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PONI LA TUA FIRMA SUL LIBRO DEGLI OSPITI


VAI ALLA VITA DI PADRE PIO 


Padre Pio da Pietrelcina

Fra Pio


Sacerdote e vittima


Pietrelcina novella Betlemme


Le Stigmate 


La partenza per Foggia


S.Giovanni Rotondo


I Monili dello Sposo


Arrivano i medici


Il ritorno alla normalità


Cleonice Morcaldi


Mary Pyle, l'Americana


Sacerdote e Maestro di spiritualità


Miracoli strepitosi


La profonda umanità


Alcune Storielle 


Padre Pio e la Madonna


Arriva la Madonna di Fatima


La Tenerezza del Padre


La preghiera e l'amore alla Chiesa


Sulla vetta del Calvario


"Siate costanti e perseveranti"


"Gesù ti riempia il cuore di tutto sé stesso"


Bibliografia


Pietrelcina e Padre Pio


Vai al sito di Gesù Cristo

Gesù Cristo


Maria Santissima

Madre di Gesù e Madre nostra



Per Te

Giovane

"Vieni con noi!"

Al CENACOLO EUCARISTICO MARIANO

 


 Il Duomo di Benevento

Il Duomo di Benevento dove Padre Pio è stato ordinato sacerdote


La Porta di Bronzo del Duomo di Benevento

La Janua Major

la Porta di Bronzo della Cattedrale di Benevento


  

Padre Pio da Pietrelcina

 Per conoscere Padre Pio bisogna conoscere Pietrelcina. Nell'incantevole cittadina della provincia di Benevento egli ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza, dal 1887, anno in cui è nato, al 1903, quando è partito per il convento. Poi, tornato nel maggio del 1909, vi è rimasto, tranne che per brevi periodi che lo hanno visto alle prese con gli impegni militari, fino al 17 febbraio del 1916, allorché è cominciata la sua missione verso il Gargano.

La Cappella di Piana Romana: custodisce l'olmo delle stigmtate

   A distanza di pochi giorni dall’annuncio della visita di Papa Francesco a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo, la RAI dedica uno speciale a Padre Pio, creando dubbi e perplessità sulla sua stigmatizzazione

 

LA RAI STECCA ANCORA UNA VOLTA SU

PADRE PIO

 

     Le didascalie apparse sullo schermo sono dovute a ignoranza o malafede nei confronti di Padre Pio? Spero che sia ignoranza, perché se fosse malafede, oserei pensare che al di là delle intenzioni ci sia qualcosa di cui non ardisco sospettare l”influenza. Solo la non conoscenza storica dei fatti può permettere alla RAI di pubblicare didascalie come questa: “Gemelli: «Ferite su Padre Pio? Fasulle»”, o quest'altra: “Il medico Gemelli sulle stigmate di Padre Pio: un bluff”.  Ma la verità è un’altra, e lo dimostriamo ora, con questo articolo.

 

Donato Calabrese     

      A distanza di pochi giorni dall’annuncio della visita di Papa Francesco a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, la RAI dedica uno speciale a Padre Pio nel quale sono sollevati non pochi dubbi e perplessità sull’autenticità delle stigmate.

     La cosa, a dir la verità, non mi lascia del tutto sorpreso, tenendo ben presenti, nei miei ricordi, esperienze passate nelle quali la RAI ha sempre mostrato una pessima gestione comunicativa del Santo di Pietrelcina.

    Mi fermo solo a sottolineare alcune inesattezze, facendo riferimento solo alla prima parte del programma, perché poi ho preferito spegnere il televisore.

   Le didascalie apparse sullo schermo sono dovute a ignoranza o malafede nei confronti di Padre Pio? Spero che sia ignoranza, perché se fosse malafede, oserei pensare che al di là delle intenzioni ci sia qualcosa di cui non ardisco sospettare l”influenza. Solo la non conoscenza storica dei fatti può permettere alla RAI di pubblicare didascalie come questa: “Gemelli: «Ferite su Padre Pio? Fasulle»”, o quest'altra: “Il medico Gemelli sulle stigmate di Padre Pio: un bluff”.  Ma la verità è un’altra, e lo dimostriamo ora, con questo articolo.

