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PADRE PIO DA PIETRELCINA |
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Padre Pio da Pietrelcina Sacerdote e Maestro di spiritualità La preghiera e l'amore alla Chiesa "Siate costanti e perseveranti" "Gesù ti riempia il cuore di tutto sé stesso"
Al CENACOLO EUCARISTICO MARIANO
Il Duomo di Benevento dove Padre Pio è stato ordinato sacerdote la Porta di Bronzo della Cattedrale di Benevento
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Per conoscere Padre Pio bisogna conoscere Pietrelcina. Nell'incantevole cittadina della provincia di Benevento egli ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza, dal 1887, anno in cui è nato, al 1903, quando è partito per il convento. Poi, tornato nel maggio del 1909, vi è rimasto, tranne che per brevi periodi che lo hanno visto alle prese con gli impegni militari, fino al 17 febbraio del 1916, allorché è cominciata la sua missione verso il Gargano.
Anni 1914-1916: Padre Pio a Pietrelcina Padre Pio nel Suo Epistolario E' chiaro che, in Padre Pio, il desiderio della morte non è fine a sé stesso, come una voglia di farla finita col mondo, ma la brama di fondo del suo cuore, che sente già di appartenere interamente alla patria celeste. Padre Pio supererà questo desiderio con un altro pensiero, ancora più eroico: “Patire e non morire”, il celebre motto di santa Teresa d'Avila. Patire per Cristo, con Cristo ed in Cristo. Ma patire con amore. Ecco la risposta amorevole di Padre Pio a quel Dio che lo ha eletto ad essere tutto amore per Cristo. E lo sarà appieno. di
Le sofferenze causate dal fratello sono manifestate al Frate di Pietrelcina: “La comunicazione fra noi, dunque, è murata – scrive Raffaelina riferendosi al fatto che il fratello ha fatto murare la porta che comunica al suo appartamento. E continua: “Ci troviamo la domenica nella istessa chiesa, ed essi ci guardano da estranei, anzi, da nemici…..Io soffro ed offro a Dio. A questa lunga lettera, il Frate di Pietrelcina risponde il 10 ottobre 1914. Per la prima volta egli accenna ad “una visita nello spirito”. Si tratta di quelle visite misteriose, spesso notturne, che Padre Pio fa ai suoi amici e figli spirituali e che verranno poi catalogate come fenomeni di bilocazione. Nella lettera, scritta a Raffaelina, per la prima volta Padre Pio accenna a questo fenomeno.
Donato Calabrese, appassionato studioso di spiritualità cristiana e conterraneo di Padre Pio, rivela, in un suo libro, gli anni sconosciuti vissuti da Padre Pio a Pietrelcina, dal 1909 al 1916.
PADRE PIO, SETTE ANNI DI MISTERO A PIETRELCINA
“Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha confidato l’autore – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più significativo dell'intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana”. Donato Calabrese
Grazie al libro di Donato Calabrese: Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline Editoriale Libri di Milano, i fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere, finalmente, uno dei tempi meno noti, ma più densi di significato, della vita del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Il periodo è racchiuso nei sette anni trascorsi a Pietrelcina dal 1909 al 1916, durante i quali Padre Pio ha vissuto un’esistenza nascosta ma feconda, semplice e ordinaria, ma anche contrassegnata da molte sofferenze fisiche, morali e spirituali, oltre che intessuta da singolari doni mistici, in alcuni dei quali non sono mancati quei Segni di credibilità che dimostrano, ancora oggi, l’autenticità di tali fenomeni. Pochi uomini hanno catalizzato tanta attenzione, come Padre Pio. Si può dire che le cose straordinarie, avvenute in Lui ed attorno a Lui, nonché l’influsso esercitato sulle grandi masse di fedeli che lo hanno seguito da vicino e finanche dalle più località più remote del pianeta, hanno radunato attorno a lui una “clientela mondiale”, come ebbe a dire Papa Paolo VI. Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare la sua missione sul Gargano, lasciando, purtroppo, inesplorato un tempo ben definito, eppure importante, del suo divenire umano, religioso e mistico. E’ il periodo di sette anni, trascorsi a Pietrelcina dal 1909 fino al 17 febbraio 1916, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda e mistica della vita di Padre Pio. A tale periodo storico è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale.
