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   Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice ai suoi amici: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto.    Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io”(Gv 14,1-3)


 Il Paradiso 




Padre Pio

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Una delle più grandi anime mistiche della Cristianità


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Questo sito web è curato da Donato Calabrese, storico di Padre Pio da Pietrelcina 




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Noi sappiamo che “il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna” (1Gv. 5,19-20) 

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 TELEBENE, la Televisione spirituale cristiana 


Il Vangelo della Domenica

DOMENICA 1 MARZO 2020

I DOMENICA DI QUARESIMA

(Matteo 4,1-11)

  “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». 

   Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo». 

   Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto». Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano”.


                                                       Vangelo della Domenica


La Casa del Padre: il Paradiso

   Un nuovo sito web realizzato da Donato Calabrese e dedicato al Paradiso. Vuole aiutare ogni credente a vivere nella speranza di essere feliciti con Dio e con tutti i propri cari. 

   Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice ai suoi amici: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io”(Gv 14,1-3). “Queste parole sono veramente belle e toccanti, perché Gesù sa che i suoi discepoli sono oppressi dalla tristezza per l’imminente separazione. E allora parla ad essi con il cuore del Pastore che vuole dire alle sue pecorelle che non le abbandona. Ma ancora di più con il cuore di Maestro, di Rabbi, di Amico che promette ai suoi amici che la lontananza da loro sarà breve. Anzi, proprio quando si allontana, allora pensa di più ad essi, preparando «un posto» nella «Casa del Padre mio». Preparare un posto significa preparare una condizione di vita che supera infinitamente tutte le precedenti e le attuali condizioni. Significa che i suoi discepoli di tutti i tempi sono predestinati ad essere sempre con Lui, nella pace, nella gioia, nell’amore, nella Beatitudine di Dio. 

 La Casa del Padre   


Letteratura cristiana antica

Basilio Magno

   Attirato da Cristo, cominciò a guardare verso di Lui e ad ascoltare Lui solo. Con determinazione si dedicò alla vita monastica nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa, e nell’esercizio della carità, seguendo anche l’esempio della sorella, santa Macrina, che già viveva nell’ascetismo monacale. Fu poi ordinato sacerdote e infine, nel 370, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, nell’attuale Turchia. Mediante la predicazione e gli scritti svolse un’intensa attività pastorale, teologica e letteraria. Con saggio equilibrio seppe unire insieme il servizio alle anime e la dedizione alla preghiera e alla meditazione nella solitudine. Avvalendosi della sua personale esperienza, favorì la fondazione di molte «fraternità» o comunità di cristiani consacrati a Dio, che visitava frequentemente. Con la parola e con gli scritti, molti dei quali sono giunti fino a noi, li esortava a vivere e a progredire nella perfezione. Alle sue opere hanno attinto anche vari legislatori del monachesimo antico, tra cui san Benedetto, che considerava Basilio come il suo maestro. In realtà, san Basilio ha creato un monachesimo molto particolare: non chiuso alla comunità della Chiesa locale, ma ad essa aperto. I suoi monaci facevano parte della Chiesa locale, ne erano il nucleo animatore che, precedendo gli altri fedeli nella sequela di Cristo e non solo nella fede, mostrava la ferma adesione a Lui – l’amore per Lui – soprattutto in opere di carità. Questi monaci, che avevano scuole ed ospedali, erano al servizio dei poveri ed hanno così mostrato la vita cristiana nella sua completezza. Come Vescovo e Pastore della sua vasta Diocesi, Basilio si preoccupò costantemente delle difficili condizioni materiali in cui vivevano i fedeli; denunciò con fermezza i mali; si impegnò a favore dei più poveri ed emarginati; intervenne anche presso i governanti per alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto in momenti di calamità; vigilò per la libertà della Chiesa, contrapponendosi anche ai potenti per difendere il diritto di professare la vera fede. A Dio, che è amore e carità, Basilio rese una valida testimonianza con la costruzione di vari ospizi per i bisognosi, quasi una città della misericordia, che da lui prese il nome di Basiliade. Essa sta alle origini delle moderne istituzioni ospedaliere di ricovero e cura dei malati.  

