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Questo sito web è curato da Donato Calabrese, storico di Padre Pio da Pietrelcina 




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Noi sappiamo che “il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna” (1Gv. 5,19-20) 

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Il Vangelo della Domenica


 XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Mt 14,22-33)


  “Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. 

   Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E` un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!»” (Mt 14,22-33).

Vangelo della Domenica



Libri e altre opere


 PRESENTAZIONE LIBRO GESÙ DI NAZARET, la Storia.  Di Donato Calabrese.


   - Donato Calabrese: Gesù di Nazaret, la storia. Come sei arrivato a scrivere questo libro?


  - Devo dire la verità? Credo che per ogni uomo giunga il momento della riflessione esistenziale: chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Io mi ritengo già fortunato perché la mia vita, a cominciare dall’adolescenza e dalla gioventù, è stata sempre illuminata, seppure alla lontana, dalla Santità di Padre Pio. Quando poi ho avuto il privilegio di conoscere un movimento come il C.V.S., che ora non c’è più a Benevento, mi sono buttato a capofitto in questo apostolato che mi permetteva di vivere una profonda spiritualità cristocentrica e mariana. Ed ho trascorso circa trent’anni della mia vita abbracciando un ideale fortemente evangelico e spirituale, che ci consentiva anche di fare un’esperienza forte di Dio, di Cristo e di Maria Santissima. Un’esperienza che raggiungeva il proprio acme durante gli esercizi spirituali, a Valleluogo di Ariano Irpino. Ricordo ancora quei giorni di profonda spiritualità. In confidenza, neanche in Terra Santa – ci sono stato cinque volte – e neanche a Lourdes ho provato una tale confidenza col Signore. Gli esercizi mi mancano. Ma posso dire che sono stati i primi prodromi della meravigliosa scoperta dell’amore di Cristo. Poi, grazie al supporto informatico di mio nipote, Silvio Baccari, ho cominciato a creare e curare un sito web dedicato a Gesù.


   - E veniamo al libro: Gesù di Nazaret, la storia. Sappiamo che i maggiori studiosi biblici, teologi, storici e perfino scrittori come François Mauriac, Jean Guitton, Fëdor Dostoevskij, uomini di pensiero come Ernest Renan, hanno scritto su Gesù di Nazaret… Come ti è venuta l’idea di scrivere un libro su Gesù?


   - Tu l’hai detto: sono innumerevoli gli studiosi, i teologi, i biblisti, gli storici, che hanno cercato di studiare a fondo Gesù di Nazaret. Ma molti studiosi partivano dall’idea di esplorare, oggettivamente, il Personaggio Gesù, giungendo, poi, a un’immagine del Nazzareno che era effetto dei loro condizionamenti aprioristici. Io sono partito da un punto fermo: è quello dei Vangeli canonici, senza escludere, naturalmente, altri documenti non canonici, come il Vangelo apocrifo di Tommaso e gli Agrapha, oltre alle tradizioni rabbiniche ed extrabibliche. Benché molti studiosi abbiano messo in dubbio la comune identità tra il Gesù storico e il Gesù dei Vangeli, accettando come autentici solo i testi gesuani, cioè quelli contenenti le ipsissima verba (le stessissime parole pronunciate dal Gesù storico), io sono partito dal postulato solido dei vangeli, perché, credo che non ci sia diversità tra il Gesù storico e quello annunciato dai Vangeli, e, in questo, ho accolto come verità ciò che ha scritto Papa Benedetto XVI, al secolo il teologo Joseph Ratzinger, quando ha affermato che il “Gesù dei Vangeli sia una figura storicamente sensata e convincente”. Tornando al mio libro, credo che il punto di partenza sia rappresentato dai dati dei Vangeli, letti e riletti, oltre che rielaborati nella mia riflessione di credente razionale, con un considerevole arricchimento fornito dagli innumerevoli riferimenti di esegeti, teologi, storici, etc... . Inoltre, ho voluto corredare il frutto della mia ricerca con l’importantissimo supporto dell’archeologia, della storia del Cristianesimo primitivo e, perché no, della Mistica: da non confondere con il misticismo. Credo di poter offrire un testo di conoscenza e riflessione sull’uomo Gesù, dietro il quale non faccio fatica a riconoscere il Figlio di Dio Diletto, in perfetta comunione col Padre.


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Gesù nell'archeologia

Betania al di là del Giordano

Riportiamo dal Sito TERRASANTA.NET questo interessantissimo articolo relativo alla disputa sul luogo del Battesimo di Gesù: “Quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?”

