E proprio in questi anni della seconda grande
"Prova" avviene una guarigione miracolosa, unanimemente riconosciuta come tale
in quanto uno dei testimoni del prodigio è Karol Wojtyla, il futuro Papa Giovanni Paolo
II.
Siamo nel novembre del 1962. Karol Wojtyla,
vicario capitolare di Cracovia, mentre partecipa alla prima sessione del Concilio Vaticano
II, viene a sapere che una delle sue collaboratrici, Wanda Poltawska, è gravemente
ammalata di un cancro alla gola e deve affrontare un intervento chirurgico pressoché
inutile.
Wojtyla aveva conosciuto Padre Pio a S.Giovanni
Rotondo nel lontano 1947, ed era rimasto colpito da quest'anima di Dio, tutta preghiera e
sofferenza, che gli aveva predetto, davanti ad Enrico Medi, la sua nomina a Sommo
Pontefice.
Si rivolge quindi a Padre Pio scrivendogli una
lettera in latino il 17 novembre 1962. Chiedendo di pregare per la Poltawska, Karol
Wojtyla scrive che "Si tratta di una donna di quarant'anni, madre di quattro figli
che, durante la guerra, è stata per quattro anni in campo di concentramento in Germania.
Oggi la sua vita è in pericolo a causa di un cancro".
"A quello non posso dire di no", dice
padre Pio ad Angelo Battisti, latore della missiva.
Dieci giorni dopo viene recapitata una seconda
lettera a S.Giovanni Rotondo. Il mittente è sempre lo stesso Karol Wojtyla:
"Venerabile Padre, la donna abitante a Cracovia in Polonia, madre di quattro bambini,
ha ricuperato all'improvviso la salute il 21 novembre, prima dell'intervento chirurgico.
Deo Gratias. E la ringrazio, Venerabile Padre, a nome della donna, del marito e di tutta
la famiglia.
In Cristo, Karol Wojtyla, vicario capitolare di
Cracovia. Roma 28 novembre 1962.
Il giorno prima dell'operazione, Wanda Poltawska
si era ritrovata istantaneamente guarita, tra la meraviglia dei medici che non seppero
dare una risposta razionale all'immediata guarigione (Cfr. Yves Chiron, Padre Pio, una
strada di misericordia, Ed. Paoline, pag. 317 ss.).
E se i progetti degli uomini sembrano, a volte,
dare un determinato corso al destino degli altri, il "Dito" della Presenza di
Dio, molte volte, corregge e rettifica ciò che certuni, magari, non avrebbero desiderato,
indirizzandolo laddove Egli vuole.
La guarigione di Wanda Poltawska, con la
testimonianza diretta di chi l'ha chiesta, l'attuale Pontefice Giovanni Paolo II, è uno
di quei Segni con i quali il Signore della Storia ha voluto autenticare con straordinaria
evidenza la Santità di Padre Pio da Pietrelcina.
Le sofferenze di Padre Pio, le continue
incomprensioni, i limiti imposti al suo ministero sacerdotale, non intaccano minimamente
la sua missione di sacerdote orante sull'altare e fedele al ministero della confessione.
Con l'inizio del Concilio Vaticano II°,
specialmente nell'ottobre del 1962, moltissimi vescovi e cardinali accorrono sul Gargano
per toccare con mano la straordinaria esperienza mistica e l'eroismo sacerdotale del frate
stigmatizzato. Giuseppe Slipyi, Antonio Bacci, Giacomo Lercaro, Giacomo Luigi Copelo sono
solo alcuni dei cardinali e vescovi che, approfittando di qualche pausa dei lavori
conciliari, si recano a visitare il frate di Pietrelcina. Con loro tantissimi vescovi e
Padri Conciliari venuti da ogni parte del mondo.
Padre Pio va perdendo, giorgno dopo giorno, le sue
non comuni energie, logorato nel fisico ed estenuato da sofferenze morali, particolarmente
dalla recente visita apostolica di mons. Maccari (Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da
Pietrelcina, Edizioni omonime, pag. 439).