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BENEVENTO   

   Adagiata nella conca dove confluiscono i fiumi Sabato e Calore, Capitale dell'antico Sannio, città romana, cuore della Longobardia minor,isola Pontificia nel sud Italia, Benevento è la città dai cento volti ma radicata nel Cristianesimo delle origini. 

   S.Gennaro, S. Artelaide, S.Benedetto da Benevento, S.Giuseppe Moscati, S. Pio da Pietrelcina, sono nati e vissuti in questa Terra del Sannio che ha accolto i primi germi della nascente religione cristiana. 

   A Maria Santissima la città è legata da un amore straordinario e tenerissimo. Ma si tratta pur sempre di un amore bisognoso di crescere e maturare per edificare la civiltà dell'amore e della pace. 

Benevento: una città allo stremo

E il primo maggio la bloccano nuovamente: per un corsa podistica

Coloro che pagano di più questa insana amministrazione della città, svolta negli ultimi dieci anni, sono le categorie meno protette. Cittadini indifesi, disoccupati, malati, disabili, anziani che costituiscono ormai la maggioranza della popolazione, vivono a Benevento, ma è come se vivessero nel Bangladesh o nella Repubblica del Congo (senza voler offendere i cittadini di quelle nazioni). Un esempio? Gli uffici più importanti per il cittadino, come quello dell’anagrafe, etc… sono ubicati poco lontano da via del Pomerio, praticamente fuori del centro storico, e raggiungibili solo per mezzo di due ripide scalinate che definire pericolose è semplice eufemismo.

Donato Calabrese

   Non sono passati che una ventina di giorni, da quando quasi tutta la città è stata bloccata per un corsa ciclistica amatoriale. Adesso è nuovamente bloccata, addirittura dalle ore 7,00 alle ore 14,00, com’è indicato sui cartelli stradali. Tutto questo per organizzare la STRABENEVENTO, una corsa podistica organizzata, come ogni anno, dalla società “Amatori Podismo Benevento”.

   La nostra è ormai una città paragonabile a un malato terminale, che è tenuto in vita non si sa come. Una città che è in possesso di mille risorse monumentali, religiose, artistiche, e culturali. Il Comune di Benevento, con in testa il Sindaco uscente Fausto Pepe, ha letteralmente depauperato tali ricchezze, riducendo la città a un grande paesone del mezzogiorno d’Italia, senz’arte né parte. E soprattutto, un agglomerato più di periferia che all’altezza di un centro storico che era tra i più belli del sud Italia.

   Coloro che pagano di più questa insana amministrazione della città, svolta negli ultimi dieci anni, sono le categorie meno protette. Cittadini indifesi, disoccupati, malati, disabili, anziani che costituiscono ormai la maggioranza della popolazione. Vivono a Benevento, ma è come se vivessero nel Bangladesh o nella Repubblica del Congo (senza voler offendere i cittadini di quelle nazioni). Un esempio? Gli uffici più importanti per il cittadino, come quello dell’anagrafe, etc… sono ubicati poco lontano da via del Pomerio, praticamente fuori del centro storico, e raggiungibili solo per mezzo di due ripide scalinate che definire pericolose è semplice eufemismo. Una volta c’era la scala mobile per permettere un facile accesso a detti uffici. Ma sono anni che è guasta e il Comune non provvede a farla rimettere in funzione. Ecco come il Comune di Benevento mostra la sua insensibilità verso i cittadini più indifesi, quelli, cioè, di cui ho parlato prima. Gente anziana, malata, disabile, che ha bisogno di un qualsiasi certificato, deve recarsi all’anagrafe, o all’ufficio di Stato civile, a proprio rischio e pericolo, correndo il rischio di cadere dalla lunga e ripida scalinata. Tutto questo, mentre il Comune costruisce fontane e rotonde in altre parti della città. Ecco come si allarga la forbice tra Comune e cittadinanza.

