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Questo sito web è curato da Donato Calabrese, storico di Padre Pio da Pietrelcina 




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Il Vangelo della Domenica


VANGELO DI DOMENICA 21 LUGLIO 2024

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Vangelo di Marco  6,30-34)


  “Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”.  

   


Vangelo della Domenica




Chiesa Cattolica

Chi vuole andare a Medjugorje, ci vada pure, anche per pregare. Ma andare a Medjugorje per sentire più vicina la presenza di Maria, indica non solo una mancanza della più semplice catechesi cristiana, ma anche una fede immatura, non consapevole, non radicata. Una fede evanescente, tipica di parte del mondo cristiano di oggi. E, alla lunga, questo tipo di fede non vi servirà a niente.



LE PSEUDO APPARIZIONI DI MARIA SANTISSIMA A MEDUGORJE


Come uomo, come credente, come battezzato consacrato a Cristo per mezzo di Maria Santissima, non credo assolutamente che la Vergine appaia a Medjugorje. E il fatto che centinaia di migliaia di persone vadano lì, dimostra non solo una fede che non è fede, se non è proprio una fede immatura, ma soprattutto che l’autosuggestione faccia tremendamente presa, specialmente su coloro che la fede l'hanno vissuta, fino al momento del pelllegrinaggio a Medjugorje, con estrema insufficienza o disinteresse. Ma non voglio generalizzare: ci sono anche religiosi, consacrati, e sacerdoti, che credono supinamente che Maria appaia a Medjugorje (forse perché arrivano a un momento di estremo bisogno di fede), senza rendersi conto che la realtà è un'altra.


Donato Calabrese

    

   Come uomo, come credente, come battezzato consacrato a Cristo per mezzo di Maria Santissima, non credo assolutamente che la Vergine appaia a Medjugorje. E il fatto che centinaia di migliaia di persone vadano lì, dimostra non solo una fede che non è fede, se non è proprio una fede immatura, ma soprattutto che l’autosuggestione faccia tremendamente presa, specialmente su coloro che la fede l'hanno vissuta, fino al momento del pelllegrinaggio a Medjugorje, con estrema insufficienza o disinteresse. Ma non voglio generalizzare: ci sono anche religiosi, consacrati, e sacerdoti, che credono supinamente che Maria appaia a Medjugorje (forse perché arrivano a un momento di estremo bisogno di fede), senza rendersi conto che la realtà è un'altra.

   Innanzitutto, non è mai successo, nella storia delle apparizioni Mariane, che la Santa Vergine sia apparsa per più di 40 anni. Neanche le anime mistiche più privilegiate e innamorate di Cristo e di Maria, hanno potuto mai beneficiare, per 40 anni, ogni giorno, della presenza di Maria.

   Padre Pio, che è uno dei maggiori mistici della cristianità, ha potuto beneficiare della presenza di Maria, già da Pietrelcina, ma senza quella presenza quotidiana della “Mammina Celeste” che avrebbe fatto bene, non solo alla sua vita condita di nudo amare e nudo patire, ma anche per la sua sublime Missione nel mondo e per il mondo.

   Al contrario, i veggenti di Mediugorje non si possono nemmeno lontanamente paragonare alla santità, alla Missione, e alla dimensione mistica del Frate di Pietrelcina.

   Secondo, Gesù ha detto “Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero”(Mt 12,33).       

   Sarebbe davvero strano che dopo 40 e più anni di continue e quotidiane apparizioni della Madonna, i veggenti non avessero incendiato il mondo con l’amore verso Cristo e verso Maria.

   È vero, purtroppo, il contrario: quasi tutti si sono fatti una vita di agi e di comodità, oltre che di soldi. Non aggiungo altro, ma penso ai veggenti di Lourdes e Fatima, che hanno vissuto in semplicità e povertà, oltre che nascondimento (nello stile sublime di Gesù), le loro singolari testimonianze soprannaturali. Basti pensare a Bernadette Soubirous che ha visto solo poche volte la Vergine, eppure la sua vita è cambiata totalmente, facendosa suora a Nevers, e morendo ammalata, e in povertà, nel suo Istituto religioso. Per non parlare di Lucia di Fatima (Giacinta e Francesco Marto sono morti subito di febbre spagnola) ha lasciato tutto per farsi prima Dorotea e poi Carmelitana nel convento di Coimbra, dov’è vissuta nella preghiera e nel nascondimento.

   Nessuna testimonianza è più autentica, santa, eroica e probatoria dei veggenti di Lourdes e Fatima.

