VISITA IL SITO DEDICATO A PADRE PIO DA PIETRELCINA: UNA VITA PER L'AMORE

Padre Pio Beato e Santo

Padre Pio oggi

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PIETRELCINA

la

Città di Padre Pio

“Salutami tutta Pietrelcina, che tengo tutta chiusa nel mio cuore. Le benedizioni del Signore scendano larghe e copiose su tutti e tutti si rendano degni delle odierne ed eterne promesse”

(Dalla lettera di Padre Pio al fratello Michele, 22/12/1926)

Piana Romana di Pietrelcina: la cappella che custodisce l'olmo delle stigmate

7 settembre 1910 - 7 settembre 2017: Le stigmate di Padre Pio

 I MONILI DI CRISTO GESù

    “Nel pomeriggio del 7 settembre 1910, stando padre Pio sotto l'olmo di Piana Romana in preghiera e per prendere fresco, si presentarono Gesù e la Madonna e gli donarono le sacre stimmate”

   Donato Calabrese

    (Storico e Biografo di Padre Pio)

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  Il 7 settembre ricorre l’anniversario della stigmatizzazione di Padre Pio, avvenuta, per la prima volta, ai primi di settembre del 1910, poco più di un mese dopo la sua ordinazione sacerdotale.

  Solo nell’anno successivo, e precisamente l’8 settembre 1911, Padre  Pio descrive per la prima volta, al suo direttore spirituale padre Benedetto da san Marco in Lamis, il misterioso fenomeno dei dolori alle mani, ai piedi, ed anche al costato: “Ieri sera poi mi è successo una cosa che io non so né spiegare né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte e acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso per la prima volta glielo dico; perché mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. Anche adesso se sapesse quanta violenza ho dovuto farmi per dirglielo! Molte cose avrei da dirle, ma mi viene meno la parola; solo le dico che i battiti del cuore, allorché mi trovo con Gesù sacramentato, sono molto forti”

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MANCA L’ACQUA, NELLA CITTà DI PADRE PIO

 Donato Calabrese

   Ancora una volta manca l’acqua a Pietrelcina, la cittadina di Padre Pio servita dall’Alto Calore. Un problema serio che provoca enorme disagio, specialmente nelle contrade rurali. A farne le spese non sono solo i cittadini che hanno la sventura di abitare nelle zone alte, ma anche e soprattutto i turisti e i viaggiatori che sono venuti Pietrelcina in occasione del Ferragosto, giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra la solennità di Maria Santissima Assunta in cielo.

   L’assoluta carenza di acqua potabile sta provocando da mesi, se non da anni, un profondo disagio alla popolazione. Non può usufruire dei servizi elementari per la vita quotidiana, come mangiare, bere, andare a bagno, etc.. Purtroppo, almeno per ora, non si prevede una soluzione immediata della drammatica situazione, anche per l’indifferenza delle autorità competenti, come l’Alto Calore Servizi.

   La cosa grottesca è che gli Organi di stampa a carattere nazionale e regionale hanno fatto ricorso ai consueti titoloni a carattere cubitale per divulgare notizie come le nozze gay e la Diretta di RAI 1 de Una voce per Padre Pio, ma non usano la stessa misura per pubblicizzare quelli che sono i bisogni essenziali della popolazione di Pietrelcina e dintorni, per cui un problema drammatico come quello della mancanza di acqua, passa addirittura inosservato. Ecco, questa è la stampa quotidiana.

   L’acqua è un bene essenziale per la collettività, ed è inammissibile che i cittadini debbano esserne privi perfino per i bisogni più essenziali, così come è estremamente grave che gli Organi competenti in materia, e soprattutto quelli preposti alla vigilanza, non intervengano tempestivamente per risolvere un problema a dir poco drammatico, non solo per Pietrelcina, ma anche per le altre comunità del Sannio e dell’Irpinia.

   E poi ci si riempie la bocca per parlare di turismo a Pietrelcina e nel Sannio.

