primo, pagg. VII-VIII).

Riflessione sul Vangelo della Domenica

DOMENICA 2 APRILE 2017

V DOMENICA DI QUARESIMA

 (Vangelo di Giovanni 11,1-45)

 

 

   Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli:  «Signore, ecco, il tuo amico è malato». All'udire questo, Gesù disse:  «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli:  «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose:  «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce».  Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato, guarirà». Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!».  Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli:  «Andiamo anche noi a morire con lui!». Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù:  «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà».  Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno».  Gesù le disse:  «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?».  Gli rispose:  «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».  Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama».  Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là».  Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo:  «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l'avete posto?».  Gli dissero:  «Signore, vieni a vedere!».

   Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero:  «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».  Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù:  «Togliete la pietra!».  Gli rispose Marta, la sorella del morto:  «Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni».  Le disse Gesù:  «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».  Tolsero dunque la pietra.  Gesù allora alzò gli occhi e disse:  «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E, detto questo, gridò a gran voce:  «Lazzaro, vieni fuori!».  Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro:  «Scioglietelo e lasciatelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui

 Vai al Vangelo della Domenica

 

Telebene la Televisione cristiana di Benevento e Pietrelcina

VIVERE LA SPERANZA

VENERDI 24 MARZO 2017

 

Il Miracolo Eucaristico di Siena

 

Vedi la trasmissione su TELEBENE

 

   Padre Nicola Scarlatino o.f.m. conv., Rettore del Santuario Eucaristico di Siena, racconta il prodigio ininterrotto legato alle 223 ostie che da quasi tre secoli si mantengono intatte contro ogni legge fisica e biologica. È il celebre miracolo eucaristico di Siena, uno dei tanti Segni che confermano ciò che Gesù Risorto aveva detto: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”(Mt 28,20).

   Il programma prosegue con lo spazio dedicato al Vangelo della II Domenica di Quaresima, e alla successiva riflessione. Quindi alcune notizie del mondo cristiano e il Terra Santa News, inviatoci dal Christian Media Center di Gerusalemme.

   Appuntamento settimanale su TSTV Benevento, ogni giovedì alle ore 21,00, il venerdì alle ore 18,00, sabato alle ore 15,30 e la domenica alle ore 8,30 e 19,30. Il programma è disponibile in alta definizione anche sui siti multimediali di TELEBENE (www.telebene.it), YOUTUBE EMOZIONI IN RETE 

   Vivere la Speranza è una televisione web cristiana: una finestra aperta sulla Luce di Dio.

 

 

Letteratura cristiana antica

BASILIO MAGNO

      Attirato da Cristo, cominciò a guardare verso di Lui e ad ascoltare Lui solo. Con determinazione si dedicò alla vita monastica nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa, e nell’esercizio della carità, seguendo anche l’esempio della sorella, santa Macrina, che già viveva nell’ascetismo monacale. Fu poi ordinato sacerdote e infine, nel 370, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, nell’attuale Turchia.

   Mediante la predicazione e gli scritti svolse un’intensa attività pastorale, teologica e letteraria. Con saggio equilibrio seppe unire insieme il servizio alle anime e la dedizione alla preghiera e alla meditazione nella solitudine. Avvalendosi della sua personale esperienza, favorì la fondazione di molte «fraternità» o comunità di cristiani consacrati a Dio, che visitava frequentemente. Con la parola e con gli scritti, molti dei quali sono giunti fino a noi, li esortava a vivere e a progredire nella perfezione.

   Alle sue opere hanno attinto anche vari legislatori del monachesimo antico, tra cui san Benedetto, che considerava Basilio come il suo maestro. In realtà, san Basilio ha creato un monachesimo molto particolare: non chiuso alla comunità della Chiesa locale, ma ad essa aperto. I suoi monaci facevano parte della Chiesa locale, ne erano il nucleo animatore che, precedendo gli altri fedeli nella sequela di Cristo e non solo nella fede, mostrava la ferma adesione a Lui – l’amore per Lui – soprattutto in opere di carità. Questi monaci, che avevano scuole ed ospedali, erano al servizio dei poveri ed hanno così mostrato la vita cristiana nella sua completezza.

   Come Vescovo e Pastore della sua vasta Diocesi, Basilio si preoccupò costantemente delle difficili condizioni materiali in cui vivevano i fedeli; denunciò con fermezza i mali; si impegnò a favore dei più poveri ed emarginati; intervenne anche presso i governanti per alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto in momenti di calamità; vigilò per la libertà della Chiesa, contrapponendosi anche ai potenti per difendere il diritto di professare la vera fede.