   Terzo, a Medjugorje (ci sono stato cinque volte negli anni ottanta) sono nati ristoranti e alberghi, alcuni dei quali di proprietà dei veggenti, di cui alcuni sono addirittura miliardari. Ed è tutto dire: tutto in forte, stridente, contrasto, con l’umiltà, la semplicità, la povertà, lo stile evangelico dei veggenti di Lourdes e di Fatima.

   Quarto, quasi tutti i veggenti si sono sposati. Tanto rispetto per il matrimonio, ma se veramente Maria Santissima apparisse da 40 anni, quale anima mistica o quale veggente, non provasse il mistico desiderio di rinunciare a tutto per vivere e annunciare le Cose Belle, Buone, Sante, provate in 40 anni di apparizioni, testimoniando, altresì, il ruolo essenziale di Maria nel proprio cambiamento di vita. Questa sarebbe anche l'occasione privilegiata per levare la voce in difesa della vita di castità, così messa a dura prova dal trend del pensiero di oggi. 

   E proprio il cambiamento non è avvenuto: quasi tutti i veggenti si sono sposati. Allora si potrebbe dire che la Grazia di Dio, presente in Maria, non avrebbe operato alcuna trasformazione in quei presunti veggenti che all’inizio erano adolescenti, per poi vivere tutti gli stadi della vita umana, fino all’età adulta! Possibile che gli interventi continui di Maria Santissima, a Medjugorje, non sono stati capaci di muovere i veggenti verso scelte radicali e generose, come segno di amore consacrato a Cristo per mezzo dell'Immacolata sua Madre?

 

  

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Gesù nell'archeologia

Betania al di là del Giordano

Riportiamo dal Sito TERRASANTA.NET questo interessantissimo articolo relativo alla disputa sul luogo del Battesimo di Gesù: “Quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?”

Pietro Kaswalder ofm

   Molti pellegrini si domandano quale valore abbia il sito del Battesimo benedetto da Papa Ratzinger nel suo recente pellegrinaggio in Terra Santa. Il sito era stato preparato in vista del Grande pellegrinaggio del 2000 fatto da papa Giovanni Paolo II. Ora lo scavo dei resti antichi e la ricostruzione delle chiese moderne sono quasi ultimati. Si tratta del luogo del battesimo nel Wadi Kharrar, a circa 7 chilometri dal Mar Morto, che si raggiunge dalla strada di Livias (Tell er-Rame) e Shunah (sud) nelle Steppe di Moab, in Giordania.  

   La Custodia di Terra Santa non ha luoghi santi nel Wadi Kharrar, ma propone invece il sito chiamato al-Maghtes, sulla sponda ovest del Giordano, esattamente di fronte al luogo santo del Wadi Kharrar. Ogni ultimo giovedi del mese di ottobre si celebra la pellegrinazione liturgica per commemorare il battesimo di Gesù. Ci si domanda perciò: quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)? Premesso che per alcuni secoli il Wadi Kharrar non fu agibile, perché le antichità erano andate perdute. E premesso pure che per molto tempo il pellegrinaggio al Giordano si faceva partendo da Gerico, ne deriva che l'identificazione del sito del battesimo di Gesù si era fissata sulla sponda occidentale del Giordano. Aggiungiamo ancora che il monastero del Prodromo (Qasr al-Yahud) in vita fino al 1550, e restaurato dal patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme nel 1882, era rimasto l'unica struttura antica nei pressi del Giordano. Le rovine del Prodromo, distrutto dal terremoto del 1927, hanno dimensioni enormi. Per tanto tempo, a partire dal XVI secolo, il Prodromo, cioè San Giovanni Battista, era indicato come il vero Luogo del battesimo di Gesù.

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La Verità vi farà liberi

La santità di Papa Giovanni sarà ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, ma il modo in cui ha esaminato e trattato il dossier dedicato a Padre Pio, resterà uno degli elementi più oscuri ed inspiegabili del suo Pontificato.   

 


    PAPA GIOVANNI XXIII A DIECI ANNI DALLA SUA CANONIZZAZIONE: 

IL DOSSIER PADRE PIO


   Restano non poche perplessità sull’operato di Giovanni XXIII. Dubbi confermati dal fatto che lui ha prestato troppo credito alla relazione di mons. Maccari, inviando anche un altro Visitatore nella persona del domenicano padre Paul-Pierre Philippe. Costui, in un giorno d’indagine, ha creduto di sapere tutto di Padre Pio, riportandone un’impressione negativa, faziosa, e offensiva, per essere vera. Eppure Papa Roncalli poteva chiedere notizie su Padre Pio a cardinali e vescovi come Montini, arcivescovo di Milano, o come Lercaro arcivescovo di Bologna. Ma non l’ha fatto, fidandosi solo dell’operato di prelati inviati dal cosiddetto “Sant’Ufficio”.


