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Noi sappiamo che “il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna” (1Gv. 5,19-20)
La Sindone, insigne reliquia della Risurrezione di Gesù
La Sindone di Torino è ancora sotto attaco. Da dove può venire questo periodico ostracismo verso questa reliquia? Di fronte a questa domanda, io non rispondo, ma argomento qui. Se leggete attentamente, troverete tutte le prove che attestano quello che noi cristiani abbiamo sempre creduto.
Cosa c’entra il tessuto Sindonico con la persona di Gesù?
Questa è la domanda che molti possono farsi e che a tutt’oggi rappresenta l’interrogativo di fondo degli Studiosi che si avvicinano alla Sindone. La prima domanda che dobbiamo porci è se questo telo risale al tempo di Gesù. La seconda è conseguente: se le impronte presenti sul telo sono proprio quelle della Sindone che avvolse il corpo di Gesù dopo la sua morte in croce. La terza, invece, è relativa alla domanda sulla formazione delle impronte. Come si è formata l’immagine Sindonica. Ed è appunto la terza che potrebbe interessare particolarmente il nostro discorso sulla risurrezione di Gesù.
Intanto partiamo da una breve descrizione del lenzuolo: Si tratta di un tessuto lino tessuto a spina di pesce, lungo 442 centimetri e largo 113 centimetri. Un primo particolare attira la nostra attenzione: la tessitura a spina di pesce. Si tratta di un tipo di tessitura che rende verosimile l'origine del tessuto nell'area siro-palestinese(http://www.shroud.it/STUDI.HTM).
La palinologia, ovvero lo studio dei pollini, ha recato un altro considerevole contributo allo studio della Sindone. Infatti, già nel 1973 la ricerca di Max Frei, esperto in indagini criminali attraverso la rilevazione di microtracce, aveva confermato la presenza, sul lenzuolo della Sindone, di pollini presenti solo in un'area mediorientale. Delle 58 specie identificate da Frei solo 17 crescono in Europa. Altri indizi: presenza di aloe e mirra; la presenza di un tipo di carbonato di calcio (aragonite) simile a quello ritrovato nelle grotte di Gerusalemme; tracce sugli occhi di monete coniate il 29 d.C. sotto Ponzio Pilato; una cucitura laterale identica a quelle esistenti su stoffe ebraiche del primo secolo rinvenute a Masada, un’altura vicina al Mar Morto(http://www.shroud.it/STUDI.HTM).
Anche il prof. Avinoam Danin, botanico della Hebrew University di Gerusalemme, si è pronunciato sui pollini presenti sulla Sindone. In Zygophyllum dumosum Boissparticolare vi sono alcune specie di piante che crescono insieme solo nella zona di Gerusalemme, tra cui il Cistus Creticus, la Gundelia tournefortii (a sinistra) e lo Zygophyllum dumosum Boiss (di lato)(http://www.sindone.org/it/ostens/sindstam/congr6gi.htm). Così il 16 giugno 1999 il quotidiano IL MESSAGGERO, pubblicò la notizia: "Tracce di polline di piante tipiche di Gerusalemme e del vicino deserto di Giudea sono state rinvenute nella Sindone in un nuova ricerca condotta da due scienziati israeliani che conferma indicazioni precedenti. Lo studio è stato condotto dai professori Avinoam Danin e Uri Baruch dell'Università di Gerusalemme"(Il Messaggero, 16 giugno 1999, Esteri).
Il Vangelo della Domenica
VANGELO DI DOMENICA 22 GIUGNO 2025
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO
(Vangelo di Luca 19,11-17)
“Gesù prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste”.
Telebene, la Televisione Spirituale Cristiana
TELEBENE è l’'unica Televisione che opera senza fini di lucro, e senza alcun aiuto economico, ma solamente animata dallo spirito di servizio dei suoi collaboratori che gratuitamente hanno ricevuto e gratuitamente sono chiamati a dare.
-TELEBENE, LA TELEVISIONE SPIRITUALE CRISTIANA (la Televisione Mistica) , NEL PROSSIMO MESE DI GIUGNO, PRESENTA UNA SERIE DI VIDEO DEDICATI ALLA MISTICA DEL CUORE DI GESÙ.