   Non mi soffermo su quanto detto da alcuni ospiti in studio, preferendo portare l’attenzione sulle didascalie inserite ripetutamente sullo schermo, e che personalmente considero molto più efficaci degli stessi interventi in studio, considerata anche la mia personale esperienza nella comunicazione televisiva.  Pubblicare ripetutamente queste frasi di Gemelli, come se fossero veritiere, può far pensare davvero che ci sia un tentativo di screditare Padre Pio e la sua santità, come riportava un'altra delle didascalie: "I tentativi per screditare il Frate di Pietrelcina. Ma di chi sono questi tentativi: della RAI o di qualche altro? E perché si è tirato fuori dalla memoria un personaggio come Gemelli le cui vicende con Padre Pio appartengono ormai al passato storico?

   Storicamente parlando, padre Gemelli non avrebbe mai potuto pronunciarsi sull'autenticità delle stigmate di Padre Pio perché non le ha mai potuto esaminare, neanche alla lontana.  Riporto, a tale proposito, un breve passaggio ripreso dal mio libro Padre Pio, Io sono un mistero a me stesso, dove parlo proprio in riguardo all’incontro tra Gemelli e Padre Pio. Dopo aver chiesto invano al ministro provinciale dei cappuccini un’autorizzazione per esaminare le misteriose lesioni del Frate di Pietrelcina, Gemelli prova una scorciatoia, dicendo che vuole andare a San Giovanni Rotondo “solo per fini privati e spirituali”.

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La mattina del 17 marzo 2018

 

 PAPA FRANCESCO A PIETRELCINA

 

 

 

   Lo ha comunicato il portavoce vaticano Greg Burke,  annunciando la visita pastorale di Papa Francesco in occasione del centenario dell’apparizione delle stimmate e nel cinquantesimo della morte di Padre Pio.
   Il Santo Padre ha comunicato all’Arcivescovo di Benevento Felice Accrocca che visiterà due luoghi cari a San Pio da Pietrelcina in occasione di particolari anniversari. Sarà infatti a Pietrelcina sabato 17 marzo 2018 per poi recarsi a San Giovanni Rotondo.


   Secondo il programma trasmesso dalla Prefettura della Casa Pontificia, alle 7 del 17 marzo papa Francesco decollerà dall’eliporto del Vaticano per atterrare circa un’ora dopo, alle 8, nel parcheggio di Piana Romana a Pietrelcina.

  La Cappella che custodisce l'Olmo sotto il quale Padre Pio venne stigmatizzato da Gesù il 7 settembre 1910 Dopo una breve sosta di preghiera nella cappella delle stimmate, si recherà sul piazzale della chiesa per l’incontro con tutti i fedeli. Al saluto dell’Arcivescovo Accrocca, seguirà il discorso del Pontefice, che poi saluterà la comunità dei Frati Minori Cappuccini e una rappresentanza della comunità parrocchiale. Alle ore 9 è previsto il decollo da Piana Romana alla volta di San Giovanni Rotondo, da dove il Papa ripartirà poi – alle ore – 12.45 – alla volta di Roma. 

   Nel comunicare la notizia in conferenza stampa, alla presenza del Guardiano di Pietrelcina fr. Fortunato Grottola, e del Sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone,  l’Arcivescovo di Benevento ha tenuto a sottolineare che “la nostra Chiesa locale non poteva ricevere dono più bello dal Signore in occasione del Santo Natale: Pietrelcina, in modo particolare, e tutta la Chiesa beneventana gioiscono per la visita del successore dell’Apostolo Pietro.

 

Il borgo natale, con le sue casette di pietra bianca, le rampe ripide e tortuose, le piccole scalinate, la roccia che spunta un po' dovunque nei vicoli e nelle corti, i volti scavati dalla fatica, del popolo di Pietrelcina, e lo scenario dolce e rigoglioso della sua campagna, raffigurano, nel pensiero di Padre Pio, la cornice ideale di quel presepe spirituale idealizzato, già da bambino, nell'intimo della sua anima ed intravisto dall’alto del suo Spirito, sulle ali della fantasia. 