A tutti voi, pellegrini e visitatori che venite a Pietrelcina...

   Per visitare, conoscere, ed amare veramente Padre Pio e i Luoghi che custodiscono i Suoi Ricordi soprannaturali a Pietrelcina e dintorni, non affidatevi all'improvvisazione ed alla superficialità, di Guide turistiche che sono estranee al territorio e al Sannio. Ci vuole ben altro per accompagnarvi alla scoperta dell'incommensurabile Mistero d'amore che avvolge San Pio qui, a Pietrelcina, vivendo la sua infanzia, l'adolescenza, la giovinezza, e i primi anni di ministero sacerdotale, immerso tra straordinarie esperienze mistiche e soprannaturali.

   In tal caso, non basta una semplice guida turistica, seppure patentata dalla Regione Campania. Occorre ben altro: una guida turistica e religiosa che abbia incontrato più volte Padre Pio, e gli abbia parlato personalmente. Una guida che è anche un Biografo, uno Storico del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Tale è Donato Calabrese

   Appassionato di mistica e spiritualità cristiana, oltre che Biografo e Storico di Padre Pio, avendolo anche incontrato personalmente varie volte nella sua vita, abbracciando la sua stessa spiritualità e mistica oblativa, per la sua specifica conoscenza della vita di Padre Pio, oltre che della sua spiritualità, Donato Calabrese ha un rapporto spirituale privilegiato con Lui.

   Donato Calabrese ha pubblicato vari libri su Padre Pio, portando alla luce il suo vero volto, l'autentica personalità, la straordinaria dimensione spirituale e mistica, studiando e vagliando le testimonianze più autorevoli e credibili sul Santo di Pietrelcina.

   Nei suoi libri, Donato Calabrese ha raccontato i miracoli e le meraviglie operate da Dio per mezzo dell'umile Frate di Pietrelcina, tratteggiando un quadro completo e fedele della realtà storica, religiosa, e sociale, nella quale ha vissuto uno dei Santi e delle anime mistiche più straordinarie della Cristianità. Per saperne di più cliccate QUI.

Tradito lo spirito di appartenenza a Padre Pio che a proposito della sua città natale aveva detto a fra Modestino Fucci di dire ai paesani di non fare “scomparire”, cioè non far fare brutta figura, al proprio paese.

 PIETRELCINA: UNA DOPPIA CADUTA DI STILE

 

   Dopo 104 anni le drammatiche parole profetiche di Gesù a Padre Pio si sono realizzate. L’aula liturgica di Piana Romana è stata tramutata in luogo di spettacolo, e Gesù sacramentato è stato portato via. Come non pensare a quando, in un’apparizione a Padre Pio, Gesù aveva detto proprio qui a Pietrelcina: “La mia casa è divenuta per molti un teatro di divertimenti; anche i miei ministri che io ho sempre riguardato con predilezione, che io ho amato come pupilla dell'occhio mio; essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze; essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece chi lo crederebbe?! Da essi debbo ricevere ingratitudini e sconoscenze”.

 

  Donato Calabrese

Donato Calabrese Biografo di Padre Pio da Pietrelcina

   Cosa può spingere un giornale quotidiano come il MATTINO di Napoli a divulgare nel Sannio, a caratteri cubitali, il matrimonio di una coppia gay nella città natale di Padre Pio, Pietrelcina? Cosa può spingere la RAI Radiotelevisione italiana a registrare l’annuale programma “Una voce per Padre Pio” addirittura nell’aula liturgica di Piana Romana, facendo “smammare” il padrone di Casa: Gesù eucaristico, presente nel tabernacolo?

