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Padre Pio da Pietrelcina Sacerdote e Maestro di spiritualità La preghiera e l'amore alla Chiesa "Siate costanti e perseveranti" "Gesù ti riempia il cuore di tutto sé stesso"
Al CENACOLO EUCARISTICO MARIANO
Il Duomo di Benevento dove Padre Pio è stato ordinato sacerdote la Porta di Bronzo della Cattedrale di Benevento
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Padre Pio da PietrelcinaPer conoscere Padre Pio bisogna conoscere Pietrelcina. Nell'incantevole cittadina della provincia di Benevento egli ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza, dal 1887, anno in cui è nato, al 1903, quando è partito per il convento. Poi, tornato nel maggio del 1909, vi è rimasto, tranne che per brevi periodi che lo hanno visto alle prese con gli impegni militari, fino al 17 febbraio del 1916, allorché è cominciata la sua missione verso il Gargano.
Anni 1914-1916: Padre Pio a Pietrelcina Padre Pio nel Suo Epistolario Avrete compreso che, come il Santo di Assisi san Francesco, Padre Pio da Pietrelcina si riveli via via come l’immagine più fedele del Figlio di Dio crocifisso. Icona crìstica di dolore e di amore, segno della più alta e sublime koinonia con il Figlio di Dio... Donato Calabrese Il 26 dicembre Padre Pio risponde a Raffaelina Cerase, la sua figlia spirituale che è immobilizzata a letto a causa di una malattia cronica. Di questa missiva che, come al solito è molto lunga, vi proponiamo un breve passaggio significativo dell’inestimabile valore della sofferenza, e quindi di coloro che soffrono, nel Piano di Dio e quindi nell’economia della salvezza. “O Raffaelina, rammentiamoci che la sorte delle anime elette è il patire; è la sofferenza sopportata cristianamente condizione a cui Dio, autore d’ogni grazia e di ogni dono conducente a salute, ha stabilito di darci la gloria. In alto adunque i cuori, pieni di fiducia in Dio solo; umiliamoci sotto la potente sua mano[1], accettiamo di buon Viso le tribolazioni a cui la pietà del Padre celeste ci sottomette, affinché egli ci esalti nel tempo della visita. Ogni nostra sollecitudine sia questa: «Amare Dio ed a lui piacere», nulla curandoci di tutto il resto, sapendo che Iddio avrà cura sempre di noi, più che si possa dire o immaginare. Se vuoi leggere l'articolo completo VAI ALLA PAGINA
Quella di Padre Pio a Pietrelcina è una presenza che riscalda i cuori, prima ancora di tonificare le anime. Un profumo di santità che invade dolcemente il visitatore distratto, e ancora di più l’anima che cerca Dio. Una natura che sembra dormire… Pietrelcina e Piana Romana sanno offrire, al viaggiatore ed all’anima inquieta in cerca di ristoro, quella pace che non è solo una virtù intrinseca della sua gente, quanto, più, appare come dilatata e spiritualizzata da quella presenza viva e profumata che ha santificato ancora di più questo angolo di paradiso immerso nel cuore del meridione d’Italia. Donato Calabrese “Un sapore di terra bagnata ti fermi e poi, guardi il cielo stellato e non puoi andare a dormire. C’è nell’aria una pace profonda e vuoi stare con te, questo cuore che batte lo senti ascolta: ti parla”. Ho sempre amato molto questo bellissimo canto di Giosy Cento. Fa parte del CD “C’è ancora mare”, da lui realizzato per il Centro Volontari della Sofferenza, un movimento pilota della valorizzazione cristiana del dolore e della disabilità. Eppure, non lo so, posso anche sbagliarmi, ma in queste parole del famoso cantautore di Dio e sacerdote Giosy Cento, mi sono sempre identificato, andando con lo sguardo e, soprattutto, con il cuore, ai tanti corsi di esercizi spirituali vissuti nella pace e nella suggestione del santuario di Valleluogo, ad Ariano Irpino. Tuttora le parole di don Giosy sembrano svegliare, almeno in me, l’animo giovane ed entusiastico di una creatura che attraverso la semplicità dei piccoli segni, presenti abbondantemente in natura, riesce a percepire la Bellezza e l’amore di quel Creatore che è, pur sempre, un “Dio nascosto”. Ma non è così. Dio