 

PADRE PIO E LA POESIA DEL NATALE

   “Accolga, il nascituro bambinello le mie povere e fiacche preghiere che a lui innalzerò con più viva fede in questi santi giorni per voi, per tutti i superiori, pel mondo intero! Piaccia ancora accogliere, questo celeste infante i miei desideri, che sono quelli di amarlo quanto ne è capace una creatura di amarlo qui in terra e vederlo del pari amato da tutti!”

 

Donato Calabrese

   Il tempo dell’infanzia e dell’adolescenza lascia nel cuore di ogni uomo un dolce bagaglio di memorie incancellabili che appartengono al nostalgico ricordo del passato che affiora impercettibilmente, ma dolcemente, per tutta l’esistenza umana. E se per ogni uomo l’età aurea riemerge ogni tanto nei ricordi, per chi ha avuto il privilegio di viverla tra il paese e la campagna di una serena e tranquilla terra del Sannio, riaffiora ancora più vivida e bella, anche cadenzata dai ritmi semplici e naturali delle stagioni e delle feste, tramandate lungo i secoli, dalla quella civiltà profondamente radicata nei valori morali e cristiani della nostra gente. È il caso di Padre Pio da Pietrelcina. L’uomo, prima che il santo; il ragazzo prima che il frate; l’esplosione vitale e lo stupore del pastorello di Piana Romana prima che il sacerdote. Il giovane e semplice contadino prima che l’ardito scalatore delle vette dello Spirito.

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 squarcio dell’infinito in Piana Romana di Pietrelcina

LA CAPPELLINA  DELLE STIGMATE

   Situata nel cuore verde di Piana  Romana a Pietrelcina, in provincia di Benevento, La cappella che custodisce l’olmo delle stigmate, a Piana Romana è, sicuramente, uno dei luoghi più importanti e significativi della vita di Padre Pio.

 

 Donato Calabrese

   Sono trascorsi 101 anni da quando Padre Pio ha lasciato definitivamente l’amata città natale. Il tempo è passato, ma la sua presenza non si cancella: Pietrelcina è tutta piena di lui. La cappella che custodisce l’olmo delle stigmate, a Piana Romana è, sicuramente, uno dei luoghi più importanti e significativi della sua vita.

   Fin dalla sua infanzia ed adolescenza, Padre Pio si è sempre sentito particolarmente attratto dal fresco ed ombreggiato olmo situato nel cuore del piccolo possedimento di famiglia, a Piana Romana. «Nella stagione estiva – raccontava Padre  Pio a padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi – stavo sempre in campagna a Piana Romana ed i miei, zii e cugini, mi costruirono una capanna o pagliaio ai piedi di quest’albero, anzi poggiata proprio all’albero. E’ là che io stavo notte e giorno al fresco, per respirare aria pura e salubre. In quella capanna, per me divenuta una vera chiesetta, io facevo tutte le pratiche di pietà, e le mie preghiere notte e giorno».

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A tutti voi, pellegrini e visitatori che venite a Pietrelcina...

   Per visitare, conoscere, ed amare veramente Padre Pio e i Luoghi che custodiscono i Suoi Ricordi soprannaturali a Pietrelcina e dintorni, non affidatevi all'improvvisazione ed alla superficialità, di Guide turistiche che sono estranee al territorio e al Sannio. Ci vuole ben altro per accompagnarvi alla scoperta dell'incommensurabile Mistero d'amore che avvolge San Pio qui, a Pietrelcina, vivendo la sua infanzia, l'adolescenza, la giovinezza, e i primi anni di ministero sacerdotale, immerso tra straordinarie esperienze mistiche e soprannaturali.