   C’è una sola risposta, a tutto questo, ed è quella che ho stigmatizzato nella mia riflessione sull’Italia post-cristiana, pubblicata sul mio sito web Gesù di Nazareth, e che ora riporto in parte qui: “Purtroppo la Società italiana e occidentale di oggi è manipolata da una comunicazione nella quale non è difficile riconoscere una logica perversa tesa a «liberarla» da ogni limite, o «tabù» (come si dice oggi)  di qualsiasi tipo etico, morale, cristiano. Giornali, televisioni, e grandi network mediatici svolgono ormai da anni una pressione nefasta sulle menti deboli del popolo, assoggettandole a un nuovo totalitarismo privo di valori: una visione della vita in cui non c’è più posto per Dio.

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Tra la Via del Rosario e Piana Romana: la Metafora del pellegrinaggio terreno di Padre Pio da Pietrelcina

I DOLCI CAMPI DI PIETRELCINA...

...nei ricordi di padre pio

“La più bella stagione dell’anno è la primavera… Il prato incomincia a rivestirsi tutto d’erbetta, il monte a verdeggiare, gli uccelli pianamente cinguettano entro le macchie… chi va per i prati e chi per i boschi, chi a cogliere fiori, chi adornarsi di gigli e rose le tempie e la chioma!.... nella primavera tutto il creato è in armonia”

 Donato Calabrese 

Su TELEBENE un video sulla Via del Rosario

   Dolcemente distesa nella campagna rigogliosa tra Pietrelcina e la contrada di Piana Romana, la via del Rosario appare molto di più di  una semplice stradina di campagna. È un’oasi dell’infinito: l’habitat dell’anima orante. Uno spazio di pace e di spiritualità. È il sentiero amato e prediletto da Padre Pio da Pietrelcina.

   Questa stradina è stata sempre familiare a Padre Pio, perché, fin da bambino la percorreva, anche più volte al giorno, per raggiungere la famiglia al lavoro dei campi, a Piana Romana, e per tornare, quindi, a Pietrelcina.

   Per Padre Pio, questo sentiero è divenuto un vero luogo dell’infinito, ma anche  un’immagine simbolica della sua vita. Al di là della sua bellezza variegata e silenziosa, tra sentieri boscosi tranquilli, ed erte rupestri, via del rosario può esprimere la metafora del pellegrinaggio terreno di Padre Pio, e quindi, di ogni uomo.

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On line il nuovo video realizzato da TELEBENE

PADRE PIO

Gocce di Rugiada Divina

Vai a TELEBENE, la Televisione cristiana

   In occasione del centesimo anniversario del ritorno di Padre Pio alla vita conventuale cappuccina e nel giorno del suo battesimo, TELEBENE ha realizzato questo Video col quale offrire un florilegio di espressioni e parole pronunciate dal Santo di Pietrelcina nel periodo più intenso e vivo della sua dimensione mistica, che coincide coi primi anni del suo sacerdozio, trascorsi nella città natale di Pietrelcina.

   Queste gocce di rugiada divina, espressioni di una dimensione spirituale e mistica tra le più alte della Cristianità, aiutino, ogni credente, a vivere i momenti di difficoltà e di sofferenza connessi con l’essere parte di un mondo che crede di poter fare a meno di Dio e dei Sui Segni.

   Biografo e storico di Padre Pio, Donato Calabrese ha voluto dedicare, questo video, alla memoria della sua adorata mamma Immacolata Musco vedova Calabrese.

   Telebene è una televisione web cristiana impegnata da trent'anni, e senza l'aiuto di alcuno, nell'evangelizzazione e nella divulgazione della Santità di Padre Pio da Pietrelcina, avvalendosi della consulenza del suo ideatore, Donato Calabrese, che è anche storico di Padre Pio e studioso della sua spiritualità.

   Telebene è una televisione non istituzionale, ma profetica e umile, semplice e fresca come acqua di sorgente, povera e fedele allo stile unico e inconfondibile del grande Santo di Pietrelcina.