   A Dio, che è amore e carità, Basilio rese una valida testimonianza con la costruzione di vari ospizi per i bisognosi, quasi una città della misericordia, che da lui prese il nome di Basiliade. Essa sta alle origini delle moderne istituzioni ospedaliere di ricovero e cura dei malati.

 

VAI ALLA PAGINA

 

La presa di posizione del Vaticano su quanto detto a Radio Maria da padre Giovanni Cavalcoli in riguardo alla connessioni tra i disastri naturali e i castighi di Dio.

 

L’ITALIA BALLA: NON SULLE FAGLIE, MA SULL'IDEA STESSA DI CALAMITà E DI PECCATO

 

  Il parlamento italiano ha approvato le unioni civili, che comprendono quelle di persone dello stesso sesso. Un peccato contro Dio e contro natura: ecco una delle cause dello sciame sismico che sta causando miliardi di danni alle popolazioni del centro Italia. E allora condividendo ciò che padre Cavalcoli  e molti cristiani pensano, posso pensare che le generose e cristiane popolazioni del centro Italia siano le vittime dei disastri naturali la cui causa è da individuare in un Paese ormai alla deriva dei marosi e delle correnti di pensiero che massificano l'uomo e imprigionano il suo spirito, annichilendolo e allontanandolo dal Dio della Rivelazione Biblica e cristiana: un Dio che ha creato l'uomo come individuo uno e libero, e lo ama con tutto sé stesso.

 

 Donato Calabrese

Vai all'Editoriale

L'ultimo lavoro di Donato Calabrese

 

Abbà Padre

Le Parole aramaiche di Gesù conservate nei Vangeli

 

   Questo piccolo lavoro dedicato alle parole aramaiche pronunciate da Gesù e riportate integralmente nei vangeli non può non condurci a una domanda decisiva: chi è Gesù?

   Credo che l’unica risposta possibile, e compatibile con ciò che è stato scritto in queste pagine, sia riconoscibile in quel processo univoco di fede e ragione che permetta di passare oltre l’uomo Gesù per approdare alla conoscenza della Sua Persona divina. Le piccole tracce che i primi testimoni di Gesù hanno lasciato nei vangeli come reliquie preziosissime della Sua Parola e dei Suoi Segni, ci possono aiutare non poco a rifare, ogni volta che lo vogliamo, il salto di fede-ragione dei primi discepoli di Gesù di Nazareth, per riconoscere, in Lui, il Figlio di Dio altissimo.

   Con questo breve viaggio sulle tracce originarie delle parole di Gesù contenute nei vangeli, vedremo di scoprire, almeno in parte, l’autentica personalità umana e religiosa del Nazareno, riuscendo, forse, a cogliere qualcosa di molto importante per la nostra vita di credenti: la Sua divinità.


   Donato Calabrese vive a Benevento, dove è nato nel 1945. Appassionato di spiritualità e di mistica cristiana, da oltre trent’anni produce un settimanale televisivo di cultura e attualità cristiana, mentre dal 2000 cura un sito web dedicato a Gesù di Nazareth. Ha incontrato varie volte Padre Pio da Pietrelcina, la cui esperienza ha intensamente inciso nel suo percorso cristiano, rimanendo affascinato dalla sua grande santità e studiandone per molti anni la vita e l’itinerario mistico.  Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui Padre Pio da Pietrelcina, il respiro di un’anima, Zonza editori, Il Rosario delle Beatitudini, Paoline Editoriale Libri, Il Santo Rosario con Padre Pio, edito da Lulu corporation, e soprattutto Padre Pio, Sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline Editoriale Libri di Milano, uscito in stampa anche in Spagna e in Polonia, oltre che, Padre Pio “Sono un mistero a me stesso”, edito da Lulu Corporation.

 

PAGINE DI SPIRITUALITÀ

 san BONAVENTURA DA BAGNOREGIO

 

Trafiggi, o dolcissimo Signore Gesù, la parte più intima dell'anima mia con la soavissima e salutare ferita dell'amor tuo, con vera, pura, santissima, apostolica carità, affinché continuamente languisca e si strugga l'anima mia per l'amore e il desiderio di te solo. Te brami, e venga meno presso i tuoi tabernacoli, e sospiri di essere sciolta (dai lacci dei corpo) e di essere con te. Fa' che l'anima mia abbia fame di te, pane degli Angeli, ristoro delle anime sante, pane nostro quotidiano, pane soprannaturale che hai ogni dolcezza ed ogni sapore e procuri la gioia più soave”.