   In tal caso, non basta una semplice guida turistica, seppure patentata dalla Regione Campania. Occorre ben altro: una guida turistica e religiosa che abbia incontrato più volte Padre Pio, e gli abbia parlato personalmente. Una guida che è anche un Biografo, uno Storico del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Tale è Donato Calabrese

   Appassionato di mistica e spiritualità cristiana, oltre che Biografo e Storico di Padre Pio, avendolo anche incontrato personalmente varie volte nella sua vita, abbracciando la sua stessa spiritualità e mistica oblativa, per la sua specifica conoscenza della vita di Padre Pio, oltre che della sua spiritualità, Donato Calabrese ha un rapporto spirituale privilegiato con Lui.

   Donato Calabrese ha pubblicato vari libri su Padre Pio, portando alla luce il suo vero volto, l'autentica personalità, la straordinaria dimensione spirituale e mistica, studiando e vagliando le testimonianze più autorevoli e credibili sul Santo di Pietrelcina.

   Nei suoi libri, Donato Calabrese ha raccontato i miracoli e le meraviglie operate da Dio per mezzo dell'umile Frate di Pietrelcina, tratteggiando un quadro completo e fedele della realtà storica, religiosa, e sociale, nella quale ha vissuto uno dei Santi e delle anime mistiche più straordinarie della Cristianità. Per saperne di più cliccate QUI.

On line il nuovo video di TELEBENE, realizzato interamente a Pietrelcina

PADRE PIO

Gocce di Rugiada Divina

Vai a TELEBENE, la Televisione cristiana

   In occasione del centesimo anniversario del ritorno di Padre Pio alla vita conventuale cappuccina e nel giorno del suo battesimo, TELEBENE ha realizzato questo Video col quale offrire un florilegio di espressioni e parole pronunciate dal Santo di Pietrelcina nel periodo più intenso e vivo della sua dimensione mistica, che coincide coi primi anni del suo sacerdozio, trascorsi nella città natale di Pietrelcina.

   Queste gocce di rugiada divina, espressioni di una dimensione spirituale e mistica tra le più alte della Cristianità, aiutino, ogni credente, a vivere i momenti di difficoltà e di sofferenza connessi con l’essere parte di un mondo che crede di poter fare a meno di Dio e dei Sui Segni.

   Biografo e storico di Padre Pio, Donato Calabrese ha voluto dedicare, questo video, alla memoria della sua adorata mamma Immacolata Musco vedova Calabrese, grande devota di Padre Pio.

Concettina Musco Calabrese

 TELEBENE la Televisione spirituale

   Telebene è una televisione web cristiana impegnata da trent'anni, e senza l'aiuto di alcuno, nell'evangelizzazione e nella divulgazione della Santità di Padre Pio da Pietrelcina, avvalendosi della consulenza del suo ideatore, Donato Calabrese, che è anche storico di Padre Pio e studioso della sua spiritualità.

   Telebene è una televisione non istituzionale, ma profetica e umile, semplice e fresca come acqua di sorgente, povera e fedele allo stile unico e inconfondibile del grande Santo di Pietrelcina.

Su TELEBENE

i bELLISSIMI VIDEO SU PADRE PIO E SU PIETRELCINA

Su TELEBENE

  TELEBENE, la televisione web cristiana di Benevento

    Da tanti anni, e prima di tutte le televisioni, anche cattoliche, TELEBENE offre, ai telespettatori del web ed ai fedeli che si riconoscono nel discepolato cristiano di Padre Pio, documentari e video gratuiti, quasi tutti in HD, realizzati in puro spirito di gratuità e senza l'aiuto di nessuno. I video sono visibili anche su YOUTUBE

  Vai a TELEBENE

Ecco il vero volto di Padre Pio da Pietrelcina. Ce lo rivela Donato Calabrese, biografo del Santo e appassionato di spiritualità e di mistica cristiana

 IL MIO LIBRO: PADRE PIO

“Sono un Mistero a me stesso”

“Credo di essere partito da un’ispirazione, un desiderio profondo, di portare alla luce il vero volto, la dimensione spirituale e mistica, la purezza di cuore, e il candore di Padre Pio da Pietrelcina, recuperandone l’autentico  afflato spirituale, mistico, e oblativo, per porgerlo con tutta la variegata bellezza e ricchezza della sua anima e dei suoi carismi, a ogni uomo che cerca la verità di Dio rivelato in Gesù Cristo e presente “quasi in trasparenza” nelle cose straordinarie avvenute sul Gargano nei 52 anni ivi trascorsi da Padre Pio da Pietrelcina”.