Su TELEBENE

i bELLISSIMI VIDEO SU PADRE PIO E SU PIETRELCINA

Su TELEBENE

  TELEBENE, la televisione web cristiana di Benevento

    Da tanti anni, e prima di tutte le televisioni, anche cattoliche, TELEBENE offre, ai telespettatori del web ed ai fedeli che si riconoscono nel discepolato cristiano di Padre Pio, documentari e video gratuiti, quasi tutti in HD, realizzati in puro spirito di gratuità e senza l'aiuto di nessuno. I video sono visibili anche su YOUTUBE

  Vai a TELEBENE

Il nuovo libro di Donato Calabrese dedicato al Santo stigmatizzato di Pietrelcina

 

PADRE PIO:

“Sono un Mistero a me stesso”

“Questo testo giunge quasi al termine di un lungo percorso di ricerca nel quale ho cercato innanzitutto di scoprire il vero volto, la dimensione spirituale e mistica, la purezza di cuore, e il candore di Padre Pio da Pietrelcina, considerando primariamente la Sua esistenza totalmente oblativa e le radici genuinamente sannitiche e cristiane armoniosamente fuse in colui che si può definire come un autentico capolavoro di Dio e uno dei fiori più belli e profumati del Suo Giardino divino”.

Donato Calabrese

Il nuovo libro di Donato Calabrese racconta tutta la vita di Padre Pio

  Questo Libro Padre Pio, “Sono un mistero a me stesso, intende essere il proseguimento del precedente, Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, e vuole offrire un resoconto completo della vita del Frate stigmatizzato.

   “Riconosco di essere un mistero a me stesso”[1], scrive Padre Pio a Padre Agostino, asserendo, forse, di non sapersi spiegare l’eziologia di tutte le cose straordinarie, avvenute nella sua vita, né la continua esperienza di immani sofferenze fisiche e spirituali.

   Fin da giovane Padre Pio ha pensato di essere un mistero a sé stesso. E forse ha avvertito per tutta la sua vita, specialmente col passare degli anni, la dimensione inaudita di tale segreto. Il mistero d’amore  di un Dio che vuole dare un segno forte e tangibile della sua Presenza agli uomini distratti dai fasti della Belle Époque e delle conquiste tecnologiche, oltre che ai popoli lacerati e divisi dagli opposti  ateismi, dai genocidi, dalle guerre più devastanti della storia umana, e da una miriade di problemi e anche drammi immensi che hanno assillato e tuttora turbano l'umanità che si affaccia sul terzo millennio dell'era cristiana.

   Il segno che sarà manifesto negli anni a seguire dimostrerà che Dio esiste ed è sempre presente nella Storia umana, specialmente da quando questa è divenuta in pienezza Storia Divina: l’Evento dell’incarnazione del Figlio stesso di Dio.

   Confidando di essere un mistero a sé stesso, Padre Pio ha schiuso la porta del suo cuore consacrato ed indiviso, integralmente proiettato verso il Sommo Diletto della sua anima.  

   La luce che per tutta la sua missione è promanata dall’uscio appena socchiuso, ha lasciato intravedere un barlume di speranza e di bene che si è manifestato per tutto il ventesimo secolo, ed espandendosi mirabilmente sul mondo intero. Solo gli increduli e gli scettici non hanno saputo riconoscere tale intensissimo fascio di luce. Donato Calabrese autore del Libro PADRE PIO "Sono un mistero a me stesso"

    Cosa ha spinto Donato Calabrese a sobbarcarsi in un intenso e voluminoso lavoro di ricerca, considerato che il libro consta di ben 484 pagine che comprendono tutta la Missione del Frate di Pietrelcina a San Giovanni Rotondo?

   È lo stesso autore che traccia alcune linee delle profonde motivazioni che lo hanno indotto a portare a termine quest’opera complessa che intende offrire un quadro completo del mistero di Padre Pio.

    “Questo testo giunge quasi al termine di un lungo percorso di ricerca nel quale ho cercato innanzitutto di scoprire il vero volto, la dimensione spirituale e mistica, la purezza di cuore, e il candore di Padre Pio da Pietrelcina, considerando primariamente la Sua esistenza totalmente oblativa e le radici genuinamente sannitiche e cristiane armoniosamente fuse in colui che si può definire come un autentico capolavoro di Dio e uno dei fiori più belli e profumati del Suo Giardino divino.