ci parla in tutto, e tutto ci parla di Dio. E come l’esperienza ciclica degli esercizi spirituali mi poneva in condizione di riassaporare il Dio nascosto attraverso la contemplazione del creato, ancora oggi, è possibile, almeno per me, evadere dalla routine stressante dei miei doveri quotidiani, per respirare, come allora nella magnifica oasi spirituale di Valleluogo, quel Dio nascosto allo sguardo, ma pur sempre presente nel mondo che mi circonda. Anche in questo mese di gennaio, in cui pare proprio che la vita naturale sia immersa nel sonno del freddo che paralizza ogni attività, è possibile cogliere la Bellezza di Dio per mezzo delle cose più semplici ed umili, come la terra bagnata dei campi, i sentieri agresti coperti dalle foglie avvizzite, la pace profonda che emanano le contrade rurali delle nostre città, il cielo stellato che si può mirare nelle fredde serate invernali. Pietrelcina e Piana Romana sanno offrire, al viaggiatore ed all’anima inquieta in cerca di ristoro, la pace che non è solo una virtù intrinseca della sua gente, ma è dilatata e spiritualizzata da quella presenza viva e profumata che ha santificato ancora di più questo angolo di paradiso immerso nel cuore del meridione d’Italia. Si, è vero, Padre Pio da Pietrelcina non è solo un santo, o un’anima mistica, il cui itinerario terreno si è innestato nella vita di questo Borgo antico, quanto semplice e genuino della sua gente Sannita. Continua al Sito di Pietrelcina
Donato Calabrese, appassionato studioso di spiritualità cristiana e conterraneo di Padre Pio, rivela, in un suo libro, gli anni sconosciuti vissuti da Padre Pio a Pietrelcina, dal 1909 al 1916.
PADRE PIO, SETTE ANNI DI MISTERO A PIETRELCINA
“Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha confidato l’autore – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più significativo dell'intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana”. Donato Calabrese
Grazie al libro di Donato Calabrese: Padre Pio, sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline Editoriale Libri di Milano, i fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere, finalmente, uno dei tempi meno noti, ma più densi di significato, della vita del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Il periodo è racchiuso nei sette anni trascorsi a Pietrelcina dal 1909 al 1916, durante i quali Padre Pio ha vissuto un’esistenza nascosta ma feconda, semplice e ordinaria, ma anche contrassegnata da molte sofferenze fisiche, morali e spirituali, oltre che intessuta da singolari doni mistici, in alcuni dei quali non sono mancati quei Segni di credibilità che dimostrano, ancora oggi, l’autenticità di tali fenomeni. Pochi uomini hanno catalizzato tanta attenzione, come Padre Pio. Si può dire che le cose straordinarie, avvenute in Lui ed attorno a Lui, nonché l’influsso esercitato sulle grandi masse di fedeli che lo hanno seguito da vicino e finanche dalle più località più remote del pianeta, hanno radunato attorno a lui una “clientela mondiale”, come ebbe a dire Papa Paolo VI. Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare la sua missione sul Gargano, lasciando, purtroppo, inesplorato un tempo ben definito, eppure importante, del suo divenire umano, religioso e mistico. E’ il periodo di sette anni, trascorsi a Pietrelcina dal 1909 fino al 17 febbraio 1916, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda e mistica della vita di Padre Pio. A tale periodo storico è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale. Conterraneo e devoto di Padre Pio, avendolo incontrato più volte da giovane, Calabrese ha preso in considerazione tutto l’itinerario personale, spirituale e mistico percorso dall’allora giovane Frate cappuccino nella sua città natale, studiando con particolare attenzione, questi sette anni trascorsi, a Pietrelcina dal 1909 al 1916, in continua tensione tra la volontà dei superiori che lo invitavano a tornare alla fraternità cappuccina e la misteriosa malattia che lo teneva inchiodato nel borgo natale.