Donato Calabrese

   Donato Calabrese, hai voluto scrivere questo lavoro (206 pagine) che è il seguito del precedente: Padre Pio Sette anni di mistero a Pietrelcina, edito dalle Paoline. Cosa può averti mosso a scrivere questo nuovo libro su Padre Pio da Pietrelcina?

    Credo di essere partito da un’ispirazione, nel senso che non potevo non notare, in tutti questi anni, quanto fosse stata deformata l’immagine di Padre Pio dai mezzi di comunicazione sociale. Si parla di lui sempre in modo sbagliato, perché Padre Pio fa sempre notizia, anche quando si dicono cose inesatte, e a volte ingiuste, sul suo conto. Quindi credo di essere partito da un’ispirazione, un desiderio profondo, di portare alla luce il vero volto, la dimensione spirituale e mistica, la purezza di cuore, e il candore di Padre Pio da Pietrelcina, recuperandone l’autentico  afflato spirituale, mistico, e oblativo, per porgerlo con tutta la variegata bellezza e ricchezza della sua anima e dei suoi carismi, a ogni uomo che cerca la verità di Dio rivelato in Gesù Cristo e presente “quasi in trasparenza” nelle cose straordinarie avvenute sul Gargano nei 52 anni ivi trascorsi da Padre Pio da Pietrelcina.

    -  Nella sua stesura definitiva, il libro appare formato da 206 pagine. Sono molte o sono poche per un personaggio come Padre Pio?

    La bozza originale superava le 480 pagine. Un po' troppe, anche se Padre Pio meritava molto di più. Allora ho pensato di offrire ai lettori unopera divulgativa, accessibile a tutti, perché ogni uomo di buona volontà possa scoprire la Presenza di Dio in un secolo buio, come quello trascorso. Quindi, ho cercato innanzitutto di far emergere l’autentico volto di Padre Pio, con la Sua genuina personalità umana, religiosa e mistica, non tralasciando un aspetto abbastanza trascurato nelle biografie, ma che appartiene tipicamente al suo carattere più autentico: le radici sannitiche e cristiane armoniosamente fuse in uno dei fiori più belli e profumati della creazione. Ho voluto prendere in esame colui che può essere considerato l’alpinista, o meglio ancora, il sestogradista delle grandi vette dell’ascesi e della mistica cristiana, il martire di Dio che all’abbondanza di doni divini ricevuti, ha risposto con il suo nudo patire e il nudo amare, l’Alter Christus trasverberato e stigmatizzato, e quindi l’anima riparatrice, l’uomo di Dio contrassegnato da una grande varietà di carismi che ha messo sempre disposizione delle anime, e appunto l’apostolo del confessionale. E poi, il taumaturgo per mezzo del quale Dio ha operato eventi sensazionali, grazie senza numero, e miracoli strepitosi sul Gargano e nel mondo.

    -  Hai parlato di martire di Dio. In che termini hai considerato le grandi prove vissute da Padre Pio negli anni venti e trenta, e poi ripetute nel decennio precedente la sua morte?