   Occorreva, altresì, liberare dalle pastoie di un’informazione mediatica troppo deformata e deformante, oltre che influenzata negativamente da una cultura del vago e dell’effimero, l’immagine autentica di  un’anima mistica tra le più grandi della Cristianità e della Storia umana, recuperandone l’autentico  afflato spirituale, mistico, e oblativo, per porgerlo con tutta la variegata bellezza e ricchezza della sua anima e dei suoi carismi, a ogni uomo che cerca la verità di Dio rivelato in Gesù Cristo e presente “quasi in trasparenza” nelle cose straordinarie avvenute sul Gargano nei 52 anni ivi trascorsi da Padre Pio da Pietrelcina.

   Scorrendo attentamente le pagine di questo libro, non potrà, il gentile lettore, non scorgere tre elementi fondamentali che hanno in comune l’azione potente dello Spirito di Dio sopra il Frate stigmatizzato di Pietrelcina. I tre elementi sono: la sofferenza immane, la lotta contro il male, la

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Un Video dedicato alla Stigmatizzazione di Padre Pio: Eziologia, autenticità ed effetti di un fenomeno mistico riconosciuto tale da coloro che hanno esaminato le misteriose lesioni del Frate di Pietrelcina

PADRE PIO DA PIETELCINA

lE sTIGMATE

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    Apparendo a Padre Pio, qui a Pietrelcina tra gli anni 1910 e 1916, quindi qualche anno prima della definitiva stigmatizzazione a San Giovanni Rotondo, Gesù stesso gli dirà: “Figlio mio, l’amore si conosce nel dolore, lo sentirai acuto nello spirito, e più acuto ancora lo sentirai nel corpo”. 

   La trasverberazione e le stigmate appaiono il degno Dono mistico di Cristo al Santo che ha voluto essere in tutto e per tutto come un Alter Christus: un altro Cristo.

      Al di là di quanto affermato da più parti in riguardo alla spiegazione teologica della scomparsa  delle stigmate, io credo che facendo scomparire le stigmate dal suo corpo prima di morire, Dio ha voluto dirci che Padre Pio aveva ormai completato la sua missione oblativa, il suo Consummatus es, ed era già entrato nella dimensione di Risorto.

   Ma con lo stesso evento prodigioso, ancora una volta Dio ha voluto implicitamente autenticare la stigmatizzazione di Padre Pio, dimostrando che solo Lui ha stigmatizzato il Frate di Pietrelcina.

   Quindi le stigmate di Padre Pio sono il Segno visibile ed emblematico della Passione di Cristo Crocifisso, manifestata in pienezza nel suo corpo e nel suo spirito.

   Con esse, Padre Pio ha dimostrato di essere la vittima perfetta per Cristo, con Cristo e in Cristo.

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Telebene la Televisione spirituale

Un Video dedicato al Borgo Castello Pietrelcina, con i Ricordi, la spiritualità ed il soprannaturale riversato nella Vita di  Padre Pio

“Mio Piccolo

Borgo Antico”

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    Il Borgo Castello di Pietrelcina conserva inalterato il fascino semplice e genuino dei tempi antichi, apparendo come un monumento dal fascino straordinario, quasi ineguagliabile. Ma non è questa singolarità che rende Pietrelcina famosa in tutto il mondo. Queste stradine strette e tortuose hanno conosciuto e segnato gli anni dell'infanzia,  dell'adolescenza, e della giovinezza di una delle più grandi anime mistiche del mondo cristiano: Padre Pio da Pietrelcina.

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Donato Calabrese, appassionato studioso di spiritualità cristiana e conterraneo di Padre Pio,  rivela, in un suo libro, gli anni sconosciuti vissuti da Padre Pio a Pietrelcina dal 1909 al 1916

 

PADRE PIO, SETTE ANNI DI MISTERO A PIETRELCINA

 

“Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha confidato l’autore – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più significativo dell'intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana

Donato Calabrese  

 

   Grazie al libro di Donato Calabrese: Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline Editoriale Libri di Milano, i fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere, finalmente, uno dei tempi meno noti, ma più densi di significato, della vita del Frate stigmatizzato di Pietrelcina.

