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14 agosto 1910 - 14 agosto 2010: Centenario della prima Messa di Padre Pio

UN EVENTO INDIMENTICABILE

 

Donato calabrese

   Non c’è che dire: certi avvenimenti nei quali si avverte profondamente il profumo della santità, sono irripetibili ed unici, superando ogni confine di tempo e di spazio, rendendo finanche limitate e ridimensionate le stesse celebrazioni che dovrebbero rievocarli. Assistendo, infatti, seppur televisivamente, alla celebrazione del centenario della prima Messa di Padre Pio, celebrata nella chiesa parrocchiale di santa Maria degli Angeli di Pietrelcina,  il pensiero mi ha condotto, velocemente, dal pomeriggio del 14 agosto 2010, ad un altro pomeriggio di giusto cento anni fa: quello del 14 agosto 1910.

   La scena, ovvero la cornice geografica ed ambientale era la stessa. Ma non la stessa era l’emozione che il popolo di Pietrelcina si trovò a vivere in quel lontano pomeriggio di cento anni fa. D’accordo, l’Evento delAltare maggiore della chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli in Pietrelcina centenario della prima Messa di Padre Pio è solennizzato dalla presenza di S. E. il cardinale Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli itineranti. D’accordo, il popolo è sempre quello di Pietrelcina,  pur con la presenza di giornalisti ed operatori della comunicazione. D’accordo, il protagonista era lo stesso: il giovane Padre Pio, allora, ed il Santo Padre Pio, ora.

   Ma, in quel pomeriggio del 14 agosto 1910, tutto era diverso.  Meravigliosamente diverso da ora. Non era solo la presenza di padre Agostino da san Marco in Lamis, il grande mentore del futuro santo, ad intuire le grandi cose che Dio avrebbe operato per mezzo di lui. Era qualcos’altro: un clima di schietta e sincera, gioiosa, festa per un giovane frate conosciuto da tutti, a Pietrelcina, ed anche amato. Ma soprattutto era diverso il clima spirituale che aleggiava attorno alla prima celebrazione eucaristica del giovane Padre Pio da Pietrelcina. Pietrelcina, interno chiesa parrocchiale di santa Maria degli angeli

   C’era tanta gente attorno a lui, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli. Ma lui non si lasciava condizionare dalla gioiosa partecipazione della folla. Tutt’altro: Lui era come isolato da quella festa che non gli apparteneva certamente, in quanto, come tutte le anime mistiche – e Lui già lo era – aveva già trovato il suo tesoro prezioso, la perla preziosa, e nulla, proprio nulla poteva strappargli quella gioia intima, profonda, che covava nel suo cuore e che era esplosa dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta quattro giorni prima nella cattedrale di Benevento.

   Si, la folla era festante, cent’anni fa. Tutti attorno a Lui. Tutti a guardarlo. Ma il giovane Padre Pio si era ritagliato uno spazio sacro nel suo cuore. Come solo lui sapeva fare.

   La gente lo guardava, cercando di strappare qualche emozione, qualche moto d’animo dal suo volto sacerdotale. Ma lui non aveva altra attenzione che per i gesti che compiva sull’altare, ed in modo particolare per il cuore stesso della celebrazione eucaristica: il canone, nel corso del quale, finalmente poteva entrare nel Santo dei Santi.  Con quella prima Messa, Padre Pio entrò per la prima volta nel Santo dei Santi. Anzi, per la prima volta, era lui stesso a squarciare il velo che separa il tempo del mondo, dal tempio di Dio, permettendo, con le sue mirabili e tremolanti parole, l’incarnazione del Corpo e del Sangue di Cristo nelle specie del pane e del vino. Quelle sue parole dette in simbiosi con le Parole del Cristo, pronunciate nell’ultima Cena.

   Ogni Messa è uguale alle altre. Ogni Messa ha lo stesso, identico valore. Ma quella Messa di Padre Pio lasciava già intuire la meraviglia e lo stupore del credente, prima che del sacerdote, di fronte alla trasformazione, del pane e del vino, nel corpo e nel sangue del Signore Gesù.

   Pur essendo la prima di una serie ininterrotta di celebrazioni eucaristiche, questa seppe regalare, al popolo Pietrelcinese, un’emozione nuova, irripetibile, straordinaria, mirabile, trasfigurando, mi si perdoni il termine, la bellezza e la bontà di una celebrazione tra le più espressive del Mistero della Cena.

   Da allora, con ogni Santa Messa, Padre Pio saprà donare la più meravigliosa catechesi, l’immagine più sublime, il significato più vitale e fecondo del rito eucaristico. E questo non solo ai figli spirituali, ma anche al popolo cristiano che avrà il singolare privilegio di partecipare alle sue celebrazioni.

