|
Adagiata nella conca dove confluiscono i fiumi Sabato e Calore, Capitale dell'antico Sannio, città romana, cuore della Longobardia minor, isola Pontificia nel sud Italia, Benevento è la città dai cento volti ma radicata nel Cristianesimo delle origini.
Benevento è una città unica al mondo: la città dai
mille volti, l'antica capitale di Conquistata da
Roma,
dopo alcuni decenni di guerra,
la città divenne e si mantenne fedele alla nuova potenza, del cui
traffico viario divenne un importante centro sulla via Appia. E da
Benevento Traiano fece partire quella che divenne una scorciatoia per le
Queste importanti arterie contribuirono a fare di Benevento una grande città, sempre più bella e fiorente per tutto il terzo e quarto secolo d.C.. Altri
monumenti risalenti a questo I LONGOBARDI Finalmente, nel 571, dopo gli ultimi saccheggi perpetrati dai Goti e dai Bizantini, Benevento venne conquistata dai Longobardi che ne fecero la capitale della Longobardia meridionale. Gradualmente la città acquistò importanza e fama e divenne una delle più belle dell'Italia meridionale. Ingrandito da conquiste fortunate e da pacifiche annessioni in Campania, Abruzzo, Puglia, Lucania e Calabria, il Ducato raggiunse tempi di grande splendore, soprattutto in seguito alla conversione dei Longobardi al Cattolicesimo. Se altre città, infatti, trassero dalle streghe una fama spesso triste, Benevento più che di malefici e di relativi mostruosi processi, vanta il primato di una saga suggestiva, che ha ispirato nei secoli poeti ed artisti. Con il Principato di Arechi II, Benevento ha avuto la sua epoca d'oro, ancora più grande con la caduta del Regno longobardo di Pavia, allorché il sovrano illuminato si circondò, nella sua corte, di artisti e uomini del Sapere tra i quali Paolo Diacono, storico della Longobardia, che lo celebrò come elargitore di gioia, di prosperità e di grandezza.
A rappresentare questo periodo aureo della Storia Beneventana c'è,
innanzitutto, la presenza
La Janua Maior, la porta di bronzo della cattedrale, definita dal Venturi: "Il maggior poema sacro dell'arte romanica nel mezzogiorno d'Italia". I pannelli bronzei della parte superiore offrono, in sintesi, uno splendido racconto della vita di Cristo. E poi, la scrittura cosiddetta "Beneventana", caratterizzata dalla straordinaria eleganza delle sue lettere regolari. La Biblioteca Capitolare di Benevento conserva moltissimi manoscritti con miniature redatti in questo tipo di scrittura diffusa in tutta la Longobardia minore, soprattutto nei grandi eremi monastici di quel tempo come Cassino e S.Vincenzo al Volturno, ma anche in tutta Italia, competendo addirittura con la scrittura Carolina. Opera maestosa dell'arte Beneventana, e risalente al dodicesimo secolo, è la JANUA MAJOR, la splendida porta di bronzo della cattedrale di Benevento. definita, da Adolfo Venturi, come "il maggior poema sacro dell'età romanica nel Mezzogiorno d'Italia". Successiva alla Porta di bronzo è la Rocca dei Rettori, risalente al XIV secolo.
VINCENZO MARIA ORSINI Pestilenze, carestie e terremoti caratterizzarono la vita della città nel Seicento. Ma ad illuminare questo periodo triste e sofferto della Storia Beneventana, fu la figura straordinaria di quello che rimane, forse, uno dei più grandi Pastori della Storia della Chiesa Beneventana: Vincenzo Maria Orsini. In seguito ad un terremoto catastrofico per la città, nel 1688, il cardinale Orsini si salvò fortunosamente. Egli non solo ricostruì la città a spese sue, ma incrementò tutte le attività, a cominciare dalla creazione del monte frumentario (chiamato poi Monte dei Pegni Orsini) che serviva soprattutto per aiutare la gente povera e combattere l'usura, per poi costruire una fontana nel cuore della città, in quella piazza che tuttora porta il suo nome. Benevento fu di nuovo sconquassata dal sisma del 1702. Ma ancora una volta l'Orsini si mise al lavoro, impegnandosi per una nuova ricostruzione della città, sì da essere celebrato come Alter Conditor Urbis. Innamorato della sua Benevento, il cardinale Orsini venne eletto Papa col nome di Benedetto XIII. Avrebbe voluto continuare a vivere in questa sua città che forse ha amato come nessun altro. Lo dimostra il fatto che, pur eletto Sommo Pontefice, volle continuare a conservare il titolo di Arcivescovo metropolita di Benevento. Una straordinaria ed infaticabile figura di Pastore che seppe girare la grande Arcidiocesi Beneventana in lungo ed in largo, senza mai stancarsi, inaugurando chiese, cappelle, intessendo rapporti stretti con i suoi sacerdoti, ma soprattutto, inviando lettere pastorali con le quali sempre esortava il clero a curare i malati e gli anziani. Solo il caso di avere, con sé a