   Il periodo è racchiuso nei sette anni trascorsi a Pietrelcina dal 1909 al 1916, durante i quali Padre Pio ha vissuto  un’esistenza nascosta ma feconda, semplice e ordinaria, ma anche contrassegnata da molte sofferenze fisiche, morali e spirituali, oltre che intessuta da singolari doni mistici, in alcuni dei quali non sono mancati quei Segni di credibilità che dimostrano, ancora oggi, l’autenticità di tali fenomeni.

  Pochi uomini hanno catalizzato tanta attenzione, come Padre Pio. Si può dire che le cose straordinarie, avvenute in Lui ed attorno a Lui, nonché l’influsso esercitato sulle grandi masse di fedeli che lo hanno seguito da vicino e finanche dalle più località più remote del pianeta, hanno radunato attorno a lui una “clientela mondiale”, come ebbe a dire Papa Paolo VI.

   Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare la sua missione sul Gargano, lasciando, purtroppo, inesplorato un tempo ben definito, eppure importante, del suo divenire umano, religioso e mistico. E’ il periodo di sette anni, trascorsi a Pietrelcina dal 1909 fino al 17 febbraio 1916, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda e mistica della vita di Padre Pio.

   A tale periodo storico  è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale.

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Pietrelcina 

   Situata a 300 metri circa sul livello del mare, Pietrelcina è una gradevole e ridente cittadina posta a una dozzina di chilometri da Benevento. Sorge su una terrazza circondata da un paesaggio formato da basse colline e disegnato da rivoli che lentamente scendono verso la valle del Tammaro. La campagna è dolcemente ondulata e variegata da coltivazioni di grano, tabacco, carciofi, ed arricchita dalle ombrose fronde degli Ulivi, degli Olmi, delle Viti e delle Querce.
   Il nucleo originario del paese è situato su uno sperone di roccia calcarea, quello che i Pietrelcinesi ed i biografi di Padre Pio chiamano “La Morgia”. Su questa roccia dura, sorge il rione “Castello”, il cuore antico di Pietrelcina. E’ il luogo che ha ascoltato i vagiti, ha visto crescere e correre per le piccole corti ed i vicoletti stretti, uno dei più grandi figli della Terra del Sannio: Francesco Forgione, conosciuto in tutto il mondo come Padre Pio da Pietrelcina.
   

   “La prima aria, il primo soffio, il primo anelito, il primo latte l’ha presi a Pietrelcina. E questo non glielo toglierà mai nessuno. Questo avviene come per il Signore: beata tu, o Betlem, che hai visto nascere il Messia promesso. Perché deve essere beata Betlem? Perché Gesù ha respirato le prime molecole d’aria a Betlem. Perché beata tu, o Pietrelcina? Perché Padre Pio, questo che un giorno sarà, com’è, uno dei più grandi santi della chiesa, ha respirato la prima aria, il primo ossigeno, il primo azoto, il primo latte, il primo sorriso, la prima luce, il primo canto di uccelli qui a Pietrelcina. I suoi piedi hai primi sassi. I suoi occhi hanno raccolto queste immagini come prime immagini.
Sei una città santa" 

           Enrico Medi (scienziato e figlio spirituale di  Padre Pio)

“Il nostro paese, che tanto ci deve stare a cuore, riceverà dal cielo le più elette benedizioni, se continuerà fervorosamente la bell’opera incominciata”.
“Salutatemi tutta Pietrelcina, che tengo tutta chiusa nel mio cuore. Le benedizioni del Signore scendano larghe e copiose su tutti e tutti si rendano degni delle odierne ed eterne promesse”.
                                                                                        

“Tutto è avvenuto a Pietrelcina”

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