|
|
|||||||||||||||||
|
|
Pietrelcina la citta' di padre pio
PIETRELCINA OGGI
1910-2010 A PIETRELCINA CENTENARIO DELLA PRIMA MESSA E STIGMATIZZAZIONE DI PADRE PIO 14 agosto 1910 - 14 agosto 2010 7 settembre 1910 - 7 settembre 2010 Donato Calabrese
In quest'anno 2010, Pietrelcina si
prepara a rivivere tre grandi avvenimenti che hanno Tre avvenimenti profondamente connessi tra di loro. I primi due sono quelli che hanno reso Padre Pio immagine sublime di figura sacerdotale. Il terzo è quello che lo ha reso primo sacerdote stigmatizzato della Storia umana. Tralasciando il primo avvenimento, avvenuto nella cattedrale di Benevento, voglio soffermarmi a parlare della prima Messa e della stigmatizzazione. LA PRIMA MESSA DI PADRE PIO Il 10 agosto 1910, Padre Pio è ordinato sacerdote, nella cattedrale di Benevento, da mons. Schinosi, arcivescovo titolare di Marcianopoli. Quattro
giorni dopo, la domenica del 14 agosto 1910, celebra la sua prima messa Durante il discorso d’occasione, ed elogiando il novello sacerdote, profeticamente padre Agostino gli augura di essere un grande confessore [1].Dopo la celebrazione, non mancano i relativi contorni culinari, come raffaioli, biscotti, etc.. Stavolta, però, è la stessa mamma di Padre Pio, Peppa, a preparare la grande festa, mentre il marito Grazio, in America, festeggia l’avvenimento con gli amici emigrati. Per questo giorno memorabile Padre Pio scrive il suo pensiero ricordo. Una sintesi perfetta di ciò che sarà la sua missione sacerdotale nel mondo e per il mondo: “O Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo, in un mistero di amore, con Te io sia pel mondo, Via, Verità e Vita. E per Te Sacerdote Santo, Vittima Perfetta. Padre Pio Cappuccino” [2].Quali sono i sentimenti del novello sacerdote? Lo possiamo arguire dalla lettera che scrive, il 17 agosto, al suo direttore spirituale Padre Benedetto da San Marco in Lamis: “Mio carissimo padre, per vari giorni sono stato un po’ male; forse la causa principale di ciò è stata la troppa commozione a cui lo spirito in questi giorni è andato soggetto....... Il mio cuore è traboccante di gioia e si sente sempre più forte ad incontrare qualunque afflizione, qualora si tratta di piacere a Gesù...” [3].In questi pochi pensieri affiora la scelta oblativa del giovane sacerdote cappuccino: piacere a Gesù, a qualunque costo, con qualsiasi afflizione. Parole non dettate da momentanei sentimenti di letizia e di gratitudine per il dono ricevuto, né dalla iniziale soddisfazione di aver realizzato la sua massima aspirazione. Ma sensazioni ben più profonde, che resteranno sempre impresse nel suo cuore, come appare in queste espressioni comunicate, a Padre Benedetto, il 4 settembre: “Oh sì, padre mio, quanto è buono Gesù con me! Oh! che preziosi momenti sono questi; è una felicità che non so a che paragonarla; è una felicità che quasi solo nelle afflizioni il Signore mi dà a gustare. In questi momenti, più che mai, nel mondo tutto mi annoia e mi pesa, niente desidero, fuorché amare e servire. Si, padre mio. Anche in mezzo a tante sofferenze, sono felice perché sembrami di sentire il mio cuore palpitare con quello di Gesù. Ora si immagini quanta consolazione deve infondere in un cuore il sapere di possedere, quasi con certezza, Gesù” [4].LA STIGMATIZZAZIONE Il 7 settembre ricorre l’anniversario della stigmatizzazione di Padre Pio, avvenuta, per la prima volta, ai primi di settembre del 1910, poco più di un mese dopo la sua ordinazione sacerdotale. Solo nell’anno successivo, e precisamente l’8 settembre 1911, Padre Pio descrive per la prima volta, al suo direttore spirituale padre Benedetto da san Marco in Lamis, il misterioso fenomeno dei dolori alle mani, ai piedi, ed anche al costato: “Ieri sera poi mi è successo una cosa che io non so né spiegare né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte e acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso per la prima volta glielo dico; perché mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. Anche adesso se sapesse quanta violenza ho dovuto farmi per dirglielo! Molte cose avrei da dirle, ma mi viene meno la parola; solo le dico che i battiti del cuore, allorché mi trovo con Gesù sacramentato, sono molto forti” [5].
