L'EVENTO
L'anniversario delle stigmate di Padre Pio
Lungo via del Rosario
Dedico queste immagini su via del Rosario a
Mirella Graziosi di Vignola
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Nel corso delle celebrazioni per l’anniversario delle stigmate, ricevute da Padre Pio in contrada Piana Romana, si è tenuto, martedì 7 settembre, lungo via del Rosario, il pio esercizio della via Crucis, presieduto dal ministro provinciale, padre Aldo Broccato e con la presenza di Padre Nazario Vasciarelli, nuovo superiore del convento di San Giovanni Rotondo, nonché vicario della provincia Sant’Angelo e Padre Pio. |
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La Madonna della Libera per il Centro di Pietrelcina |
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| La gente di Pietrelcina, i devoti ed i figli spirituali di Padre Pio hanno potuto percorrere la via che Egli percorreva da ragazzo, da adolescente, giovane frate e sacerdote. | |
| Un sentiero di campagna lungo il quale il Frate di Pietrelcina camminava e pregava, con la corona del rosario in mano, contemplando con gli occhi francescani lo spettacolo della natura incontaminata. | |
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Ecco perché via del Rosario è divenuta un luogo di pace, di silenzio e di preghiera, nel nome di Padre Pio. |
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Percorrere questa stradina di campagna con lo sguardo rivolto a Dio, meditando la passione di Cristo e tenendo gli occhi fissi su Padre Pio, che si è fatto vittima per il Crocifisso: questo il sentimento dei fedeli che hanno compiuto questo pio esercizio della via Crucis. |
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La pace, il silenzio e la preghiera lungo via del Rosario, ambiente privilegiato dell'incontro con Dio. |
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In lontananza si intravede il ponticello sul torrente Quadrielli. |
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Il Rito della via Crucis si è concluso con la celebrazione della Santa Messa, davanti alla cappella delle stigmate, dove Gesù stesso ha autenticato, con il dono delle stigmate e, successivamente, con quello della trasverberazione, l’itinerario oblativo del Frate di Pietrelcina. |
"Dopo aver celebrato la Messa presso la chiesetta di Sant'Anna ed essersi fermato in ringraziamento davanti al tabernacolo, Padre Pio si avvia per Piana Romana. Si ferma a porta Madonnella, per salutare il calzolaio Donato Faiella, un uomo buono e semplice, che lo conosce molto bene. E' lui ad aggiustargli le scarpe, i sandali ed a fargli un buco sulla suola per permettergli di allentare il dolore causatogli dalla presenza di una piccola piaga.
Poi scende giù e si ferma al pozzo del rione Pantaniello, dove saluta, come faceva anche da bambino, qualche vecchio conoscente. Indi prosegue per il sentiero di campagna che attraverso rapide chine e siti impregnati di bucolica pace, conduce a Piana Romana.
Quante volte, per questo viottolo, egli recita il rosario, con la corona in mano e lo sguardo che si perde nelle macchie verdi dei boschi circostanti!
La stradina di campagna diventa sempre più scomoda: i sassi appuntiti conficcati nel suolo, lo fanno soffrire, ma con amore, unendo alla preghiera il disagio di un cammino faticoso. Il suo sguardo è tutto orientato al cielo ed alle messi che cominciano già a biondeggiare. Ma è anche accompagnato da un delicato sentimento familiare. Sa che a Piana Romana troverà il padre Grazio, la madre Peppa, il fratello Michele, i cugini, il compare Mercurio e tanti amici.
Arriva al ponte Pantaniello posto sul torrente Quadrielli, dove più volte ha visto in faccia "quei brutti ceffi"(Gli spiriti del male). Inizia l'erta decisiva e la via si fa più solitaria e selvaggia. E' un erto pendio che si stempera tutto d'un colpo nella dolce pianura ondulata di Piana Romana. Qui Fra Pio trova i suoi familiari intenti al lavoro dei campi. Un saluto a tutti; un bacio alla mamma; una boccata d'aria pura; quattro passi e via, a sedersi su uno spuntone di roccia, il "seggiolone", come lo chiamerà in seguito, per godersi il sole di primavera inoltrata, e contemplare, attraverso le bellezze del Creato, lo splendore del Creatore"(Donato Calabrese, Padre Pio da Pietrelcina, Il Respiro di un'anima, Zonza Editori, 2001).
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