Riportiamo da TEMPI NUOVI, periodico mensile di impegno religioso e socio-culturale della Diocesi di Benevento
UMILE STRUMENTO DELLA POTENZA DI DIO Con la sua preghiera condita dalle sofferenze inaudite che portava nel corpo piagato, Padre Pio otteneva da Dio grazie e miracoli straordinari, comprovati dalle centinaia di lettere che giungevano ogni giorno a San Giovanni Rotondo.
Donato Calabrese
La Casa Sollievo della sofferenza, di cui avremo modo di parlare in seguito, esprimeva indubbiamente l’amore e la solidarietà di Padre Pio per l’umanità sofferente, allargandosi a tutto il mondo. Con la sua preghiera condita dalle sofferenze inaudite che portava nel corpo piagato, Padre Pio otteneva da Dio grazie e miracoli straordinari, comprovati dalle centinaia di lettere giunte che giungevano ogni giorno a San Giovanni Rotondo. Di fronte a tale marea di ringraziamenti ed attestazioni, Padre Pio serbava sempre un atteggiamento semplice e lineare, affermando di non essere lui ad operare le grazie. Un giorno, mentre Padre Pio passava in un corridoio del convento, in mezzo ai tanti fedeli e figli spirituali, improvvisamente un uomo gli si prostrò dinanzi, invocandolo: “Padre, mia moglie è ammalata, fatemi la grazia!”. “Tu - rispose Padre Pio - non devi venire da me! Io posso pregare per te, ma tu devi rivolgerti a Lui!”, indicando con la mano il crocifisso posto in alto su un muro. Eppure, Padre Pio era un taumaturgo. Così dovette vederlo il giornalista Renato Trevisani, che su Il Mattino di Napoli del 20-21 giugno 1919, titolò su piena pagina: L’uomo che fa i miracoli. Trevisani corredò il suo articolo con testimonianze raccolte tra le persone guarite ed alcuni testimoni oculari di tali guarigioni. Pasquale Di Chiara, 36 anni, cancelliere della pretura di San Giovanni Rotondo, era uno dei grandi miracolati. Rimasto a letto per tre mesi dopo una rovinosa caduta, si era rotto la gamba destra. Si sosteneva con due bastoni. Un giorno, Padre Pio gli disse: “Getta il bastone”. Ma di fronte alla sua titubanza, Padre Pio gli si avvicinò e replicò: “E deciditi. Getta via quei bastoni !!!”. Di Chiara ascoltò, finalmente, il comando del Frate di Pietrelcina, avvertendo un forte calore al piede che, subito, si propagò per tutta la sua persona. Camminava. I suoi pianti di gioia contagiarono tutti gli astanti, mentre, tranquillamente, Padre Pio si allontanò dalla piccola folla. Un altro miracolato fu Pasquale Urbano, di 62 anni, di Foggia. Dopo averlo confessato, Padre Pio gli ordinò: “Alzati e vattene!... Questi bastoni li devi gettare”. Si ritrovò guarito[1]. Una delle guarigioni più straordinarie è sicuramente quella di Francesco Vicio, 75 anni, deforme e piccolo, che si muoveva carponi, con il mento quasi a terra. Un giorno Padre Pio gli disse: “Alzati e cammina!”. Francesco si alzò e da allora camminò eretto.