Sorgerà a San Giovanni Rotondo per iniziativa di Elia Stelluto UN GRANDE PROGETTO IN ONORE DI PADRE PIO
Chi non conosce Elia Stelluto? E' il fotografo di Padre Pio. Le migliaia di fotografie da lui scattate costituiscono quasi un Quinto Vangelo della conoscenza mediatica del Frate di Pietrelcina. Ma per conoscere meglio Elia, attraverso un episodio conosciuto per una delle foto più belle del nostro Santo, cliccate qui sotto:
SACRARIO ALLA PACE E FRATELLANZA TRA I
POPOLI
Tra breve San Giovanni
Rotondo sarà al centro di un evento unico e straordinario che farà il
giro del mondo, perché il nostro Paese si arricchirà di un'opera
monumentale, degna di annoverarsi tra le meraviglie del mondo. Dunque,
non poteva mancare questo giusto e meritato evento the glorificasse la
figura timbrica iconica e planetaria del nostro amatissimo Santo Padre
Pio.
Per
contribuire a quest'Opera gigantesca in onore di Padre Pio:
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO
CORRENTE BANCARIO:10/042139
BANCA
DI CREDITO COOPERATIVO DI SAN GIOVANNI ROTONDO IBAN: IT 04 H
0881078590 000010042139
CODICE
PER VERSAMENTI DALL'ESTERO: ICRAITRRMI0
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO
CORRENTE POSTALE: 95486445
IBAN: IT 09 T 07601 15700 000095486445
Chi non conosce Elia Stelluto? E' il fotografo di Padre Pio. Le migliaia di fotografie da lui scattate costituiscono quasi un Quinto Vangelo della conoscenza mediatica del Frate di Pietrelcina. Ma per conoscere meglio Elia, attraverso un episodio conosciuto per una delle foto più belle del nostro Santo, cliccate qui sotto: ELIA STELLUTO CI PARLA DI PADRE PIO Per contattare direttamente Elia Stelluto, Presidente del Comitato Erigendo Monumento San Pio da Pietrelcina tel. 333-3489666.
E’ la via del Rosario, e congiunge l’abitato antico del Castello, a Pietrelcina, con la zona rurale di piana Romana. IL QUIETO SENTIERO DI VIA DEL ROSARIO Ogni mattina, dopo la consueta celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di santa Maria degli Angeli, o in quella di Sant’Anna al Castello, Padre Pio si avviava per piana Romana, scendendo le rampe di scale che menano, ancora oggi, verso l’antico rione Pantaniello, e proseguendo verso il fondo alla valle, per cominciare a percorrere la dolce salita del sentiero di campagna.
Donato Calabrese E’ una stradina di campagna lunga e sinuosa, semplice e naturale, autentica e riposante; sconosciuta ai più, ma molto cara a tutti coloro che sanno cogliere l’arcano mistero di Dio attraverso i segni più piccoli, umili e semplici offerti dalla natura. E’ l’unica vera, genuina, via Crucis percorsa da Padre Pio. E’ la via del Rosario, e congiunge l’abitato antico del Castello, a Pietrelcina, con la zona rurale di piana Romana. E’ chiamata via del Rosario perché percorsa più volte al giorno da Padre Pio. Dalla sua infanzia ed adolescenza, fino alla partenza per il convento di Morcone. E poi, dal 1909 al 1916, nell’età aurea della sua piena conformazione al mirabile modello Divino: Cristo crocifisso. Il tempo forte della sua dimensione mistica. Ed il sentiero per Piana Romana doveva assomigliare veramente al Calvario, se il giovane sacerdote di Pietrelcina lo percorreva perlomeno due volte al giorno, andando e tornando da piana Romana, non solo per il fatto che la famiglia era al lavoro a piana Roman, ma anche perché il dott. Andrea Cardone di Pietrelcina, medico di famiglia, gli consigliava di respirare aria buona nel piccolo podere di famiglia, su in collina. Con il venticello fresco che spirava d’estate, Piana Romana era il luogo ideale per dare sollievo ai suoi polmoni malati.
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Confidenzialmente da Donato Calabrese LIBRI DEDICATI A PADRE PIO ED A PIETRELCINA LA PAGINA PERSONALE DI DONATO CALABRESE Guida turistico religiosa per Pietrelcina
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