   Nessun istante della giornata di Padre Pio poteva aiutare a cogliere, più della Santa Messa, l'essenza della sua dimensione spirituale e mistica, il senso della sua missione sacerdotale, la missione riparatrice, l'estasi d'amore che finalmente appariva sul volto dell'amato. La Messa di Padre Pio era, e sarà,  un sublime tempo di grazia in cui amore e condivisione si univano, si confondevano, si dileguavano nell’offerta pura e Santa del Sacrificio eucaristico.

   A Padre Giovanni da Baggio che gli chiese, nel 1942,  cosa fa l’anima quando  vive nell’orazione mentale e nella contemplazione, Padre Pio rispose: “Si scioglie, si perde nell’amore”.  Ecco, possiamo dire che la prima Messa, celebrata da Padre Pio nella sua amatissima Pietrelcina, era, così come fu sempre, in seguito, l’emblema stesso della sua purissima offerta d’amore a quel Dio che lo aveva scelto, già da bambino,  alla sequela del suo Figlio Crocifisso.

   “L’anima si scioglie, si perde nell’amore”. Possiamo dire che questa frase di Padre Pio esprima plasticamente la sua ineguagliabile Messa. In fondo, tutta la sua vita era una lunga, santissima Messa, nella quale, come la cera si scioglie davanti al calore del fuoco, così Padre Pio si scioglieva d’amore per quel Dio, “Roveto ardente”(Es 3,2ss.), che offre sempre amore, ed esige amore.

10 agosto - 14 agosto 1910 - 10 agosto - 14 agosto 2010

Il Centenario del sacerdozio di Padre Pio

   Perché evocare due momenti molto lontani dal nostro tempo? Perché   ricordare l'ordinazione sacerdotale di Padre Pio e, soprattutto, la Sua prima Messa, celebrata nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, in Pietrelcina?

   Perché l'uomo, il Santo protagonista di una delle Storie più straordinarie ed affascinanti del mondo cristiano, offre alla nostra riflessione una variegata ricchezza di segni di credibilità che rinfrancano ed avvalorano la dimensione razionale della nostra fede.

   Ho avuto il privilegio di conoscere Padre Pio e di assaporare, fin da ragazzo, il profumo della sua santità e del suo fascino antico. Condivido, con Lui, il tema di fondo della sua scelta oblativa, fatta di valorizzazione e sublimazione del patire. La sua testimonianza sfolgorante, nel secolo degli opposti ateismi, rifulge splendidamente, offrendo al mondo la luce riflessa della presenza di Dio nella storia umana.

   Bastano questi tre elementi, oltre a quello di essere suo conterraneo, a specificare, brevemente, il mio sodalizio spirituale  con il Frate di Pietrelcina. Un uomo nato in un angolo semplice e tranquillo del Sannio, cresciuto e maturato tra le verdeggianti e variegate colline situate ad est di Benevento.

NELLA CATTEDRALE DI BENEVENTO

   Il 10 agosto 1910, Padre Pio riceve l'ordinazione sacerdotale nel sacelloPadre Pio ordinato sacerdote - Duomo di Benevento: opera di Giuseppe Di Marzo dei canonici, a fianco al presbiterio, nella cattedrale di Benevento. Una funzione semplice, raccolta, celebrata da mons. Schinosi, arcivescovo titolare di Marcianopoli. Un evento che sfugge ai più, proprio nello stile dell'ineffabile Dio incarnato nella semplicità di un villaggio di Galilea.   

   Eppure l'Evento che si realizza nella cattedrale di Benevento focalizza tutta la scelta oblativa del Frate di Pietrelcina. Un fatto che resta chiuso nel suo cuore e che è accompagnato solo dal suo silenzio. Un silenzio che copre  l'esplosione dei suoi sentimenti, come avremo modo di leggere salla sua lettera scritta al direttore spirituale, padre Benedetto da San Marco in Lamis.

NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI PIETRELCINA

   Quattro giorni dopo la sua ordinazione sacerdotale, il giovane Padre Pio celebra, tra le mura amiche della chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli in Pietrelcina, la sua prima Messa.

   Il suo sguardo volteggia tra il tabernacolo e l'immagine scultorea della sua protettrice, la Madonna della Libera, protettrice di Pietrelcina.  “A Madonnella nostra”, come la chiamerà sempre, per tutta la sua vuta.

   A questa solenne celebrazione è presente il suo mentore, il carissimo padre Agostino da san Marco in Lamis, il quale, durante il discorso d’occasione, ed elogiando il novello sacerdote, profeticamente padre Agostino gli augura di essere un grande confessore.