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Pagine di spiritualità

Bonaventura da Bagnoregio


    “Trafiggi, o dolcissimo Signore Gesù, la parte più intima dell'anima mia con la soavissima e salutare ferita dell'amor tuo, con vera, pura, santissima, apostolica carità, affinché continuamente languisca e si strugga l'anima mia per l'amore e il desiderio di te solo. Te brami, e venga meno presso i tuoi tabernacoli, e sospiri di essere sciolta (dai lacci dei corpo) e di essere con te. Fa' che l'anima mia abbia fame di te, pane degli Angeli, ristoro delle anime sante, pane nostro quotidiano, pane soprannaturale che hai ogni dolcezza ed ogni sapore e procuri la gioia più soave”.

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Gesù nell'archeologia

Betania al di là del Giordano

Riportiamo dal Sito TERRASANTA.NET questo interessantissimo articolo relativo alla disputa sul luogo del Battesimo di Gesù: “Quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?”

Pietro Kaswalder ofm

   Molti pellegrini si domandano quale valore abbia il sito del Battesimo benedetto da Papa Ratzinger nel suo recente pellegrinaggio in Terra Santa. Il sito era stato preparato in vista del Grande pellegrinaggio del 2000 fatto da papa Giovanni Paolo II. Ora lo scavo dei resti antichi e la ricostruzione delle chiese moderne sono quasi ultimati. Si tratta del luogo del battesimo nel Wadi Kharrar, a circa 7 chilometri dal Mar Morto, che si raggiunge dalla strada di Livias (Tell er-Rame) e Shunah (sud) nelle Steppe di Moab, in Giordania.  

   La Custodia di Terra Santa non ha luoghi santi nel Wadi Kharrar, ma propone invece il sito chiamato al-Maghtes, sulla sponda ovest del Giordano, esattamente di fronte al luogo santo del Wadi Kharrar. Ogni ultimo giovedi del mese di ottobre si celebra la pellegrinazione liturgica per commemorare il battesimo di Gesù. Ci si domanda perciò: quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)? Premesso che per alcuni secoli il Wadi Kharrar non fu agibile, perché le antichità erano andate perdute. E premesso pure che per molto tempo il pellegrinaggio al Giordano si faceva partendo da Gerico, ne deriva che l'identificazione del sito del battesimo di Gesù si era fissata sulla sponda occidentale del Giordano. Aggiungiamo ancora che il monastero del Prodromo (Qasr al-Yahud) in vita fino al 1550, e restaurato dal patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme nel 1882, era rimasto l'unica struttura antica nei pressi del Giordano. Le rovine del Prodromo, distrutto dal terremoto del 1927, hanno dimensioni enormi. Per tanto tempo, a partire dal XVI secolo, il Prodromo, cioè San Giovanni Battista, era indicato come il vero Luogo del battesimo di Gesù.

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La Verità vi farà liberi

Un giorno Gesù disse ai dodici: “Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”(Mt 19,12). Farsi eunuchi per il regno dei cieli vuol dire proprio questo: rinunciare al matrimonio per consacrare tutta la propria vita a Dio.  


IL CELIBATO SACERDOTALE È ESSENZIALE PER LA VITA DELLA CHIESA  


Quei principi inalienabili scaturiti direttamente dal Cuore di Cristo, sono stati faticosamente e rettamente, oltre che stabilmente difesi, anche con sofferenze senza numero, a causa della fragilità dell’essere umano, dai Pontefici Romani e dal Magistero della Chiesa.  

 

     

 Donato Calabrese

 Non intendo, in alcun modo, accennare alla situazione creatasi tra le mura Leonine (del Vaticano), in seguito alla pubblicazione del libro del cardinale Sarah, che conterrebbe anche contributi del Papa emerito Benedetto XVI. 

   Non ne voglio parlare perché cade in un periodo di grande travaglio per la Chiesa Cattolica, che per me è sempre Madre. Intendo, invece, levare ancora una volta, la mia voce di battezzato, di credente, di uomo segnato dal sigillo del sangue di Cristo, in difesa del Volto della Chiesa, Madre e Maestra, e soprattutto per ribadire quei principi inalienabili del celibato sacerdotale che sono fluiti direttamente dal Cuore di Cristo.

