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Padre Pio da Pietrelcina Sacerdote e Maestro di spiritualità La preghiera e l'amore alla Chiesa "Siate costanti e perseveranti" "Gesù ti riempia il cuore di tutto sé stesso"
Al CENACOLO EUCARISTICO MARIANO
Il Duomo di Benevento dove Padre Pio è stato ordinato sacerdote la Porta di Bronzo della Cattedrale di Benevento
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Padre Pio da PietrelcinaPer conoscere Padre Pio bisogna conoscere Pietrelcina. Nell'incantevole cittadina della provincia di Benevento egli ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza, dal 1887, anno in cui è nato, al 1903, quando è partito per il convento. Poi, tornato nel maggio del 1909, vi è rimasto, tranne che per brevi periodi che lo hanno visto alle prese con gli impegni militari, fino al 17 febbraio del 1916, allorché è cominciata la sua missione verso il Gargano.
Il Centenario dell'ordinazione sacerdotale di Padre Pio “Auguri, Padre Pio” Alla presenza della mamma e di don Salvatore Pannullo, arciprete di Pietrelcina, fra Pio è ordinato sacerdote da mons. Paolo Schinosi, arcivescovo titolare di Marcianopoli. D’ora in poi sarà conosciuto come Padre Pio da Pietrelcina. Donato Calabrese E’ il 10 agosto 1910. Il ventitreenne Fra Pio da Pietrelcina, scende in città, a Benevento, con lo sciaraballo [1] di Alessandro Mandato, unitamente alla mamma ed all’arciprete don Salvatore Pannullo.Lasciato lo sciaraballo con il padrone, nei pressi di una delle piazze adiacenti la cattedrale, la piccola comitiva percorre speditamente i pochi metri che la separano dal magnifico duomo romanico [2].Non ha neanche il tempo di volgere lo sguardo sulla bellissima Porta di bronzo, che si affretta ad attraversare la navata sinistra del Tempio, per raggiungere, finalmente, la cappella situata a sinistra dell’altare maggiore.
ATTENZIONE MESSAGGIO DIRETTO AI RESPONSABILI DEI GRUPPI DI PREGHIERA, DELLE AGENZIE DI VIAGGIO E DEI TOUR OPERATOR Ricevo spesso delle richieste, provenienti da ogni parte d’Italia, da parte di persone singole che si rivolgono ai miei siti per sapere se dalla loro località vengono organizzati pellegrinaggi diretti ai luoghi di Padre Pio. Pertanto, allo scopo di aiutare queste singole persone desiderose di compiere tali pellegrinaggi, ho deciso di aprire una pagina DIARIO, esclusivamente dedicata a tutti coloro che organizzano i pellegrinaggi, in modo che possano comunicare, direttamente su di essa, le date, le città di provenienza, le tariffe, i numeri di prenotazione telefonica, ed altre caratteristiche dei loro pellegrinaggi. In tal modo i singoli fedeli che intendono recarsi in visita a Pietrelcina ed a San Giovanni Rotondo, potranno contattare direttamente le Agenzie, i gruppi di preghiera ed i Tour Operator. DIARIO VIAGGI AI LUOGHI DI PADRE PIO
Unica reliquia del corpo di Padre Pio che è conservata e venerata in un luogo diverso da San Giovanni Rotondo: nella chiesa conventuale della Sacra Famiglia a Pietrelcina. PADRE PIO TORNA... A CASA
Fu lo stesso Padre Pio, interpellato in proposito da Mary Pyle sua figlia spirituale, a volere che la Chiesa conventuale di Pietrelcina fosse dedicata alla Sacra Famiglia di Nazareth.
Donato Calabrese Padre Pio torna…a casa, nella sua Terra Natale. Non è il corpo mortale del Frate di Pietrelcina, ma un piccolo, singolare, frammento, chiamato Osso ioide, ad essere donato, alla città natale, dalla Provincia monastica cappuccina di Sant’Angelo e Padre Pio. Unica reliquia del corpo di Padre Pio conservata e venerata in un luogo diverso da San Giovanni Rotondo: nella chiesa conventuale della Sacra Famiglia a Pietrelcina. La sacra reliquia è stata portata in processione per le vie di Pietrelcina martedì 25 maggio, dopo una messa solenne presieduta dal cardinale Darìo Castrillòn Hoyos, prefetto emerito della Congregazione per il Clero. Numerosi i concelebranti tra cui: il neo Ministro della provincia Sant’Angelo e Padre Pio, padre Francesco D. Colacelli. La processione è terminata nella Chiesa della Sacra Famiglia, dove è stato solennemente benedetto il reliquiario realizzato dallo scultore Lineo Tabarin. Fu lo stesso Padre Pio, interpellato in proposito da Mary Pyle sua figlia spirituale, a volere che la Chiesa conventuale di Pietrelcina fosse dedicata alla Sacra Famiglia di Nazareth. Il decreto di apertura del convento cappuccino fu firmato il 21 febbraio 1947, ed il primo superiore fu padre Luca da Vico del Gargano, mentre la Chiesa venne consacrata dall’arcivescovo di Benevento mons. Agostino Mancinelli, il 20 maggio 1951.
