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Guida turistica Benevento
Guida turistica Pietrelcina e Padre Pio
Guía religiosa y accompañador para las peregrinaciones
a Pietrelcina
Guide religieuse et accompagnateur de pélérinages à
Pietrelcina
religious guide to
Pietrelcina, the town of Padre Pio
Guida turistica e
religiosa - Campania

Adagiata nella conca dove confluiscono i fiumi Sabato e Calore, Capitale
dell'antico Sannio, città romana, cuore della Longobardia minor, isola Pontificia
nel sud Italia, Benevento è la città dai cento volti ma radicata nel
Cristianesimo delle origini.
Benevento è una città unica al mondo: la città dai
mille volti, l'antica capitale di
quell'antico popolo Sannita capace di umiliare la potente armata romana alle
Forche Caudine.
Conquistata da Roma,
dopo alcuni
decenni di guerra, la città divenne e si mantenne fedele alla nuova
potenza, del cui traffico viario divenne un importante centro sulla via
Appia. E da Benevento Traiano fece partire quella che divenne una
scorciatoia per le
Puglie:
la via Traianea il cui ricordo è immortalato dallo
stupendo arco trionfale innalzato
proprio all'inizio della stessa intorno al 114 d. C..
Queste
importanti arterie contribuirono a fare di
Benevento una grande città, sempre più
bella e fiorente per tutto il terzo e quarto secolo d.C..
Altri
monumenti risalenti a questo periodo sono:
il Bue Apis,
gli obelischi egizi,
il ponte Leproso, il criptoportico
dei Santi Quaranta e soprattutto
il Teatro Romano.

I LONGOBARDI
Finalmente, nel 571, dopo
gli ultimi saccheggi perpetrati dai Goti e dai Bizantini, Benevento
venne conquistata dai Longobardi che ne fecero la capitale della
Longobardia meridionale.
Gradualmente la città acquistò importanza e
fama e divenne una delle più belle dell'Italia meridionale. Ingrandito
da conquiste fortunate e da pacifiche annessioni in Campania, Abruzzo,
Puglia, Lucania e Calabria, il Ducato raggiunse tempi di grande
splendore, soprattutto in seguito alla conversione dei Longobardi al
Cattolicesimo.
Se altre città, infatti, trassero dalle
streghe una fama spesso triste, Benevento più che di malefici e di
relativi mostruosi processi, vanta il primato di una saga suggestiva,
che ha ispirato nei secoli poeti ed artisti.
Con il Principato di Arechi II, Benevento ha avuto la
sua epoca d'oro, ancora più grande con la caduta del Regno longobardo di
Pavia, allorché il sovrano illuminato si circondò, nella sua
corte, di artisti e uomini del Sapere tra i quali Paolo Diacono, storico
della Longobardia, che lo celebrò come elargitore di gioia, di
prosperità e di grandezza.
A rappresentare questo periodo aureo della Storia Beneventana c'è,
innanzitutto, la presenza
di
monumenti che risalgono a tale periodo, come la cripta del Duomo di
Benevento, la
chiesetta di Sant'Ilario a Port'Aurea
o come la successiva
Chiesa di S.Sofia
con l'annesso chiostro, dichiarata patrimonio dell'Unesco; la
cinta muraria con Port'Arsa,
la cripta della cattedrale.
La Janua Maior, la porta di bronzo della cattedrale,
definita dal Venturi: "Il maggior poema sacro dell'arte romanica nel mezzogiorno
d'Italia". I pannelli bronzei della parte superiore offrono, in sintesi,
uno splendido racconto della vita di Cristo.
E poi, la scrittura cosiddetta
"Beneventana", caratterizzata dalla straordinaria eleganza delle sue
lettere regolari. La Biblioteca Capitolare di Benevento conserva
moltissimi manoscritti con miniature redatti in questo tipo di scrittura
diffusa in tutta la Longobardia minore, soprattutto nei grandi eremi
monastici di quel tempo come Cassino e S.Vincenzo al Volturno, ma anche
in tutta Italia, competendo addirittura con la scrittura Carolina.