Tornato a Pietrelcina per motivi di salute, verso la metà del mese di maggio 1909, fra Pio si reca spesso a Piana Romana, dove l’aria salutare della bassa collina giova non poco ai suoi polmoni malati. Si rifugia all’interno della capanna di paglia all’ombra dell’Olmo, o nella masseria di famiglia, oppure si siede su due spuntoni di roccia che emergono dal terreno di famiglia, raccogliendosi in preghiera, nella lettura dei testi di teologia e di spiritualità, oltre che delle vite dei santi, in modo particolare di Gemma Galgani, una santa la cui esistenza e l’itinerario mistico mostrano non pochi punti di contatto con il frate di Pietrelcina. Ed è durante una di queste soste prolungate sotto l’Olmo di Piana Romana, che il giovane Padre Pio riceve quelle che lui chiamerà sempre I Monili dello Sposo. L’arciprete di Pietrelcina confiderà, in seguito, alla nipote Graziella: “Nel pomeriggio del 7 settembre 1910, stando padre Pio sotto l'olmo di Piana Romana in preghiera e per prendere fresco, si presentarono Gesù e la Madonna e gli donarono le sacre stimmate” [6].Le stigmate scompariranno visibilmente, ma resteranno impresse nella carne, per riapparire il 20 settembre del 1918. Per 58 anni, fino alla sua morte, il suo corpo traforato soffrirà in maniera indicibile, perdendo sangue dalle ferite: notte e giorno. Scompariranno a poche ore dalla sua morte, senza lasciare alcuna traccia di cicatrice nella sua carne nivea, quasi come se non le avesse mai avute. La scomparsa graduale delle stigmate rivela la compiutezza di una missione portata a termine: essere vittima con Cristo, disteso sulla stessa croce del “Biondo Nazareno” [7].
LA SOPRANNATURALITA’ DELLE STIGMATE
Le
stigmate sono una specie d’impressione delle sacre piaghe del
Salvatore sui piedi, sulle Le lesioni presenti sul corpo di Padre Pio per circa 58 anni, avrebbero dovuto, certamente, procurargli danni più gravi, come infezioni e necrosi, con conseguenti sensazioni sgradevoli, a livello olfattivo, specialmente in coloro che sono stati a contatto con Lui. In tutta la sua esistenza Padre Pio è stato sempre circondato da confratelli, figli spirituali e folle di fedeli, e nessuno ha mai avvertito queste sensazioni sgradevoli. Invece, è riconosciuto da tutti che Padre Pio emanava un profumo indecifrabile, non raro nelle vite dei santi, come nel caso di Francesco d’Assisi e Teresa d’Avila. In tutti gli anni della Sua stigmatizzazione, pur perdendo sangue in continuazione, Padre Pio non è stato, certamente, circonfuso da odori sgradevoli del sangue decomposto, o dell’acido fenico, o di disinfettanti naturali. Tutt’altro: profumi di ogni tipo di fiore, specialmente di rose, mammole, violette ed altro ancora. Questa è la realtà vera di un uomo Segnato e Benedetto da Dio col Sigillo delle stigmate. Ed il profumo non lo ha sentito solo gente semplice, credulona. Il profumo è stato percepito, anche lontano da San Giovanni Rotondo, da medici e professionisti, oltre che scienziati. Chi è Padre Pio da Pietrelcina? Un Santo, un mistico, un uomo di Dio contrassegnato da quelle stesse stigmate del Crocifisso. Proprio Lui che prima di morire aveva detto: “Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” [12].
Nel 1958, Mercurio Scocca, fedele amico d’infanzia di Padre Pio, si fece promotore della costruzione di una cappellina dedicata a san Francesco d'Assisi, il primo stigmatizzato della storia cristiana. Abbattendo il vecchio e fatiscente pagliaio, e preservando l’olmo di Padre Pio, con non pochi sacrifici Mercurio cominciò a raggranellare soldi per la costruzione della cappella, trovando aiuto anche negli altri abitanti della contrada. La cappella è situata proprio al centro di un incantevole boschetto di giovani pini. La parte anteriore é lunga 8 metri e larga 4,50. La parte posteriore é semicircolare e custodisce il tronco ormai secco e plastificato del vecchio olmo. Alla cappella si accede attraverso un vialetto alberato. Il 23 aprile 1961 la campanella cominciò ad echeggiare i suoi rintocchi festosi, invitando i fedeli dei dintorni alla Messa officiata dai Frati cappuccini di Pietrelcina. Negli anni, con l’incremento dei pellegrini e dei fedeli, provenienti da Benevento, la liturgia domenicale cominciò ad essere celebrata all’aperto in estate, ed in un capannone prefabbricato d’inverno. Ma era così affollata, e particolarmente raccolta, che molti erano costretti ad affrontare il vento gelido dei mesi invernali, pur di partecipare alla celebrazione della santa Messa. Da alcuni anni finalmente, la santa Messa è celebrata, nella confortevole Aula liturgica costruita in un luogo poco lontano dai ricordi di Padre Pio. Donato Calabrese [1] Cfr. Leone Gh, oc. 164, in Lino da Prata e Alessandro da Ripabottoni, Beata te Pietrelcina, Frati Cappuccini di Pietrelcina, giugno 1994, 148. [2] Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo, 1992, 196, note n. 1. [3] Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo, 1992, 195. [4] Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo, 1992, 197 s. [5] Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, san Giovanni Rotondo, 1992, 233s. [6] Cfr. Lino da Prata e Alessandro da Ripabottoni, Beata te Pietrelcina, Frati Cappuccini di Pietrelcina, giugno 1994, 210. [7] Così qualche volta Padre Pio parla di Gesù nel suo epistolario. [8] Adolfo Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, versione italiana di Filippo Trucco e del Canonico Luigi Giunta, Ed. Società di S. Giovanni Evangelista, 931. [9] Pietro Schiavone, Stimmate, in in La Mistica parola per parola, a cura di Luigi Borriello, Maria R. Del Genio, Tomáš špidlík, Ed. Áncora, 2007, 339. [10] Per tutto questo Cfr. Lino da Prata e Alessandro da Ripabottoni, Beata Te Pietrelcina, Frati cappuccini Pietrelcina, novembre 1975, 2559. [11] Paolino da Casacalenda, Le mie memorie intorno al padre Pio da Pietrelcina, ms., p.131-133, in Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario I, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, san Giovanni Rotondo, 1992, 151s.. [12] Gv 15,20.