TELEBENE, la Televisione Spirituale Cristiana, intende rivisitare la riflessione spirituale e mistica del Sacro Cuore di Gesù, considerato che il mese di giugno è dedicato proprio al Culto del Cuore di Cristo. TELEBENE, la Televisione mistica, vi propone alle ore 15,00, del mercoledì e venerdì del prossimo mese di giugno, tutta una serie di temi di riflessione dedicata alla Mistica del Sacro Cuore di Gesù. Partiremo con San Bernardo da Chiaravalle, e poi, via via, vi faremo conoscere le tre grandi mistiche di Helfta, in Germania: Matilde di Magdeburgo, Matilde di Hackeborn, e Gertrude la grande. Poi parleremo di San Giovanni Eudes e di Margherita Maria Alacoque. Chiuderemo alla grande, con Padre Pio da Pietrelcina. Se ci sarà spazio, come pensiamo, divagheremo sul tema della mistica sponsale, o dell’amore, o della tenerezza, proponendovi alcune delle riflessioni più significative. Seguendoci in questo viaggio nella Mistica di Gesù, vi renderete conto che la Mistica è una sola: perché l’una si completa nella altre; l’una è inseparabile dalle altre; l’una si realizza mirabilmente nelle altre. Il centro di queste varie modalità della cosiddetta mistica di Gesù è logicamente lui: Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio Benedetto. Le riflessioni dedicate alla Mistica del Sacro Cuore di Gesù saranno offerte sulle nostre pagine web: TELEBENE YOUTUBE, TELEBENE TIKTOK, TELEBENE GLORIA TV, E TELEBENE FACEBOOK
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Gesù nell'archeologia
Betania al di là del Giordano
Riportiamo dal Sito TERRASANTA.NET questo interessantissimo articolo relativo alla disputa sul luogo del Battesimo di Gesù: “Quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?”
Pietro Kaswalder ofm
Molti pellegrini si domandano quale valore abbia il sito del Battesimo benedetto da Papa Ratzinger nel suo recente pellegrinaggio in Terra Santa. Il sito era stato preparato in vista del Grande pellegrinaggio del 2000 fatto da papa Giovanni Paolo II. Ora lo scavo dei resti antichi e la ricostruzione delle chiese moderne sono quasi ultimati. Si tratta del luogo del battesimo nel Wadi Kharrar, a circa 7 chilometri dal Mar Morto, che si raggiunge dalla strada di Livias (Tell er-Rame) e Shunah (sud) nelle Steppe di Moab, in Giordania.
La Custodia di Terra Santa non ha luoghi santi nel Wadi Kharrar, ma propone invece il sito chiamato al-Maghtes, sulla sponda ovest del Giordano, esattamente di fronte al luogo santo del Wadi Kharrar. Ogni ultimo giovedi del mese di ottobre si celebra la pellegrinazione liturgica per commemorare il battesimo di Gesù. Ci si domanda perciò: quale è il vero sito del Battesimo di Gesù? Quello a ovest (al-Maghtes), oppure quello est del Giordano (Wadi Kharrar)?
Premesso che per alcuni secoli il Wadi Kharrar non fu agibile, perché le antichità erano andate perdute. E premesso pure che per molto tempo il pellegrinaggio al Giordano si faceva partendo da Gerico, ne deriva che l'identificazione del sito del battesimo di Gesù si era fissata sulla sponda occidentale del Giordano. Aggiungiamo ancora che il monastero del Prodromo (Qasr al-Yahud) in vita fino al 1550, e restaurato dal patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme nel 1882, era rimasto l'unica struttura antica nei pressi del Giordano. Le rovine del Prodromo, distrutto dal terremoto del 1927, hanno dimensioni enormi. Per tanto tempo, a partire dal XVI secolo, il Prodromo, cioè San Giovanni Battista, era indicato come il vero Luogo del battesimo di Gesù.
La Verità vi farà liberi
Non sono le masse oceaniche a fare la Storia
Questi giovani hanno dato il meglio di se stessi, mostrando la loro vitalità, coesione, unione, azione gioiosa, ma anche preghiera. Ma hanno dato il peggio quando è stato chiesto ad alcuni di loro di parlare. E lì è fluita tutta una mancanza di formazione, di catechesi, di profezia, di spiritualità, di una presa di coscienza, matura e consapevole....
RIFLESSIONI ESTEMPORANEE SUL GIUBILEO DEI GIOVANI.
Donato Calabrese
Sabato sera mi è piaciuto. Quel clima di preghiera, con Papa Leone davanti a Gesù Eucaristico, ha risvegliato in me ricordi dolcissimi di una Chiesa radicata sul suo Divino Fondatore, senza il quale la Storia non è storia, la politica non è politica, l'uomo non è uomo, e perfino la Chiesa non è Chiesa).