Pietro Kaswalder ofm

   Molti pellegrini si domandano quale valore abbia il sito del Battesimo benedetto da Papa Ratzinger nel suo recente pellegrinaggio in Terra Santa. Il sito era stato preparato in vista del Grande pellegrinaggio del 2000 fatto da papa Giovanni Paolo II. Ora lo scavo dei resti antichi e la ricostruzione delle chiese moderne sono quasi ultimati. Si tratta del luogo del battesimo nel Wadi Kharrar, a circa 7 chilometri dal Mar Morto, che si raggiunge dalla strada di Livias (Tell er-Rame) e Shunah (sud) nelle Steppe di Moab, in Giordania.  

   La Custodia di Terra Santa non ha luoghi santi nel Wadi Kharrar, ma propone invece il sito chiamato al-Maghtes, sulla sponda ovest del Giordano, esattamente di fronte al luogo santo del Wadi Kharrar. Ogni ultimo giovedi del mese di ottobre si celebra la pellegrinazione liturgica per commemorare il battesimo di Gesù. Ci si domanda perciò: quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)? Premesso che per alcuni secoli il Wadi Kharrar non fu agibile, perché le antichità erano andate perdute. E premesso pure che per molto tempo il pellegrinaggio al Giordano si faceva partendo da Gerico, ne deriva che l'identificazione del sito del battesimo di Gesù si era fissata sulla sponda occidentale del Giordano. Aggiungiamo ancora che il monastero del Prodromo (Qasr al-Yahud) in vita fino al 1550, e restaurato dal patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme nel 1882, era rimasto l'unica struttura antica nei pressi del Giordano. Le rovine del Prodromo, distrutto dal terremoto del 1927, hanno dimensioni enormi. Per tanto tempo, a partire dal XVI secolo, il Prodromo, cioè San Giovanni Battista, era indicato come il vero Luogo del battesimo di Gesù.

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Telebene, la Televisione Spirituale Cristiana

Telebene, la Televisione Spirituale Cristiana, presenta il video LE MERAVIGLIE DI FATIMA

   Mentre in Europa e nel resto del mondo infuriava una guerra, certamente la più crudele ed estesa che l’umanità avesse mai conosciuto, il 13 maggio 1917, in una solitaria e sconosciuta località del Portogallo chiamata Fatima, Maria Santissima apparve a tre bambini, tre pastorelli – Lucia e i suoi cuginetti Francesco e Giacinta – facendo di essi i testimoni e gli ambasciatori di verità terribili riguardanti il destino dell’umanità e offrendo uno squarcio di luce sul cosiddetto “terzo segreto” o, meglio, la terza parte del segreto.  

   Sabato 13 giugno 2026, Festa del Cuore Immacolato di Maria, anche in coincidenza con l’anniversario della seconda apparizione della Madonna Santissima ai tre veggenti di Fatima, TELEBENE, la Televisione Spirituale Cristiana, ha pubblicato il video “ Le Meraviglie di Fatima”.

   (Continua...)

https://www.youtube.com/@telebene-tv

https://www.tiktok.com/@telebene3

https://gloria.tv/telebene

https://www.facebook.com/telebene/

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Il libro di Donato Calabrese dedicato a Gesù


GESÙ DI NAZARETH: LA STORIA

   

Chi è Gesù di Nazaret? Al termine del suo lavoro di ricerca,  Donato Calabrese, trae le sue personali conclusioni: “Con la sua Parola e con gli eventi straordinari: “miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso ha fatto per opera sua”(At 2,22), Gesù attesta di essere non solo il Cristo, ma soprattutto il Figlio Unigenito di Dio.



Il libro di Donato Calabrese dedicato a Gesù

 

GESÙ DI NAZARETH, LA STORIA

 

 

 

 

Chi è Gesù di Nazareth?  Un riformatore religioso desideroso di rinnovare profondamente il popolo d’Israele? 

Molto di più. David Flusser, storico e biblista israeliano, studioso di storia del primo Cristianesimo e del Giudaismo del Secondo Tempio all’Università ebraica di Gerusalemme, ha affermato che: “il comandamento dell’amore per i nemici resta la proprietà esclusiva di Gesù”. E allora l’esortazione ad amare i nemici che Gesù vuole rivolgere ai suoi discepoli  di ogni tempo non è altro che un invito ad accendersi dell’amore universale e misericordioso di Dio[1].

 

 

   Era un profeta, come lo vedevano molti ebrei?