   Dopo la celebrazione, non mancano i relativi contorni culinari, come raffaioli, biscotti, etc.., innaffiati del vino genuino dei colli del Sannio. 

   Stavolta, però, è la stessa mamma di Padre  Pio, Peppa, a preparare la grande festa, mentre il marito Grazio, in America, festeggia l’avvenimento con gli amici emigrati.

   Per questo giorno memorabile Padre  Pio scrive il suo pensiero ricordo. Una sintesi perfetta di ciò che sarà la sua missione sacerdotale nel mondo e per il mondo: “O Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo, in un mistero di amore, con Te io sia pel mondo, Via, Verità e Vita. E per Te Sacerdote Santo, Vittima Perfetta. Padre  Pio Cappuccino”.

   Quali sono i sentimenti del novello sacerdote?  Lo possiamo arguire dalla lettera che scrive, il 17 agosto, al suo direttore spirituale Padre Benedetto da San Marco in Lamis:  “Mio carissimo padre, per vari giorni sono stato un po’ male; forse la causa principale di ciò è stata la troppa commozione a cui lo spirito in questi giorni è andato soggetto. Il mio cuore è traboccante di gioia e si sente sempre più forte ad incontrare qualunque afflizione, qualora si tratta di piacere a Gesù...”.

    Che cosa ci lascia in eredità questo centenario del sacerdozio di Padre Pio? Un indicazione, una via Maestra autenticata dagli stessi Doni di Dio vissuti umilmente per tutta la sua vita, a cominciare da quelli più visibili all'occhio dei fedeli: quelle stigmate che appariranno tra poco (Anche in questo caso celebreremo un centenario) alla contrada di Piana Romana, qualche chilometro dopo Pietrelcina.
   E allora possiamo dire che Padre Pio ci affida, in eredità, il suo pensiero e la sua scelta per Dio, la sua completa immolazione per l'Amato, ma anche una virtù straordinaria che è sfuggita a molti: la sua castità, quella del cuore prima e del corpo poi, il suo candore, la completa dedizione della sua anima alla causa del Figlio di Dio crocifisso. In questo, Padre Pio è e rimane insuperabile esempio di amore immolato e crocifisso.

 

Pietrelcina 

   Situata a 300 metri circa sul livello del mare, Pietrelcina è una gradevole e ridente cittadina posta a una dozzina di chilometri da Benevento. Sorge su una terrazza circondata da un paesaggio formato da basse colline e disegnato da rivoli che lentamente scendono verso la valle del Tammaro. La campagna è dolcemente ondulata e variegata da coltivazioni di grano, tabacco, carciofi, ed arricchita dalle ombrose fronde degli Ulivi, degli Olmi, delle Viti e delle Querce.
   Il nucleo originario del paese è situato su uno sperone di roccia calcarea, quello che i Pietrelcinesi ed i biografi di Padre Pio chiamano “La Morgia”. Su questa roccia dura, sorge il rione “Castello”, il cuore antico di Pietrelcina. E’ il luogo che ha ascoltato i vagiti, ha visto crescere e correre per le piccole corti ed i vicoletti stretti, uno dei più grandi figli della Terra del Sannio: Francesco Forgione, conosciuto in tutto il mondo come Padre Pio da Pietrelcina.
   

   “La prima aria, il primo soffio, il primo anelito, il primo latte l’ha presi a Pietrelcina. E questo non glielo toglierà mai nessuno. Questo avviene come per il Signore: beata tu, o Betlem, che hai visto nascere il Messia promesso. Perché deve essere beata Betlem? Perché Gesù ha respirato le prime molecole d’aria a Betlem. Perché beata tu, o Pietrelcina? Perché Padre Pio, questo che un giorno sarà, com’è, uno dei più grandi santi della chiesa, ha respirato la prima aria, il primo ossigeno, il primo azoto, il primo latte, il primo sorriso, la prima luce, il primo canto di uccelli qui a Pietrelcina. I suoi piedi hai primi sassi. I suoi occhi hanno raccolto queste immagini come prime immagini.
Sei una città santa" 

           Enrico Medi (scienziato e figlio spirituale di  Padre Pio)

“Il nostro paese, che tanto ci deve stare a cuore, riceverà dal cielo le più elette benedizioni, se continuerà fervorosamente la bell’opera incominciata”.
“Salutatemi tutta Pietrelcina, che tengo tutta chiusa nel mio cuore. Le benedizioni del Signore scendano larghe e copiose su tutti e tutti si rendano degni delle odierne ed eterne promesse”.
                                                                                        

“Tutto è avvenuto a Pietrelcina”

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Questo sito è stato pubblicato per la prima volta  il 20 giugno 2003


Aggiornato al  1 agosto 2010