ISOLA PONTIFICIA
Opera maestosa dell'arte Beneventana, e risalente al dodicesimo secolo,
è la
JANUA
MAJOR, la splendida porta di bronzo della cattedrale di Benevento.
definita, da
Adolfo Venturi, come "il maggior poema sacro dell'età romanica nel
Mezzogiorno d'Italia".
Successiva alla Porta di bronzo è
la Rocca dei Rettori, risalente al XIV secolo.
VINCENZO MARIA ORSINI
Pestilenze, carestie e terremoti
caratterizzarono la vita della città nel Seicento. Ma ad illuminare
questo periodo triste e sofferto della Storia Beneventana, fu la figura
straordinaria di quello che rimane, forse, uno dei più grandi Pastori
della Storia della Chiesa Beneventana: Vincenzo Maria Orsini.
In seguito ad un terremoto catastrofico per
la città, nel 1688, il cardinale Orsini si salvò fortunosamente.
Egli non solo ricostruì la città a spese
sue, ma incrementò tutte le attività, a cominciare dalla creazione del
monte frumentario (chiamato poi Monte dei Pegni Orsini) che serviva
soprattutto per aiutare la gente povera e combattere l'usura, per poi
costruire una fontana nel cuore della città, in quella piazza che
tuttora porta il suo nome.
Benevento fu di nuovo sconquassata dal sisma
del 1702. Ma ancora una volta l'Orsini si mise al lavoro, impegnandosi
per una nuova ricostruzione della città, sì da essere celebrato come
Alter Conditor Urbis.
Innamorato della sua Benevento, il cardinale
Orsini venne eletto Papa col nome di Benedetto XIII. Avrebbe voluto
continuare a vivere in questa sua città che forse ha amato come nessun
altro. Lo dimostra il fatto che, pur eletto Sommo Pontefice, volle
continuare a conservare il titolo di Arcivescovo metropolita di
Benevento.
Una straordinaria ed infaticabile figura di
Pastore che seppe girare la grande Arcidiocesi Beneventana in lungo ed
in largo, senza mai stancarsi, inaugurando chiese, cappelle, intessendo
rapporti stretti con i suoi sacerdoti, ma soprattutto, inviando lettere
pastorali con le quali sempre esortava il clero a curare i malati e gli
anziani.
Solo il caso di avere, con sé a
Roma, collaboratori non all'altezza della sua straordinaria anima
di Pastore ha impedito a Vincenzo Maria Orsini di essere elevato agli
onori degli altari. Ma si tratta pur sempre di un figura di primissimo
piano della Storia millenaria e gloriosa della città di Benevento e di
un Pontefice tra i più straordinari del suo tempo.
Dopo altre brevi interruzioni: l'occupazione
dell'esercito borbonico nel 1798, quella delle truppe francesi negli
successivi alla rivoluzione e del periodo napoleonico, allorché la città
fu, dal Bonaparte, donata al duca Carlo Maurizio di Talleyrand (al quale
era anche dedicata la cosiddetta Piazza Santa Sofia, attualmente piazza
Matteotti), l'occupazione austriaca del 1815, Benevento tornò alla
Chiesa.
Finalmente, il 3 settembre 1860, cadde
l'antico governo pontificio, mentre il 25 ottobre seguente un decreto
del Pro Dittatore Giorgio Pallavicini confermava una promessa di
Garibaldi proclamando Benevento capoluogo del Sannio.
In seguito alle immani distruzioni causate
dai bombardamenti del 1943, interi quartiere furono distrutti. Ma la
cittadinanza dette grande prova di coraggio sì da meritare da Medaglia
d'oro al valor civile.
Una Storia che, costruita sulle grandi prove
e sofferenze del passato ed impastata dai profondi valori religiosi e
morali, non può che edificare una nuova società aperta al Bene ed alla
crescita civile e sociale.

Con Donato
Calabrese potrete andare alla scoperta di
Pietrelcina e della
vita di
Padre Pio che nella cittadina del Sannio è nato, è cresciuto ed ha
vissuto, anche da sacerdote una straordinaria esperienza mistica a diretto
contatto con il soprannaturale.