Trafiggi, o dolcissimo Signore Gesù

Chi è Gesù per Te?

Per me Gesù è tutto, ieri, oggi, domani. Colui che mi dà la Sua mano e mi conduce nel cammino della vita, mi dà forza, come dice San Paolo "tutto posso in Colui che mi dà la forza". Mi dà perseveranza, mi rende capace di giore delle bellezze della natura. dà un senso ad ogni cosa, anche alla sofferenza, mi fa sentire amata sempre,anche quando capisco che per la società o la famiglia non sono niente, meno che niente. 

Vanzo Maria

Vai alla Pagina

Gesù nell'Archeologia

Riportiamo dal Sito TERRASANTA.NET questo interessantissimo articolo relativo alla disputa sul luogo del Battesimo di Gesù: “Quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?”

BETANIA AL DI LÀ DEL GIORDANO 

Di padre Pietro Kaswalder ofm

Vai alle Pagine di Archeologia

   Molti pellegrini si domandano quale valore abbia il sito del Battesimo benedetto da Papa Ratzinger nel suo recente pellegrinaggio in Terra Santa. Il sito era stato preparato in vista del Grande pellegrinaggio del 2000 fatto da papa Giovanni Paolo II. Ora lo scavo dei resti antichi e la ricostruzione delle chiese moderne sono quasi ultimati. Si tratta del luogo del battesimo nel Wadi Kharrar, a circa 7 chilometri dal Mar Morto, che si raggiunge dalla strada di Livias (Tell er-Rame) e Shunah (sud) nelle Steppe di Moab, in Giordania.

 

   La Custodia di Terra Santa non ha luoghi santi nel Wadi Kharrar, ma propone invece il sito chiamato al-Maghtes, sulla sponda ovest del Giordano, esattamente di fronte al luogo santo del Wadi Kharrar. Ogni ultimo giovedi del mese di ottobre si celebra la pellegrinazione liturgica per commemorare il battesimo di Gesù. Ci si domanda perciò: quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?

 

   Premesso che per alcuni secoli il Wadi Kharrar non fu agibile, perché le antichità erano andate perdute. E premesso pure che per molto tempo il pellegrinaggio al Giordano si faceva partendo da Gerico, ne deriva che l'identificazione del sito del battesimo di Gesù si era fissata sulla sponda occidentale del Giordano. Aggiungiamo ancora che il monastero del Prodromo (Qasr al-Yahud) in vita fino al 1550, e restaurato dal patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme nel 1882, era rimasto l'unica struttura antica nei pressi del Giordano. Le rovine del Prodromo, distrutto dal terremoto del 1927, hanno dimensioni enormi. Per tanto tempo, a partire dal XVI secolo, il Prodromo, cioè San Giovanni Battista, era indicato come il vero Luogo del battesimo di Gesù.

   VAI ALLA PAGINA

 

 

Aggiornato a tutto il 26 marzo 2017

Copyright © 2000 by Donato Calabrese  All rights reserved ATTENZIONE  Tutti i testi di questo sito (comprese le pagine collegate) sono copyright. Pertanto il loro l'utilizzo, senza l'autorizzazione da parte dell'autore, Donato Calabrese, è assolutamente vietato, ai sensi delle leggi vigenti.

 

La vita di Gesù


 


Il Vangelo della Domenica



 

Il Dibattito su Gesù



Gesù nella Archeologia



Gesù nella Letteratura cristiana antica



Pagine di Spiritualità


GESU' NELLA MIA VITA

Gesù nella mia vita

Testimonianze


 

Semi di Verità e di Consolazione


Chi è Gesù per me?

Chi è Gesù per Te?

Esprimi un tuo parere

 


Firma il libro degli ospiti

Firma il libro degli Ospiti 

 


Cenacolo Eucaristico Mariano

Cenacolo Eucaristico Mariano


Telebene


Questo sito è curato

da

Donato Calabrese


Altri siti dello stesso autore:

VISITA IL SITO DEDICATO ALLA MADONNA

Maria, tenerezza di Dio


Padre Pio da Pietrelcina, immagine trasparente della passione di Cristo

Padre Pio da Pietrelcina


Padre Pio da Pietrelcina, immagine trasparente della passione di Cristo

Pietrelcina


Benevento, città dai mille volti

Benevento


Per informazioni, commenti ed altro:

scrivi a

DONATO CALABRESE, autore del Sito

DONATO CALABRESE