PADRE PIO A SANT'ELIA A PIANISI

La Chiesa dei cappuccini a Sant'Elia a Pianisi

La Chiesa dei frati cappuccini a Sant'Elia a Pianisi.

   Il 25 gennaio 1904 fra Pio lascia Morcone per trasferirsi nel convento Molisano di Sant'Elia a Pianisi. Qui continua gli studi intrapresi: il quarto ed il quinto anno di ginnasio.

   

Scorcio di Sant'Elia a Pianisi dallo spazio antistante la Chiesa conventuale

Scorcio di Sant'Elia a Pianisi dallo spazio antistante la Chiesa conventuale.

Sin da quando ha conosciuto fra Camillo da Sant'Elia a Pianisi, Padre Pio ha nutrito un sentimento di affetto verso questa cittadina del Molise poco distante dal lago di Occhito.

   
Il fuoco comune Il fuoco comune. 

Davanti a questo grande camino i frati si riscaldavano. Anche questo luogo conserva inalterato il fascino di una presenza:

quella di un giovane di Pietrelcina che nello studio e nella preghiera si prepara lentamente a divenire Frate cappuccino e sacerdote.

   
Il refettorio Il refettorio.

E' il luogo dove i frati cappuccini vivono i momenti dell'Agape fraterna. 

Anche fra Pio da Pietrelcina ha potuto assaporare, tra queste mura, la gioia della genuina cucina Molisana.

   
L'orto L'orto del convento

Tra questi alberi il giovane fra Pio passeggiava e pregava, con la corona del rosario in mano, e lo sguardo al cielo

 

   
Il chiostro Il chiostro del convento cappuccino di Sant'Elia a Pianisi. 

Quante volte il giovane fra Pio da Pietrelcina ha passeggiato in questi corridoi con la corona del rosario in mano!.

   
Il Coro Il Coro

E' uno dei luoghi privilegiati della vita religiosa dei frati cappuccini.

Qui la comunità è in preghiera nella recita della Liturgia delle ore. 

Il Coro è anche il luogo sacro, posto proprio di fronte all'altare centrale, dove ogni cappuccino può raccogliersi in preghiera guardando il tabernacolo

Questo è il sito prediletto del giovane fra Pio da Pietrelcina. 

 

   

   "Mentre mi trovavo in coro con fra Anastasio  erano circa le ore 23….quando mi trovai lontano in una casa signorile, dove il padre moriva, mentre una bambina nasceva. 

   Mi apparve allora Maria santissima che mi disse: «Affido a te questa creatura; è una pietra preziosa allo stato grezzo, lavorala, levigala, rendila il più lucente possibile, perché un giorno voglio adornarmene…».

   "Come sarà possibile, se io sono ancora un povero chierico e non so se avrò la fortuna e la gioia di essere sacerdote? Ed anche se sarò sacerdote, come potrò pensare a questa bimba, essendo io molto lontano da qui?".

   La Madonna soggiunse: «Non dubitare, sarà lei che verrà da te, ma prima la incontrerai in San Pietro…». Dopo di ciò mi sono ritrovato nuovamente in coro".  

   

Per la prima volta Fra Pio da Pietrelcina sperimenta il fenomeno della bilocazione, la contemporanea presenza in due posti diversi. Accade qui, nel coro di Sant'Elia a Pianisi, la sera del 18 gennaio 1905. 
   
Ingresso della cella di fra Pio L'ingresso della cameretta di Padre Pio.

Sulla sinistra campeggia una bellissima foto scattata in epoca successiva. 

 

   
La cameretta di fra Pio Uno scorcio della cameretta di Fra Pio da Pietrelcina.

Già qui, a Sant'Elia a Pianisi, fra Pio viene  sottoposto ad un'oculata visita medica, a causa delle sue cagionevoli condizioni di salute.  

   

la finestra della cella di fra Pio

La finestra della cameretta di fra Pio.

 

     "Mi trovavo a S. Elia a Pianisi nel periodo di studio della filosofia. La mia cella era la penultima del corridoio, che gira dietro la chiesa, all'altezza della nicchia dell'Immacolata, che domina il prospetto dell'altare maggiore.

   Una notte d'estate, dopo la recita del mattutino, avevo la finestra e l'uscio aperto per il gran caldo, quando sentii dei rumori provenire dalla cella vicina. Che cosa farà a quest'ora fra Anastasio? - mi domandai - Pensando che vegliasse in orazione, mi misi a recitare il santo Rosario. C'era infatti fra noi due una sfida a chi pregasse di più ed io non volevo rimanere indietro.

   Continuando però questi rumori più insistenti, volli chiamare il confratello. Si sentiva intanto un forte odore di zolfo. Mi spinsi dalla finestra per chiamare: le due finestre - la mia e quella di fra Anastasio - erano così riavvicinate che ci si poteva scambiare i libri od altro allungando la mano. «Fra Anastasio, fra Anastasio», cercai di chiamare senza alzare troppo la voce.

   Non ottenendo risposta mi ritirai, ma con terrore dalla porta vidi entrare un grosso cane, dalla cui bocca usciva tanto fumo. Caddi riverso sul letto e udii che diceva: è iss, è isso (è lui, è lui, n.d.a.). Mentre ero in quella positura, vidi l'animalaccio spiccare un salto sul davanzale della finestra, da qui lanciarsi sul tetto di fronte, per poi sparire"(A. DA RIPABOTTONI, Padre Pio da Pietrelcina, "Il Cireneo di tutti", Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, S.Giovanni Rotondo, p. 36)".

 

Il fatto che si racconta, è accaduto nell'estate del 1905, alcuni mesi dopo la vicenda della bilocazione. 

A raccontarlo è sempre  Padre Pio

   
Esterno del convento Esterno del convento di Sant'Elia a Pianisi.

Tra queste mura hanno vissuto due santi: Padre Raffaele da Sant'Elia a Pianisi e Padre Pio da Pietrelcina.

   

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FOTO  E TESTI DI Donato Calabrese