Vedere un milione di giovani in silenzio, partecipare alla toccante liturgia, mi ha commosso. Allo stesso modo il Papa: davanti all'Ostia contenente il Redentore (Perché Gesù è presente, vivo e vero: ci siamo?!).
Le sorprese sono iniziate dopo, con il cardinale Fisìchella che gongolava per il milione di giovani presente. Ho volutamente postare una precisazione, su Facebook, dicendo che le adunanze oceaniche non fanno la storia! E i fatti lo dimostrano. "Sono i piccoli gruppi, i piccoli movimenti, che fanno la storia, come diceva Jacques Maritain, il filosofo amico di Papa Paolo VI. Altro che chiacchiere.
Poi ho sentito, in studio (Ahi! ahi! il pressapochismo dei presentatori in studio è qualcosa di scandaloso, specialmente se è interpellato Ferruccio De Bortoli, illustre giornalista e saggista, già direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore). De Bortoli ha risposto alle domande, ma è come se non avesse risposto. Ricordo solo che sono rimasto deluso. Molto probabilmente, le domande andavano inoltrate a un testimone cristiano, o a un personaggio di fede provata. A me, De Bortoli non mi è sembrato tale. Lo stesso dicasi delle domande scontate dei giornalisti di mamma Rai, ai quali, delusione delle delusioni, hanno risposto alcuni dei giovani presenti. Ma che risposte, hanno dato alle domande? Vi consiglio di rivedere la serata di sabato su RAI PLAY, ammesso che l'abbiano in lista, perché né i giornalisti della RAI, né gli ospiti in studio o intervistati a Tor Vergata - tra i quali il detto cardinale Fisichella - hanno dimostrato di essere lì perché convocati da quella Chiesa Cattolica , fondata, governata, pasta o pasciuta, dal Figlio di Dio, lì presente, in un pezzo di pane custodito nell'ostensorio, e onorato - finalmente lo posso dire - dal Suo Vicario in Terra.
Questi giovani hanno dato il meglio di se stessi, mostrando la loro vitalità, coesione, unione, azione gioiosa, ma anche preghiera. Ma hanno dato il peggio quando è stato chiesto ad alcuni di loro di parlare. E lì è fluita tutta una mancanza di formazione, di catechesi, di profezia, di spiritualità, di una presa di coscienza, matura e consapevole, della meravigliosa realtà di una Fede che è APPOGGIATA sull'unica ROCCIA: CRISTO GESÙ, IL FIGLIO DI DIO BENEDETTO, che sta sempre in mezzo alla sua Chiesa, come aveva detto agli apostoli, prima di congedarsi da loro, sul monte degli ulivi.
Addirittura, un giovane ha risposto che gli sarebbe piaciuto chiedere al Papa cosa possono fare per un mondo meno belligerante, e più unito, per la pace, per costruire un futuro di bene per l'umanità. Purtroppo, quel giovane, la risposta poteva averla nel suo cuore. Ma la mancanza di risposta denota una mancanza di fede, o forse una deficienza di catechesi (Cosa fanno le Chiese locali, a tal proposito? Esiste ancora la catechesi? O si fa solo per la preparazione alla prima comunione e alla cresima?).
Ringrazio il Signore per aver avuto un passato nell'Azione Cattolica, e soprattutto, per aver operato, per 40 anni, in un movimento d'avanguardia della pastorale del malato e del disabile. Ma lo ringrazio ancora di più per avermi mosso con attenzione e passione verso l'uso della radio, del web, del teatro, e della televisione.
Sì, la mancanza di catechesi resta una grande lacuna della Comunità cristiana. Ecco perché io sono convinto pienamente delle sagge parole del Santo Papa Pio X (Cardinale Sarto), quando disse, pressappoco così: "Non bisogna uscire fuori dalla Chiesa per evangelizzare, i nemici della Chiesa stanno all'interno di essa, e sono identificabili nell'ignoranza del popolo cristiano".
Quindi, concludo: l'evento Giubileo giovanile è stato un grande spettacolo di fede, come l'ha valutato la stragrande maggioranza della stampa laica e cattolica.
E fermiamoci qui! Per il resto: tappiamoci il naso e le orecchie.
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“Il comandamento dell’amore dei nemici resta la proprietà esclusiva di Gesù”
(David Flusser, Jesus, Ed. Lanterna, Genova 1976, 76)