   -  Quelle che ho chiamato persecuzioni appartengono a due tempi molto importanti della vita di Padre Pio sul Gargano. Io sono un umile figlio della Chiesa Cattolica, ma non posso chiudere gli occhi davanti all'evidenza della verità storica. Per tutta la sua esistenza Padre Pio non ha sofferto solo vessazioni diaboliche, malattie e infermità, ma anche calunnie, percosse morali, e umiliazioni da parte di prelati, religiosi, e finanche qualche vescovo. Alcuni di essi operavano per conto di quelle istituzioni ecclesiali che lui tanto amava dicendo: “La Chiesa è Madre, anche quando percuote”. Quindi, per rispetto della verità storica bisogna dirle queste cose. Scorrendo i nomi di coloro che gli hanno fatto del male, il lettore non può non provare sorpresa, se non sconcerto, trattandosi di figure eminenti della Chiesa Cattolica del tempo in cui le vicende sono avvenute. È una storia che coinvolge in negativo vari sacerdoti, religiosi, e finanche vescovi. I primi furono padre Agostino Gemelli, il vescovo Pasquale Gagliardi, alcuni canonici regolari di San Giovanni Rotondo. E, dopo qualche decennio, il vescovo di Padova Girolamo Bortignon, don Umberto Terenzi di Roma, il Visitatore apostolico mons. Maccari, e tanti altri. Ma questi non sono i protagonisti assoluti degli attacchi che convergevano su Padre Pio. Senza esserne pienamente consapevoli e per vie diverse, sono stati assoggettati al protagonista assoluto di tutta la storia  terribile che rientra nel mistero del Frate stigmatizzato di Pietrelcina. Sembra anacronistico e fuori luogo ciò che sto per dire, ma in questi casi il protagonista assoluto di quelle che vanno considerate come persecuzioni è stato un altro: Satana. Occorre una fede semplice e robusta, corroborata da una visione teologica della Storia del secolo appena trascorso per comprendere che se da una parte le sofferenze inaudite di Padre Pio erano volute da Dio per renderlo in tutto simile al Cristo Crocifisso e quindi partecipe come protagonista di primo piano nel “supremo negozio” della redenzione umana, dall’altra parte Satana ha orchestrato un piano di estrema scaltrezza ed ingegnosità, servendosi persino di chi opera nel bene ed a fin di bene per cercare di abbattere questo sacerdote “Altro Cristo”. Era troppo pernicioso, per l’angelo ribelle, il ministero sacerdotale di Padre Pio. A San Giovanni Rotondo si è ripetuto per oltre cinquant'anni il terribile scontro tra il bene ed il male, avvenuto qualche secolo prima ad Ars, dove un umile e povero curato di campagna conduceva la sua efficientissima battaglia contro il male riconciliando con il Dio della misericordia frotte e frotte di peccatori che da tutta la Francia andavano da lui. Era San Giovanni Battista Maria Vianney, meglio conosciuto come il Santo Curato d'Ars. Un nemico implacabile di Satana e del male, e per questo continuamente vessato da lui. Proprio come avverrà qualche secolo dopo  con il Santo cappuccino di Pietrelcina. Satana scatenerà tutta la sua diabolica intelligenza contro di Lui, perché colpevole solo di essere un’umile e icàstico strumento dell’amore e della misericordia di Dio.  Ma tutto rientra nel mistero di Padre Pio. Lui fa esperienza nuda e cruda della terribile lotta tra bene e male, tra Dio e Satana, tra le attese nascenti di un popolo cristiano che in lui riscopre il mistero d’amore del Creatore che vuole dare al mondo un segno forte e tangibile della sua Presenza, e l’azione dello spirito del male nel secolo degli errori e degli orrori. E Padre Pio da Pietrelcina è stato proprio al centro di questo campo di battaglia tra Dio e il male, tra la luce e le tenebre, tra il Redentore e il tentatore dell’essere umano. Una lotta che ha visto Padre Pio protagonista assoluto, come gli aveva anticipato Cristo in visione, prima di partire, a sedici anni, per il convento di Morcone, dove avrebbe iniziato la vita religiosa cappuccina.  Ecco  la chiave per interpretare il mistero che ha avvolto Padre Pio per tutto il tempo della missione. Un mistero di dolore e di amore, nel quale si è trovato pienamente coinvolto perché come “un maccherone senza sale”, ha donato tutto sé stesso, offrendosi vittima d’amore e di dolore, a quel Gesù che gli aveva anticipato già a Pietrelcina la sua vocazione oblativa: “Figlio mio, l’amore si conosce nel dolore, lo sentirai acuto nello spirito, e più acuto ancora lo sentirai nel corpo”. Confidando di essere un mistero a sé stesso, nei primi anni della sua missione sacerdotale, Padre Pio aveva dischiuso la porta del suo cuore consacrato ed indiviso, integralmente proiettato verso Cristo Gesù, Sommo Diletto della sua anima. La luce che promanava dall’uscio appena socchiuso lasciava intravedere un barlume di speranza e di bene che si è irradiato  mirabilmente sul mondo intero.