Un polmone di verde che rigenera il percorso esistenziale dell'anima cristiana PIANA ROMANA A PIETRELCINA Qui, a Piana Romana, Padre Pio è nato Santo; è cresciuto Santo; è vissuto Santo. E qui, a Piana Romana, ha effuso quella santità che tuttora riscalda i cuori di milioni di credenti che si riconoscono nel suo inimitabile magistero di dolore e di amore. Donato Calabrese Ogni domenica mi reco alla contrada di Piana Romana, distante qualche chilometro da Pietrelcina, per servire la Santa Messa ed aiutare nella distribuzione della Santa Eucaristia. Qui, a Piana Romana, mi sento di casa, non solo perché Padre Pio vi ha trascorso un lungo periodo della sua vita infantile, adolescenziale e giovanile, ma anche perché qui ha ricevuto, per la prima volta, il Dono delle stigmate. Ma ricondurre solo a questo aspetto, la correlazione di Padre Pio con Piana Romana, sarebbe estremamente riduttivo, in quanto qui il nostro Santo aveva il suo cuore, i suoi ricordi più belli, le sue amicizie più sincere ed autentiche, i suoi incontri col Divino manifestato sia nelle apparizioni di Gesù e di Maria, sia nelle vie ordinarie dello studio, della meditazione, della contemplazione di quel Dio che la bellezza paesaggistica di Piana Romana permette di riconoscere nelle meraviglie della vegetazione, e del creato, magnificamente incorniciato dalle linee montuose del Matese, del Taburno e del Partenio.
Il Santo Rosario con Padre Pio Contiene pensieri ed esortazioni di Padre Pio
Il
santo rosario è la preghiera preferita da Padre Pio da Pietrelcina, mio
maestro nella spiritualità oblativa e una delle più straordinarie anime
mistiche della cristianità.
Per vivere con Padre Pio il pio esercizio della Via Crucis La Via Crucis è una delle pratiche di pietà più amate e diffuse nel popolo cristiano, ed affonda le sue radici nella spiritualità della Passione di Cristo originata, nel medioevo, da anime straordinarie come Bernardo da Chiaravalle, Francesco d’Assisi, Bonaventura da Bagnoregio ed altri ancora. Un filone spirituale di cui Padre Pio da Pietrelcina esprime, forse, la sintesi più alta e perfetta. E questo, per mezzo della sua completa partecipazione alla passione di Cristo, compiuta per tutta la sua vita. Si può dire che tutta l’esistenza di Padre Pio sia stata una grande Via Crucis. Alla luce del suo mirabile insegnamento, ogni Via Crucis non termina mai con il buio del sepolcro, ma si proietta nella stazione definitiva: la Casa del Padre, dove Gesù Risorto ci attende, e dove tutti siamo invitati ad entrare come figli.
Sorgerà a San Giovanni Rotondo per iniziativa di Elia Stelluto UN GRANDE PROGETTO IN ONORE DI PADRE PIO
SACRARIO ALLA PACE E FRATELLANZA TRA I
POPOLI
Tra breve San Giovanni
Rotondo sarà al centro di un evento unico e straordinario che farà il
giro del mondo, perché il nostro Paese si arricchirà di un'opera
monumentale, degna di annoverarsi tra le meraviglie del mondo. Dunque,
non poteva mancare questo giusto e meritato evento the glorificasse la
figura timbrica iconica e planetaria del nostro amatissimo Santo Padre
Pio.
Per
contribuire a quest'Opera gigantesca in onore di Padre Pio:
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO
CORRENTE BANCARIO:10/042139
BANCA
DI CREDITO COOPERATIVO DI SAN GIOVANNI ROTONDO IBAN: IT 04 H
0881078590 000010042139
CODICE
PER VERSAMENTI DALL'ESTERO: ICRAITRRMI0
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO
CORRENTE POSTALE: 95486445
IBAN: IT 09 T 07601 15700 000095486445
Chi non conosce Elia Stelluto? E' il fotografo di Padre Pio. Le migliaia di fotografie da lui scattate costituiscono quasi un Quinto Vangelo della conoscenza mediatica del Frate di Pietrelcina. Ma per conoscere meglio Elia, attraverso un episodio conosciuto per una delle foto più belle del nostro Santo, cliccate qui sotto: ELIA STELLUTO CI PARLA DI PADRE PIO Per contattare direttamente Elia Stelluto, Presidente del Comitato Erigendo Monumento San Pio da Pietrelcina tel. 333-3489666.
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Confidenzialmente da Donato Calabrese LIBRI DEDICATI A PADRE PIO ED A PIETRELCINA LA PAGINA PERSONALE DI DONATO CALABRESE Guida turistico religiosa per Pietrelcina
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