E' sua, la più completa biografia su
Internet di
Padre
Pio da Pietrelcina.
Tutta la sua conoscenza della vita di
Padre Pio e dei luoghi a lui cari, la mette a disposizione dei pellegrini che si
recano a
Pietrelcina, aiutandoli a scoprire, attraverso
le sue viuzze, la case dove Padre Pio è nato, ha abitato nella sua infanzia,
adolescenza, giovinezza ed età adulta; nonché le corti e gli jafii del borgo
antico del "Castello" ed i silenziosi sentieri di campagna, che conducono alla
contrada di Piana Romana. Attraverso questi itinerari spirituali si potrà
contemplare il fascino e la suggestione di una Vita straordinaria e
profondamente religiosa vissuta dal Frate stigmatizzato nella sua Cittadella
natia.
Ma Pietrelcina è anche un'oasi dello Spirito,
una cittadina dove non solo si
incontra il soprannaturale che echeggia ancora nelle parole di Padre Pio, ma
anche dove ci sono tanti
luoghi per pregare e trovare un po' di ristoro e di pace.
Un
impegno, questo, che Donato porta avanti con amore e passione, mettendolo in
condizione di approfondire la persona, la spiritualità e la vita del frate
stigmatizzato che egli ha incontrato più volte nella sua infanzia e giovinezza.
A
livello radiofonico Donato Calabrese collabora con l'emittente cattolica locale
e satellitare
RADIO SPERANZA, con la quale cura un Programma
religioso dedicato a PADRE PIO.
Ma la
visita nella Terra del Sannio non è solo Pietrelcina.
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Guía - Accompañador para las peregrinaciones
Con
Donato Calabrese podríais descubrir Pietrelcina (Provincia de
Benevento) y la Vida de Padre Pio che en la pequeña ciudad natal,
vivió hasta 29 años con la extraordinaria experiencia mística en
contacto directo con el sobrenatural..
Donato,
que ha publicado por Internet la más completa biografia de
Padre Pio,
os ayudará a descubrir, por las callejuelas de
Pietrelcina, las casas donde Padre Pio vivió, los corrales, las rampas y los
tramo de escaleras del pueblo antiguo del "Castello", y los senderos silenciosos
de los campos que llevan a la calle de "Piana Romana", el encanto y la
sugestión de una Vida extraordinaria y muy espiritual, vivida por Padre
Pio en su ciudad natal.
Donato
Calabrese escribió, en el numero único del periódico "Padre Pio",
publicado en Italia por la Actor's Studio de Roma, cuatro artículos de la vida y
de la espiritualidad de Padre Pio.
Pietrelcina es también el oasis del espíritu,
una ciudad donde se encuentra el sobrenatural que retumba en las palabras
de Padre Pio, pero también donde hay muchos sitios para rogar y encontrarse bien
en la paz y en el espíritu.
Donato vive
este empeño con amor, pasión y competencia, porque encontró Padre Pio a menudo.
El ha publicado, por la Zonza Editori de Sestu (Cagliari) el libro: "Padre Pio
da Pietrelcina, il respiro di un'anima".
Pero la
visita en la Tierra del Sannio no es sólo Pietrelcina. Hay también
Benevento, la antigua ciudad
de la población de los "Sanniti",
con su excepcional patrimonio de
monumentos, de arte y de costumbres.
Su Biblioteca
Capítular, con muchos manuscritos en escritura "Beneventana" es un patrimonio de
extraordinario valor artístico, histórico y cultural.
Benevento dió
a la Iglesia a muchos Santos: S. Gennaro, S. Barbato, S. Benedetto
de Benevento, S. Giuseppe Moscati. Ustedes, junto a Padre Pio, son almas
extraordinarias enamoradas de Dios y de la Iglesia.
Donato
Calabrese quiere donar a los peregrinos que vienen a esta tierra de
Benevento y de Pietrelcina, la semilla de esperanza y de la paz, el recuerdo muy
hermoso de los días pasados en esta Tierra bendita.
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Donato Calabrese
Cellulare:
338-3145085
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