Donato Calabrese


   Dieci anni sono passati dalla canonizzazione di Papa Giovanni XXXIII. Il suo è sicuramente un Pontificato illuminato, ma segnato da una storia che non lo pone in buona luce, anche se attutita notevolmente dal fatto che c’è una pagina bianca del suo operato segnata dai rapporti con Padre Pio da Pietrelcina: uno dei Santi e Mistici più straordinari della Cristianità, un gigante, un iceberg dello spirito la cui mitezza, obbedienza, e docile sottomissione alla Chiesa, pone ancora più in evidenza le “colpe” di un pontificato positivo, ma inspiegabile, proprio nel dossier dedicato al mite Agnello di Pietrelcina. E, il fatto che le biografie ufficiali su Padre Pio, pubblicate in occasione della sua beatificazione e canonizzazione accennino solo velatamente alle persecuzioni sistematicamente subite dal Santo di Pietrelcina, dimostra, oggi più che mai, come sia stato il Papa Giovanni Paolo II Magno, a rispolverare il dossier Padre Pio, dicendo al Santo Ufficio: “Lo fate voi Santo, o lo faccio io?”, mostrando chiaramente che lo stesso dossier dormiva placidamente tra i cumuli di cause di beatificazione.

 Come storico di Padre Pio avevo preparato un carteggio molto più eloquente, di 11 pagine, ma per la divulgazione della verità, ho preferito sintetizzare qui le pagine più dolorose della vita del nostro Santo, legate, purtroppo, proprio al pontificato di Giovanni XXIII.

  L’epilogo della Via Crucis di Padre Pio nasce molto tempo prima che Il 22 luglio del 1960 il Sant’Ufficio nomini mons. Carlo Maccari Visitatore apostolico del Convento di San Giovanni Rotondo e della Casa Sollievo della Sofferenza.

    Il 28 ottobre 1958 è eletto al soglio di Pietro il cardinale Giovanni Battista Roncalli, che assume il nome di Giovanni XXIII.

   Esprimendo la sua naturale deferenza per la figura del Pontefice Romano, Padre Pio augura un lungo Pontificato al novello Papa, che ricambia, a sua volta, con la benedizione apostolica.

   Eppure “le due grandi figure della Chiesa Cattolica sembrano fatte per non incontrarsi e non capirsi”[1], come scriverà Alessandro Pronzato nel suo libro Padre Pio un Santo scomodo. Padre Pio non condividerà, eufemisticamente parlando, le aperture di Papa Giovanni, il quale, a sua volta, prenderà sempre più le distanze da lui. E come si vedrà in seguito, sarà proprio sotto il suo pontificato che Padre Pio subirà la persecuzione più aspra e penosa[2], come ribadirà lo stesso Pronzato.

   Maccari e il suo collaboratore, don Giovanni Barberini, giungono sul Gargano la sera del 29 luglio, rendendo subito l’idea di essere prevenuti nei confronti del Frate di Pietrelcina. Lo dimostra il fatto che la prima persona interrogata è Michele De Nittis, arciprete della chiesa parrocchiale di San Giovanni Rotondo. Aveva fatto parte del gruppo che si era opposto a Padre Pio negli anni Venti e che comprendeva anche il canonico Giovanni Miscio, l’arciprete Giuseppe Prencipe, e Domenico Palladino [3].

   Poi Maccari interroga alcune personalità di San Giovanni Rotondo, l’amministratore di Casa Sollievo, alcuni frati, Padre Pio e vari figli spirituali, mentre il suo collaboratore don Barberini presenzia all’apertura della posta che giunge al convento cappuccino e interroga la gente comune della località garganica.

   Le prime conseguenze della Visita di Maccari e del suo degno collaboratore (Poco tempo dopo questa inchiesta, don Barberini smetterà la tonaca, N.d.A. ) sono identificabili nel divieto imposto alle donne di intrattenersi a parlare con il Padre, mentre gli uomini ricevono lo stesso diniego vedendosi rifiutare l’accesso alla sacrestia e alla terrazza del convento.  

     

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    “La storia intera risulta essere incomprensibile senza Gesù Cristo”.                              

                                                      (Ernest Renan)     



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