Il portale è preceduto da una coppia di colonne, che reggono un protiro, che ha sul fondo una lunetta con mosaico raffigurante il Cristo. Un profondo legame affettivo e spirituale ha sempre unito Padre Pio alla chiesa della Sacra Famiglia ed all’attiguo convento cappuccino. Durante un colloquio con padre Agostino, avvenuto nel mese di dicembre 1941, questi gli disse: “Io morirò di consolazione quel giorno che vedrò aperto il convento di Pietrelcina”. Quindi aggiunse: “Ci sarai anche tu presente nella funzione di apertura?”. Padre Pio rispose: “Sarò presente a Pietrelcina e contemporaneamente sarò nel confessionale di San Giovanni Rotondo”[1]. Alludeva chiaramente ad uno dei più straordinari carismi ricevuti da Dio: quello della bilocazione, dovuto all’azione diretta di Dio, che permette “la presenza contemporanea di un corpo in due distinti luoghi. Il corpo fisico può essere presente solo in uno dei due posti, nell’altro è presente solo apparentemente, al modo di una visione intellettuale, immaginativa o corporea”[2]. Nulla avviene per caso. Padre Pio diceva “Tutto è Provvidenza. Tutto è volontà di Dio”. L’evento che Pietrelcina ha celebrato il 25 maggio, è chiaramente ambivalente: l’anniversario della nascita di San Pio da Pietrelcina e l’arrivo della sua reliquia, l’osso ioide, che è alla radice della lingua, e quindi partecipa, con essa, alla creazione della parola. Quella parola silenziosa, estatica ed adorante del mistero eucaristico era la medesima parola, tenerissima, profetica, sofferta, ma anche tuonante, del suo confessionale. Una parola imbevuta d’amore divino e che trasmetteva lo stesso amore che amava nel patire. LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO ON LINE, SU TELEBENE, UN LUNGO SPECIALE VIDEO DEDICATO A QUESTO EVENTO
Donato Calabrese, appassionato studioso di spiritualità cristiana e conterraneo di Padre Pio, rivela, in un suo libro, gli anni sconosciuti vissuti da Padre Pio a Pietrelcina, dal 1909 al 1916.
PADRE PIO, SETTE ANNI DI MISTERO A PIETRELCINA
“Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha confidato l’autore – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più significativo dell'intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana”. Donato Calabrese
Grazie al libro di Donato Calabrese: Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline Editoriale Libri di Milano, i fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere, finalmente, uno dei tempi meno noti, ma più densi di significato, della vita del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Il periodo è racchiuso nei sette anni trascorsi a Pietrelcina dal 1909 al 1916, durante i quali Padre Pio ha vissuto un’esistenza nascosta ma feconda, semplice e ordinaria, ma anche contrassegnata da molte sofferenze fisiche, morali e spirituali, oltre che intessuta da singolari doni mistici, in alcuni dei quali non sono mancati quei Segni di credibilità che dimostrano, ancora oggi, l’autenticità di tali fenomeni. Pochi uomini hanno catalizzato tanta attenzione, come Padre Pio. Si può dire che le cose straordinarie, avvenute in Lui ed attorno a Lui, nonché l’influsso esercitato sulle grandi masse di fedeli che lo hanno seguito da vicino e finanche dalle più località più remote del pianeta, hanno radunato attorno a lui una “clientela mondiale”, come ebbe a dire Papa Paolo VI. Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare la sua missione sul Gargano, lasciando, purtroppo, inesplorato un tempo ben definito, eppure importante, del suo divenire umano, religioso e mistico. E’ il periodo di sette anni, trascorsi a Pietrelcina dal 1909 fino al 17 febbraio 1916, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda e mistica della vita di Padre Pio. A tale periodo storico è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale.
Un itinerario suggestivo e spirituale: da Pietrelcina a Piana Romana, passando per la Via del Rosario, sempre percorsa da Padre Pio
PIANA ROMANA A PIETRELCINALuogo di preghiera e di pace
Donato Calabrese
E’ un itinerario suggestivo che, a causa della lunghezza, non molti riescono a percorrere, ma che non sfugge certamente ai tanti gruppi di preghiera ed ai pellegrinaggi squisitamente religiosi che non vengono a Pietrelcina con le ore contate. Essi sanno che la Via del Rosario è la sola ed autentica Via Crucis percorsa da Padre Pio in tutti gli anni della sua vita trascorsa a Pietrelcina, e quindi, dagli anni successivi alla nascita, avvenuta il 1887, fino al 1903; e poi dal 1909 al 1916, allorché, tra Pietrelcina e Piana Romana ha vissuto quello che è, forse, il tempo più importante del suo itinerario spirituale e mistico.