Roma, collaboratori non all'altezza della sua straordinaria anima di Pastore ha impedito a Vincenzo Maria Orsini di essere elevato agli onori degli altari. Ma si tratta pur sempre di un figura di primissimo piano della Storia millenaria e gloriosa della città di Benevento e di un Pontefice tra i più straordinari del suo tempo. Dopo altre brevi interruzioni: l'occupazione dell'esercito borbonico nel 1798, quella delle truppe francesi negli successivi alla rivoluzione e del periodo napoleonico, allorché la città fu, dal Bonaparte, donata al duca Carlo Maurizio di Talleyrand (al quale era anche dedicata la cosiddetta Piazza Santa Sofia, attualmente piazza Matteotti), l'occupazione austriaca del 1815, Benevento tornò alla Chiesa. Finalmente, il 3 settembre 1860, cadde l'antico governo pontificio, mentre il 25 ottobre seguente un decreto del Pro Dittatore Giorgio Pallavicini confermava una promessa di Garibaldi proclamando Benevento capoluogo del Sannio. In seguito alle immani distruzioni causate dai bombardamenti del 1943, interi quartiere furono distrutti. Ma la cittadinanza dette grande prova di coraggio sì da meritare da Medaglia d'oro al valor civile. Una Storia che, costruita sulle grandi prove e sofferenze del passato ed impastata dai profondi valori religiosi e morali, non può che edificare una nuova società aperta al Bene ed alla crescita civile e sociale. Con Donato Calabrese potrete andare alla scoperta di Pietrelcina e della vita di Padre Pio che nella cittadina del Sannio è nato, è cresciuto ed ha vissuto, anche da sacerdote una straordinaria esperienza mistica a diretto contatto con il soprannaturale. E' sua, la più completa biografia su Internet di Padre Pio da Pietrelcina. Tutta la sua conoscenza della vita di
Padre Pio e dei luoghi a lui cari, la mette a disposizione Ma Pietrelcina è anche un'oasi dello Spirito, una cittadina dove non solo si incontra il soprannaturale che echeggia ancora nelle parole di Padre Pio, ma anche dove ci sono tanti luoghi per pregare e trovare un po' di ristoro e di pace. Un impegno, questo, che Donato porta avanti con amore e passione, mettendolo in condizione di approfondire la persona, la spiritualità e la vita del frate stigmatizzato che egli ha incontrato più volte nella sua infanzia e giovinezza. A livello radiofonico Donato Calabrese collabora con l'emittente cattolica locale e satellitare RADIO SPERANZA, con la quale cura un Programma religioso dedicato a PADRE PIO. Ma la visita nella Terra del Sannio non è solo Pietrelcina. Guía - Accompañador para las peregrinaciones Con Donato Calabrese podríais descubrir Pietrelcina (Provincia de Benevento) y la Vida de Padre Pio che en la pequeña ciudad natal, vivió hasta 29 años con la extraordinaria experiencia mística en contacto directo con el sobrenatural.. Donato, que ha publicado por Internet la más completa biografia de Padre Pio, os ayudará a descubrir, por las callejuelas de Pietrelcina, las casas donde Padre Pio vivió, los corrales, las rampas y los tramo de escaleras del pueblo antiguo del "Castello", y los senderos silenciosos de los campos que llevan a la calle de "Piana Romana", el encanto y la sugestión de una Vida extraordinaria y muy espiritual, vivida por Padre Pio en su ciudad natal. Donato Calabrese escribió, en el numero único del periódico "Padre Pio", publicado en Italia por la Actor's Studio de Roma, cuatro artículos de la vida y de la espiritualidad de Padre Pio. Pietrelcina es también el oasis del espíritu, una ciudad donde se encuentra el sobrenatural que retumba en las palabras de Padre Pio, pero también donde hay muchos sitios para rogar y encontrarse bien en la paz y en el espíritu. Donato vive este empeño con amor, pasión y competencia, porque encontró Padre Pio a menudo. El ha publicado, por la Zonza Editori de Sestu (Cagliari) el libro: "Padre Pio da Pietrelcina, il respiro di un'anima". Pero la visita en la Tierra del Sannio no es sólo Pietrelcina. Hay también Benevento, la antigua ciudad de la población de los "Sanniti", con su excepcional patrimonio de monumentos, de arte y de costumbres. Su Biblioteca Capítular, con muchos manuscritos en escritura "Beneventana" es un patrimonio de extraordinario valor artístico, histórico y cultural. Benevento dió a la Iglesia a muchos Santos: S. Gennaro, S. Barbato, S. Benedetto de Benevento, S. Giuseppe Moscati. Ustedes, junto a Padre Pio, son almas extraordinarias enamoradas de Dios y de la Iglesia. Donato Calabrese quiere donar a los peregrinos que vienen a esta tierra de Benevento y de Pietrelcina, la semilla de esperanza y de la paz, el recuerdo muy hermoso de los días pasados en esta Tierra bendita.
PER INFORMAZIONI SCRIVERE A Cellulare: 338-3145085
|