 

   Più di un profeta. Nel suo libro Gesù di Nazaret, la storia, Donato Calabrese non ha fatto che evidenziare quanto appare chiaro nei Vangeli: “Nei rimproveri che Gesù rivolge alle città impenitenti di Corazin, Cafarnao e Betsaida, i suoi miracoli sono presentati come segni e richiami di Dio alla penitenza e alla conversione di fronte all’imminente venuta del regno di Dio[2]. Gli abitanti di queste città, disgraziatamente, sono rimasti insensibili alla predicazione di Gesù e ai segni del regno.

   Per inciso, se Gesù non avesse compiuto alcun miracolo nelle città del lago, non si comprende perché abbia potuto dire: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere”[3]. A dimostrazione della storicità di questo detto  sta il fatto che è presente sia nel Vangelo di Matteo che in quello di Luca. Ma, ancora di più, si riconosce in esso la profezia nascosta della distruzione delle città del lago (di Tiberiade, o Mar di Galilea). Difatti, proprio le città che sono state le più beneficate da lui, quelle nelle quali ha compiuto più miracoli e dove ha predicato per molto tempo, sono le più ingrate verso di lui, non accogliendo i suoi insegnamenti. Le profezie si sono regolarmente realizzate, anche se a volte sono passati dei secoli da quando Gesù ha ammonito le città del lago. Di Corazin e di Betsaida, le due città poco distanti da Cafarnao, non è rimasta alcuna traccia, se non qualche reperto archeologico. Di Cafarnao, invece, si sa che fu distrutta nel 665 da un terremoto e nel corso dei secoli si perse anche il ricordo del luogo. Solo in seguito agli scavi, condotti in epoche successive, è stato possibile identificare la città. Di Tiro e Sidone, invece, si sa che sono città del Libano. Tiro, dopo varie vicissitudini, fu distrutta nel 1292 dai musulmani. Venne successivamente ricostruita, e attualmente è chiamata Sur. Una città presente nella storia e nella geografia, come del resto Sidone, in libanese Sayda o Saida, città di 100.000 abitanti. Tiro e Sidone sono ancora vive, anche se con nomi diversi, mentre Cafarnao, Corazin e Betsaida non esistono più[4].

  

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CARO PAPA LEONE, CARI CARDINALI, CARI PASTORI, NOI NON VOGLIAMO UNA CHIESA MODERNA!



NOI VOGLIAMO UNA CHIESA SANTA!



   Come battezzato e come consacrato a Cristo Signore, dopo vari anni in cui ho stigmatizzato certe fratture che Papa Bergoglio ha creato, sia nei confronti della Divina Rivelazione, racchiusa nelle Sacre Scritture, sia verso il Magistero della Chiesa, dopo un tempo di silenzio successivo all’elezione di Papa Leone, riprendo a parlare, pensando e ripensando alle grandi lacerazioni inferte alla Sposa di Cristo da Papa Francesco, e a quelle che, in tutto l’orbe cattolico, le stanno infliggendo cardinali e vescovi, sull’onda lunga del nefasto pontificato di Papa Bergoglio.  

    

Donato Calabrese



  Con la scomparsa di Papa Francesco si è chiusa una pagina dolorosissima della Storia della Chiesa Cattolica. Come battezzato e come consacrato a Cristo Signore, dopo vari anni in cui ho stigmatizzato certe fratture che Papa Bergoglio ha creato, sia nei confronti della Divina Rivelazione, racchiusa nelle Sacre Scritture, sia verso il Magistero della Chiesa, dopo un tempo di silenzio successivo all’elezione di Papa Leone, riprendo a parlare, pensando e ripensando alle grandi lacerazioni inferte alla Sposa di Cristo da Papa Francesco, e a quelle che, in tutto l’orbe cattolico, le stanno infliggendo cardinali e vescovi, sull’onda lunga del nefasto pontificato di Papa Bergoglio. Un ministero che, malgrado le varie rotture con l’insegnamento di Cristo e il Magistero della Chiesa, ha prodotto più danni che effetti positivi. E, tra i danni satanici e massonici, cito particolarmente quella sinodalità che non appartiene per nulla né al magistero, né alla tradizione, né alla Scrittura ispirata della Chiesa. Ciò mi ha portato a pensare con pessimismo alle lacerazioni che Papa Bergoglio ha provocato nelle nostre coscienze cristiane, creando muri di sbarramento verso quel Deposito della fede che la Chiesa ha custodito in questi duemila anni. Del resto, sembra che al popolo cristiano, o una parte sostanziosa di esso, queste lacerazioni provocate da Papa Bergoglio, sembrino non interessare, anche perché l’Occidente cristiano vive immerso in un relativismo etico e morale che è espressione della decadenza di tali valori.

  Insomma, diciamoci la verità: non sono i tanti organismi, creati dai pastori, a portare un rinnovamento profondo nella Chiesa di Cristo!


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