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Il Buon Pastore

 "Nessuna immagine di Cristo nel corso dei secoli - scrive A. J. Simonis -è mai stata più cara al cuore dei cristiani di quella di Gesù Buon Pastore"(Cfr. Giuseppe Segalla, il Buon Pastore, Storia di Gesù Rizzoli, vol 3, p. 961).

   Nel linguaggio figurato dell'Oriente antico "il Pastore indica in maniera popolare il re e gli altri capi del popolo, specialmente come salvatori e liberatori nel senso religioso" (Dizionario enciclopedico della Bibbia e del mondo Biblico, ed. Massimo, Milano, p.570).

   Nei libri di Ezechiele (Ez. 34) e Geremia (Ger. 23) sono presenti i temi incontrati negli altri passi dell'Antico Testamento": i cattivi pastori, il cui gregge è stato disperso; Iahvé vero pastore d'Israele; il Pastore messianico che egli manderà un giorno (Dizionario enciclopedico della Bibbia e del mondo Biblico, ed. Massimo, Milano, p.570) : "Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato.(Ez.34,23-24).

   "Paradossalmente nell'Antico Testamento Dio non si presenta quasi mai con l'appellativo di <<Rô ‘eh>> o Pastore d'Israele. A parte quattro antiche testimonianze bibliche che lo qualificano con questo titolo (Gen 48,15 e 49,26; Salmo 22 [23] e 79 [80]), il titolo di Pastore d'Israele è riservato ad una persona che deve venire. "E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra.

   Molte personalità del mondo Biblico porteranno il titolo di Pastore: Mosè, (Salmo 76 [77 ], Giosuè (Num 27,18-21), Davide ed i successivi Re d'Israele. Ma, poiché molti di questi Re si sono dimostrati indegni di governare il popolo di Dio, e lo dimostrano gli scritti dei profeti che non attribuiscono ad essi il titolo di Pastore, Dio "non abbandonerà il suo gregge alla rovina totale; riprenderà a guidare personalmente il suo popolo e disporrà l'invio di un Pastore eccezionale che amerà davvero il suo gregge e lo condurrà alla salvezza definitiva. In tal modo il tema del pastore acquista durante l'esilio e nell'immediato postesilio Babilonese, nei secoli quinto e quarto avanti Cristo, un significato che si riferisce agli ultimi tempi, quelli del Messia. Allora si riveleranno la fedeltà eroica del Pastore trafitto per il suo gregge (Zac 12,10) e la fedeltà del gregge purificato verso il suo Pastore. Si prepara così la missione di Gesù << Pastore grande delle pecore>>. Che salva il suo gregge <<in virtù del sangue di un'alleanza eterna>> (lettera agli Ebrei 13,20) (Cfr. Dalmazio Colombo, Pastore e gregge: da Jahvè a Gesù, in Storia di Gesù Rizzoli, vol 3, p. 978).

   Gesù è il Pastore che dà la vita per le sue pecore, le salva e le tiene unite secondo le promesse di Dio, mediante la sua morte e risurrezione. E' lui stesso a presentarsi come tale quando dice: "Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore…Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore"(Gv 10,11.14-16).  

  E' un pastore che darà perfino la sua vita per le sue pecore. Lo preannuncia ai suoi amici quando dice: " <<Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea>>(Marco14,27-28). L'autore della lettera agli Ebrei afferma limpidamente che il Dio della pace "ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un'alleanza eterna, il Signore nostro Gesù"(Eb 13.20). "Dalle sue piaghe siete stati guariti - scrive Pietro nella sua prima lettera. - Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime"(1 Pt 2,25). Nell'arte paleocristiana Gesù è raffigurato spesso come un giovane pastore con la pecorella sulle spalle e la bisaccia al fianco. Un'immagine che fa riandare alla parabola della pecorella smarrita e poi ritrovata.