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PIETRELCINA la Città di Padre Pio
“Salutami tutta Pietrelcina, che tengo tutta chiusa nel mio cuore. Le benedizioni del Signore scendano larghe e copiose su tutti e tutti si rendano degni delle odierne ed eterne promesse” (Dalla lettera di Padre Pio al fratello Michele, 22/12/1926)
Quella di Padre Pio a Pietrelcina è una presenza che riscalda i cuori, prima ancora di tonificare le anime. Un profumo di santità che invade dolcemente il visitatore distratto, e ancora di più l’anima che cerca Dio. Una natura che sembra dormire… Pietrelcina e Piana Romana sanno offrire, al viaggiatore ed all’anima inquieta in cerca di ristoro, quella pace che non è solo una virtù intrinseca della sua gente, quanto, più, appare come dilatata e spiritualizzata da quella presenza viva e profumata che ha santificato ancora di più questo angolo di paradiso immerso nel cuore del meridione d’Italia. Donato Calabrese “Un sapore di terra bagnata ti fermi e poi, guardi il cielo stellato e non puoi andare a dormire. C’è nell’aria una pace profonda e vuoi stare con te, questo cuore che batte lo senti ascolta: ti parla”. Ho sempre amato molto questo bellissimo canto di Giosy Cento. Fa parte del CD “C’è ancora mare”, da lui realizzato per il Centro Volontari della Sofferenza, un movimento pilota della valorizzazione cristiana del dolore e della disabilità. Eppure, non lo so, posso anche sbagliarmi, ma in queste parole del famoso cantautore di Dio e sacerdote Giosy Cento, mi sono sempre identificato, andando con lo sguardo e, soprattutto, con il cuore, ai tanti corsi di esercizi spirituali vissuti nella pace e nella suggestione del santuario di Valleluogo, ad Ariano Irpino. Tuttora le parole di don Giosy sembrano svegliare, almeno in me, l’animo giovane ed entusiastico di una creatura che attraverso la semplicità dei piccoli segni, presenti abbondantemente in natura, riesce a percepire la Bellezza e l’amore di quel Creatore che è, pur sempre, un “Dio nascosto”. Ma non è così. Dio ci parla in tutto, e tutto ci parla di Dio. E come l’esperienza ciclica degli esercizi spirituali mi poneva in condizione di riassaporare il Dio nascosto attraverso la contemplazione del creato, ancora oggi, è possibile, almeno per me, evadere dalla routine stressante dei miei doveri quotidiani, per respirare, come allora nella magnifica oasi spirituale di Valleluogo, quel Dio nascosto allo sguardo, ma pur sempre presente nel mondo che mi circonda. Anche in questo mese di gennaio, in cui pare proprio che la vita naturale sia immersa nel sonno del freddo che paralizza ogni attività, è possibile cogliere la Bellezza di Dio per mezzo delle cose più semplici ed umili, come la terra bagnata dei campi, i sentieri agresti coperti dalle foglie avvizzite, la pace profonda che emanano le contrade rurali delle nostre città, il cielo stellato che si può mirare nelle fredde serate invernali. Pietrelcina e Piana Romana sanno offrire, al viaggiatore ed all’anima inquieta in cerca di ristoro, la pace che non è solo una virtù intrinseca della sua gente, ma è dilatata e spiritualizzata da quella presenza viva e profumata che ha santificato ancora di più questo angolo di paradiso immerso nel cuore del meridione d’Italia. Si, è vero, Padre Pio da Pietrelcina non è solo un santo, o un’anima mistica, il cui itinerario terreno si è innestato nella vita di questo Borgo antico, quanto semplice e genuino della sua gente Sannita.
Anni 1914-1916: Padre Pio a Pietrelcina Padre Pio nel Suo Epistolario Avrete compreso che, come il Santo di Assisi san Francesco, Padre Pio da Pietrelcina si riveli via via come l’immagine più fedele del Figlio di Dio crocifisso. Icona crìstica di dolore e di amore, segno della più alta e sublime koinonia con il Figlio di Dio... Donato Calabrese Il 26 dicembre 1914, Padre Pio risponde a Raffaelina Cerase, la sua figlia spirituale che è immobilizzata a letto a causa di una malattia cronica. Di questa missiva che, come al solito è molto lunga, vi proponiamo un breve passaggio significativo dell’inestimabile valore della sofferenza, e quindi di coloro che soffrono, nel Piano di Dio e quindi nell’economia della salvezza. “O Raffaelina, rammentiamoci che la sorte delle anime elette è il patire; è la sofferenza sopportata cristianamente condizione a cui Dio, autore d’ogni grazia e di ogni dono conducente a salute, ha stabilito di darci la gloria. In alto adunque i cuori, pieni di fiducia in Dio solo; umiliamoci sotto la potente sua mano[1], accettiamo di buon Viso le tribolazioni a cui la pietà del Padre celeste ci sottomette, affinché egli ci esalti nel tempo della visita. Ogni nostra sollecitudine sia questa: «Amare Dio ed a lui piacere», nulla curandoci di tutto il resto, sapendo che Iddio avrà cura sempre di noi, più che si possa dire o immaginare. Se vuoi leggere l'articolo completo Clicca qui