EVENTI E MANIFESTAZIONI A PIETRELCINA Per tutti coloro che sono interessati a conoscere le Date relative ad alcuni fenomeni mistici legati a Padre Pio, e gli eventi e le manifestazioni che si tengono a Pietrelcina:
24 gennaio: la ferita d'amore, vissuta da Padre Pio il 24 gennaio 1915. 25 maggio:
Anniversario della nascita di Padre Pio Prima Domenica di
Agosto: Festa della Madonna della Libera, protettrice di Pietrelcina e
venerata nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli. "'A
Madonnella nostra", così era chiamata da Padre Pio.(Civile)
7 settembre: anniversario delle stigmate ricevute da Padre Pio a Piana
Romana (Pietrelcina)
Numeri telefonici utili: Convento Frati cappuccini tel. 0824-991207 Parrocchia tel. 0824-991304 Piana Romana tel. 0824-991099 Castello (Casa Padre Pio) tel. 0824-997504
COME SI ARRIVA A PIETRELCINA Da Nord - Via Roma (Autostrada A2) Uscita Casello A2 di Caianello. Quindi proseguire per Telese, Benevento. Tra lo svincolo di Benevento Nord e Benevento Centro c'è l'uscita per Pietrelcina. Dopo una decina di chilometri si raggiunge la città di Padre Pio Da Nord - Via Pescara (Autostrada A14) Uscita Casello A14 di Termoli (Molise). Quindi proseguire per Boiano, Benevento, Pietrelcina.
Da Napoli, Bari e Salerno Uscita Casello A16 di Benevento. Quindi proseguire per Benevento. Tra le uscite di Benevento Nord e Benevento Centro c'è lo svincolo per Pietrelcina. Dopo una decina di chilometri si raggiunge la città di Padre Pio BUON PELLEGRINAGGIO!!!
Il Fascino di Piana Romana
Piccola biografia di Padre Pio da Pietrelcina
Francesco Forgione, nasce a Pietrelcina il 25 maggio 1887. Il giorno
dopo riceve il battesimo nella Chiesa di S.Anna. Sin dalla sua infanzia egli
rivela una forte religiosità che lo spinge, il 6 gennaio 1903 ad entrare nei
frati cappuccini di Morcone.
Hotel e ristoranti segnalati per Pietrelcina e San Giovanni Rotondo
“Tutto è avvenuto a Pietrelcina”
CLICCA QUI SOTTO E SCOPRI IL FASCINO DISCRETO DI
Vai all'inizio di questa pagina
Ritorna alla prima pagina del DocumentoCopyright © 1999 by Donato Calabrese All rights reserved
|
PER ANDARE ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI DI PADRE PIO SEGUI I SOTTOSTANTI ITINERARI
Dalla Chiesa della Santa Famiglia fino alle abitazioni di vico Storto Valle Dalla Chiesa di Santa Anna fino a Piana Romana Per notizie e informazioni su Pietrelcina e sulla vita di Padre Pio, potete scrivere a Viale Mellusi, 94 82100 BENEVENTO Telefono casa 0824-31.55.44 Telefono cellulare 338-31.45.085 Altri siti curati dall'autore: La Vita di Padre Pio da Pietrelcina Pietrelcina la citadèle natale de Padre Pio Pietrelcina la ciudad natal de Padre Pio Benevento, città dai mille volti La pagina personale di Donato Calabrese L'autore del Sito Donato Calabrese
|