   È doveroso, purtroppo, sottolineare le grandi discrepanze tra coloro che vogliono divertirsi e fare sport (cittadini di serie A), e cittadini che devono soggiacere agli hobby e al divertimento altrui, a scapito del loro stesso diritto di uscire almeno la domenica. Quando c’è disuguaglianza civile, con un Ente Comunale che fa il bello e il cattivo tempo e un comandante dei vigili urbani che impone tassativamente il divieto di sosta dalle ore 7 alle ore 14(praticamente per quasi tutta la giornata), vuol dire veramente che qualcosa non va, e significa che un’intera cittadinanza è asservita all’interesse di pochi. Tutto questo per un corsa podistica amatoriale, mentre lo stesso è avvenuto, in aprile, con una Corsa ciclistica di dilettanti.

   È evidente che il comandante dei vigili urbani, Moschella, l’ha fatta grossa un’altra volta, bloccando e rallentando, per l’intera mattinata di domenica, la vita e l’attività dei cittadini che sono continuamente alle prese con una miriade di problemi personali, familiari, ed esistenziali. Infatti, in tutte le strade interessate dalla manifestazione, a partire dalle ore 7 e fino alle 14, sarà vietato il transito e la sosta, significando che i veicoli lasciati nei luoghi indicati dal provvedimento, saranno rimossi con carro grù.

   C’è gente che non si muove per un’intera settimana, e aspetta la Domenica per fare qualcosa. Per molti, la domenica è l’unico giorno di libertà per muoversi, uscire, e fare qualcosa. Molti cittadini sono alle prese con problemi urgenti e drammatici, di cui il Sindaco di Benevento e il comandante Moschella ignorano perfino quelli più essenziali ed esistenziali. Non si potrebbe spiegare, altrimenti, come di fronte a problemi di famiglie senza vitto, senza casa, senza lavoro, il Comune reagisce costruendo fontane, seppure con i contributi della Comunità Europea, o altri enti, e bloccare un'intera comunità ormai agonizzante per lasciare spazio a una corsa podistica che interessa solo pochi appassionati.

   E non si venga a parlare di turismo, perché una corsa podistica amatoriale interessa veramente pochi. Il turismo, quello vero, il Comune di Benevento lo ha distrutto. Un esempio? Di fronte alla Cattedrale c’era, secoli fa, l’atrio del paradiso. Ora stanno costruendo (ma sono anni che i lavori sono fermi) un edificio mostruoso in cemento armato che toglie luce e prospettiva alla bellissima, anche se molto rimaneggiata, facciata romanica del Duomo. Viene subito in mente il paragone con il bellissimo complesso del Duomo di Pisa. La differenza è tutta qui: mentre lo spazio attorno al duomo e alla Torre pendente di Pisa è stato valorizzato con bellissimi prati verdeggianti che isolano i due straordinari monumenti, permettendo ai visitatori di ammirarli in tutta la loro stupenda bellezza, a Benevento è avvenuto tutto il contrario. Lo spazio attorno al Duomo lo stanno “appilando”, e scusatemi il termine dialettale, con costruzioni moderne che definire mostruose appare un semplice eufemismo. Tutto qui? Nonsignore. Nella centralissima Piazza Orsini, proprio laddove il turista e il visitatore può mirare, in uno sguardo d’insieme, il grande complesso della cattedrale, ci sono due mastodontiche strutture pubblicitarie metalliche, abilitate alla vendita della relativa pubblicità. Soldi, soldi, soldi….a scanso di un minimo di sensibilità culturale e turistica.

   Non si può spiegare altrimenti il disinteresse totale del Sindaco di Benevento e del Comune di Benevento verso i bisogni primari della città, privilegiando quelli che sono interessi di pochi.

   Non si può spiegare altrimenti, la levata di scudi di un popolo tradizionalmente dormiente, alla stregua della sua Bella Dormiente, come quello Beneventano, di fronte all’insana politica del Sindaco e del Comune di Benevento che opera e agisce ormai per proprio conto, a dispetto dei bisogni più primari della gente.

   E mi fermo qui, Signor Sindaco. Dieci anni fa si è trovato ad amministrare una città convalescente. Ora la lascia quasi in fin di vita: con le bombole di ossigeno. Complimenti.

   Chi verrà al suo posto? Non lo so. Ma spero che sia qualcuno che la nostra città, non con i propri occhi, ma con quelli della gente, e specialmente quella più bisognosa ed emarginata.

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