E’ la via del Rosario, e congiunge l’abitato antico del Castello, a Pietrelcina, con la zona rurale di piana Romana. IL QUIETO SENTIERO DI VIA DEL ROSARIO Ogni mattina, dopo la consueta celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di santa Maria degli Angeli, o in quella di Sant’Anna al Castello, Padre Pio si avviava per piana Romana, scendendo le rampe di scale che menano, ancora oggi, verso l’antico rione Pantaniello, e proseguendo verso il fondo alla valle, per cominciare a percorrere la dolce salita del sentiero di campagna. Donato Calabrese E’ una stradina di campagna lunga e sinuosa, semplice e naturale, autentica e riposante; sconosciuta ai più, ma molto cara a tutti coloro che sanno cogliere l’arcano mistero di Dio attraverso i segni più piccoli, umili e semplici offerti dalla natura. E’ l’unica vera, genuina, via Crucis percorsa da Padre Pio. E’ la via del Rosario, e congiunge l’abitato antico del Castello, a Pietrelcina, con la zona rurale di piana Romana. E’ chiamata via del Rosario perché percorsa più volte al giorno da Padre Pio. Dalla sua infanzia ed adolescenza, fino alla partenza per il convento di Morcone. E poi, dal 1909 al 1916, nell’età aurea della sua piena conformazione al mirabile modello Divino: Cristo crocifisso. Il tempo forte della sua dimensione mistica. Ed il sentiero per Piana Romana doveva assomigliare veramente al Calvario, se il giovane sacerdote di Pietrelcina lo percorreva perlomeno due volte al giorno, andando e tornando da piana Romana, non solo per il fatto che la famiglia era al lavoro a piana Roman, ma anche perché il dott. Andrea Cardone di Pietrelcina, medico di famiglia, gli consigliava di respirare aria buona nel piccolo podere di famiglia, su in collina. Con il venticello fresco che spirava d’estate, Piana Romana era il luogo ideale per dare sollievo ai suoi polmoni malati.
Donato Calabrese, appassionato studioso di spiritualità cristiana e conterraneo di Padre Pio, rivela, in un suo libro, gli anni sconosciuti vissuti da Padre Pio a Pietrelcina dal 1909 al 1916
PADRE PIO, SETTE ANNI DI MISTERO A PIETRELCINA
“Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha confidato l’autore – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più significativo dell'intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana”. Donato Calabrese
Grazie al libro di Donato Calabrese: Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline Editoriale Libri di Milano, i fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere, finalmente, uno dei tempi meno noti, ma più densi di significato, della vita del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Il periodo è racchiuso nei sette anni trascorsi a Pietrelcina dal 1909 al 1916, durante i quali Padre Pio ha vissuto un’esistenza nascosta ma feconda, semplice e ordinaria, ma anche contrassegnata da molte sofferenze fisiche, morali e spirituali, oltre che intessuta da singolari doni mistici, in alcuni dei quali non sono mancati quei Segni di credibilità che dimostrano, ancora oggi, l’autenticità di tali fenomeni. Pochi uomini hanno catalizzato tanta attenzione, come Padre Pio. Si può dire che le cose straordinarie, avvenute in Lui ed attorno a Lui, nonché l’influsso esercitato sulle grandi masse di fedeli che lo hanno seguito da vicino e finanche dalle più località più remote del pianeta, hanno radunato attorno a lui una “clientela mondiale”, come ebbe a dire Papa Paolo VI. Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare la sua missione sul Gargano, lasciando, purtroppo, inesplorato un tempo ben definito, eppure importante, del suo divenire umano, religioso e mistico. E’ il periodo di sette anni, trascorsi a Pietrelcina dal 1909 fino al 17 febbraio 1916, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda e mistica della vita di Padre Pio. A tale periodo storico è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale.
Hotel e ristoranti segnalati per Pietrelcina e San Giovanni Rotondo
Pietrelcina Situata a 300 metri circa sul livello del mare,
Pietrelcina è una gradevole e ridente cittadina posta a una dozzina di
chilometri da Benevento. Sorge su una terrazza circondata da un
paesaggio formato da basse colline e disegnato da rivoli che lentamente
scendono verso la valle del Tammaro. La campagna è dolcemente ondulata e
variegata da coltivazioni di grano, tabacco, carciofi, ed arricchita
dalle ombrose fronde degli Ulivi, degli Olmi, delle Viti e delle Querce.
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Dalla Chiesa della Santa Famiglia fino alle abitazioni di vico Storto Valle Dalla Chiesa di Santa Anna fino a Piana Romana Per notizie e informazioni su Pietrelcina e sulla vita di Padre Pio, potete scrivere a Viale Mellusi, 94 82100 BENEVENTO Telefono casa 0824-31.55.44 Telefono cellulare 338-31.45.085 Altri siti curati dall'autore: La Vita di Padre Pio da Pietrelcina Pietrelcina la citadèle natale de Padre Pio Pietrelcina la ciudad natal de Padre Pio Benevento, città dai mille volti La pagina personale di Donato Calabrese L'autore del Sito Donato Calabrese Questo sito è stato pubblicato per la prima volta il 20 giugno 2003 Aggiornato al 4 febbraio 2012
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