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Sorgerà a San Giovanni Rotondo per iniziativa di Elia Stelluto

UN GRANDE PROGETTO IN ONORE DI PADRE PIO

     

   Chi non conosce Elia Stelluto? E' il fotografo di Padre Pio. Le migliaia di fotografie da lui scattate costituiscono quasi un Quinto Vangelo della conoscenza mediatica del Frate di Pietrelcina.

   Ma per conoscere meglio Elia, attraverso un episodio conosciuto per una delle foto più belle del nostro Santo, cliccate qui sotto:

 

Per saperne di più

SACRARIO ALLA PACE E FRATELLANZA TRA I POPOLI
   Tra breve San Giovanni Rotondo sarà al centro di un evento unico e straordinario che farà il giro del mondo, perché il nostro Paese si arricchirà di un'opera monumentale, degna di annoverarsi tra le meraviglie del mondo. Dunque, non poteva mancare questo giusto e meritato evento the glorificasse la figura timbrica iconica e planetaria del nostro amatissimo Santo Padre Pio.
   Nel contesto di una visione biblica, che ne attestasse la giusta dimensione e grandezza spirituale, cristiana, pastorale e terrena nell'opera monumentale, alta circa mt. 30, che raffigura San Pio in uno slancio di fede apostolica e cristiana, sotto il peso simbolico della Croce, a testimonianza del suo calvario terreno, al pari di Gesù Cristo.
   Altro motivo dominante, sarà la grande opera del Cenacolo marmoreo scolpito ad alto rilievo, nelle stesse dimensioni dell' affresco di Leonardo da Vinci: di circa mt. 10x5, incastonato alla base del complesso monumentale, che renderà la piazza dell'anfiteatro scenicamente suggestiva ed un punto nevralgico di aggregazione ed adorazione e preghiera, con un ritorno di fiamma d'amore e devozione del turismo mondiale, compreso il mondo dell'arte e della cultura the ripercorrerà e rinnoverà i sentieri spirituali che portano a S. Giovanni di Padre Pio. Come una gigantesca Porta Santa di pellegrinaggio eterogeneo e globalizzato in visione al mondo e diritto al cuore nello spirito e nella mente del personaggio più discusso di tutti i tempi, nella Terra Santa dell'ospitalità e dell'accoglienza di San Padre Pio a San Giovanni Rotondo.
                                                                    Il PRESIDENTE
                                                                 M.stro Elia Stelluto

Per contribuire a quest'Opera gigantesca in onore di Padre Pio:

COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"

CONTO CORRENTE BANCARIO:10/042139
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI SAN GIOVANNI ROTONDO IBAN: IT 04 H 0881078590 000010042139
CODICE PER VERSAMENTI DALL'ESTERO: ICRAITRRMI0
 
COMITATO PER L'ERIGENDO MONUMENTO A "SAN PIO DA PIETRALCINA"
CONTO CORRENTE POSTALE: 95486445
IBAN: IT 09 T 07601 15700 000095486445 

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   Chi non conosce Elia Stelluto? E' il fotografo di Padre Pio. Le migliaia di fotografie da lui scattate costituiscono quasi un Quinto Vangelo della conoscenza mediatica del Frate di Pietrelcina.

   Ma per conoscere meglio Elia, attraverso un episodio conosciuto per una delle foto più belle del nostro Santo, cliccate qui sotto:

ELIA STELLUTO CI PARLA DI PADRE PIO

   Per contattare direttamente Elia Stelluto, Presidente del Comitato Erigendo Monumento San Pio da Pietrelcina tel. 333-3489666.

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a cura di Donato Calabrese

Dedico questo sito all'amatissima memoria di mia madre Concettina, qui nella foto

Concettina Musco Calabrese

per aver trasfuso in me la devozione verso Padre Pio da Pietrelcina

Aggiornato al 26 dicembre 2017

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