   Partiamo, allora, dal fatto che per formulare delle idee confacenti alla propria tesi in difesa del matrimonio dei preti, qualcuno pare fare riferimento al versetto biblico nel quale Dio crea la donna (Gn 2,24), quasi come se sottolinei l’incompletezza dell'uomo e l’idea, cioè, che solo nella comunione con l’altro sesso, l’uomo possa diventare «completo». Vorrebbe dire che senza la donna, l’uomo sarebbe un essere incompleto, e, ancora di più, che Dio, sommamente Buono e perfetto, avesse creato un uomo incompleto.

   Nulla di più sbagliato e biblicamente inesatto. Benché nel mondo biblico fosse inconcepibile la vita di un uomo senza il matrimonio (la rivelazione non aveva ancora raggiunto la pienezza dei tempi), già al tempo di Gesù c'era una comunità protomonastica a Qumran, che viveva integralmente il celibato. Erano Esseni, e sia Tito Flavio Giuseppe (storico ebreo) che Filone Alessandrino, “li descrivono come una comunità di tipo monastico, che aveva una delle sedi principali nella regione di Engaddi, attualmente En Gedi, presso il Mar Morto. Essi rappresentavano una specie di ordine monastico che si perpetuava mediante l’aggregazione di nuovi membri. Gli aspiranti, per essere ammessi, dovevano superare un noviziato triennale, poi un altro di due anni, entrando a far parte dell’ordine e facevano dono alla comunità di tutti i propri beni. 

   Vivevano in stretta comunione, praticando il celibato più rigoroso e sostenendosi con il lavoro dei campi. Quindi, al tempo di Gesù c’era una comunità religiosa a Qumran, che viveva il celibato, seppure ci fossero anche simpatizzanti esseni, sposati, che vivevano in varie città di Israele. Anzi, è probabile che sia Giovanni Battista che lo stesso Gesù, abbiano fatto esperienza di vita in questa comunità, ma non ne hanno condiviso alcuni elementi, come l’odio per i nemici.

   Tornando al tema del celibato, il mio professore di Teologia morale, il gesuita padre Antonio Di Marino ci diceva che Gesù, che è il più perfetto degli uomini ed era integralmente uomo, ha vissuto tutta la vita senza vivere il sesso nella sua completezza genitale. Eppure aveva splendidi rapporti spirituali e affettivi con varie donne e discepole. Non occorre certamente vivere una sessualità completa, a livello genitale, per sentirsi completamente uomini. Ma veniamo alle parole mirabili del Signore. Un giorno Gesù disse ai dodici: “Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”(Mt 19,12). 

   Farsi eunuchi per il regno dei cieli vuol dire proprio questo: rinunciare al matrimonio per consacrare tutta la propria vita a Dio.

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Le Domande fondamentali della Fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore del mondo


Che cos'è la Santa Messa?

   

   Gesù si offre come Vittima perfetta, come Agnello immolato, consumando il suo sacrificio nella passione e sulla croce, morendo, quindi, per noi, ma anche risorgendo per noi. In tal modo ci invita a cenare con Lui, ascoltando la Sua Parola, e mangiando il suo Pane, e bevendo il vino del suo sangue "versato per tutti"(Cfr. Mt 26,28; Mc 14,24; Lc 22,20). In tal modo, si realizza una mutua immanenza tra noi "tralci" e Gesù che è la "Vite".   Tale immanenza ed intimità, permette a Gesù stesso di venire ad abitare, insieme col Padre, dentro di noi. È lo stesso Dio, uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo che si degna di abitare e vivificare l'anima di chi vuol osservare la Parola di Vita di Gesù, mangiare la sua carne e bere il suo sangue. 

   Con questo Divino alimento (L'Eucaristia), Dio ci ricrea, ci salva, ci trasforma, ci santifica, ci divinizza, ci ama. Questa è la permeazione: la Presenza di Dio in noi, non allo stesso modo della Presenza in Gesù, ma per dignità partecipata, la Presenza stessa, gioiosa, amorevole, di quel Dio che è gioia, pace ed amore, nei nostri cuori. In tal modo Dio si rende presente in modo vivo, reale, palpitante, immanente, nella Chiesa e in ognuno di noi, venendo ad abitare in noi e donandoci la sua stessa Vita Divina. Effetti di questa inabitazione sono la pace, la gioia, la consapevole accoglienza della Trinità nella nostra vita di Figli di Dio: "E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!". 

 Le Domande fondamentali della Fede in Gesù Cristo