Un altro prezioso libretto di Donato Calabrese
Il Santo Rosario con Padre Pio
Il Rosario Eucaristico Mariano offre una traccia di preghiera profondamente cristocentrica, eucaristica e mariana, arricchita da pensieri e sentimenti di Padre Pio da Pietrelcina, una delle anime mistiche più grandi della cristianità. Questi, in ordine cronologico, i misteri, o meglio, i temi enunciati: la gioia, le beatitudini, la luce, il dolore, la gloria. Tutta la vita di Gesù e di Maria santissima è attraversata da questi sentimenti che appartengono anche all’esperienza esistenziale di ogni cristiano. E’ una preghiera profondamente biblica, in quanto stimola un rapporto affettivo e spirituale di totale confidenza con il Cuore di Cristo. Auspico che questa semplice traccia di preghiera eucaristica e mariana possa guidare ogni anima verso la piena intimità Divina così bene espressa da San Pio da Pietrelcina: “L’uomo non può comprendere che quando il paradiso si riversa in un cuore, questo cuore afflitto, esiliato, debole e mortale, non lo può sopportare senza piangere. Si, lo ripeto, la gioia sola che riempiva il mio cuore fu quella che mi fece piangere sì a lungo”. Nessuno più di Maria può condurci a Cristo Gesù. Lui solo può dare pace, ristoro, vita divina ai nostri cuori assetati d’amore. Potete prenotare il libro Cliccando Qui
Anni 1914-1916: Padre Pio a Pietrelcina Padre Pio nel Suo Epistolario E' chiaro che, in Padre Pio, il desiderio della morte non è fine a sé stesso, come una voglia di farla finita col mondo, ma la brama di fondo del suo cuore, che sente già di appartenere interamente alla patria celeste. Padre Pio supererà questo desiderio con un altro pensiero, ancora più eroico: “Patire e non morire”, il celebre motto di santa Teresa d'Avila. Patire per Cristo, con Cristo ed in Cristo. Ma patire con amore. Ecco la risposta amorevole di Padre Pio a quel Dio che lo ha eletto ad essere tutto amore per Cristo. E lo sarà appieno. di
Le sofferenze causate dal fratello sono manifestate al Frate di Pietrelcina: “La comunicazione fra noi, dunque, è murata – scrive Raffaelina riferendosi al fatto che il fratello ha fatto murare la porta che comunica al suo appartamento. E continua: “Ci troviamo la domenica nella istessa chiesa, ed essi ci guardano da estranei, anzi, da nemici…..Io soffro ed offro a Dio. A questa lunga lettera, il Frate di Pietrelcina risponde il 10 ottobre 1914. Per la prima volta egli accenna ad “una visita nello spirito”. Si tratta di quelle visite misteriose, spesso notturne, che Padre Pio fa ai suoi amici e figli spirituali e che verranno poi catalogate come fenomeni di bilocazione. Nella lettera, scritta a Raffaelina, per la prima volta Padre Pio accenna a questo fenomeno.
RISTORANTI ED HOTEL di Pietrelcina e San Giovanni Rotondo
Sorgerà a San Giovanni Rotondo per iniziativa di Elia Stelluto UN GRANDE PROGETTO IN ONORE DI PADRE PIO
SACRARIO ALLA PACE E FRATELLANZA TRA I
POPOLI
Tra breve San Giovanni
Rotondo sarà al centro di un evento unico e straordinario che farà il
giro del mondo, perché il nostro Paese si arricchirà di un'opera
monumentale, degna di annoverarsi tra le meraviglie del mondo. Dunque,
non poteva mancare questo giusto e meritato evento the glorificasse la
figura timbrica iconica e planetaria del nostro amatissimo Santo Padre
Pio.
Per
contribuire a quest'Opera gigantesca in onore di Padre Pio:
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO
CORRENTE BANCARIO:10/042139
BANCA
DI CREDITO COOPERATIVO DI SAN GIOVANNI ROTONDO IBAN: IT 04 H
0881078590 000010042139
CODICE
PER VERSAMENTI DALL'ESTERO: ICRAITRRMI0
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO
CORRENTE POSTALE: 95486445
IBAN: IT 09 T 07601 15700 000095486445
Chi non conosce Elia Stelluto? E' il fotografo di Padre Pio. Le migliaia di fotografie da lui scattate costituiscono quasi un Quinto Vangelo della conoscenza mediatica del Frate di Pietrelcina. Ma per conoscere meglio Elia, attraverso un episodio conosciuto per una delle foto più belle del nostro Santo, cliccate qui sotto: ELIA STELLUTO CI PARLA DI PADRE PIO Per contattare direttamente Elia Stelluto, Presidente del Comitato Erigendo Monumento San Pio da Pietrelcina tel. 333-3489666.
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Confidenzialmente da Donato Calabrese LIBRI DEDICATI A PADRE PIO ED A PIETRELCINA LA PAGINA PERSONALE DI DONATO CALABRESE Guida turistico religiosa per Pietrelcina
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