Avrete compreso che,
come il Santo di Assisi san Francesco, Padre Pio da Pietrelcina si
riveli via via come l’immagine più fedele del Figlio di Dio crocifisso.
Icona crìstica di dolore e di amore, espressione della più alta e
sublime koinonia con il Figlio di Dio Crocifisso.
Donato
Calabrese
Il 26
dicembre Padre Pio risponde a Raffaelina Cerase, la sua figlia
spirituale che è immobilizzata a letto a causa di una malattia
cronica. Di questa missiva che, come al solito è molto lunga, vi
proponiamo un breve passaggio significativo dell’inestimabile
valore della sofferenza, e quindi di coloro che soffrono, nel
Piano di Dio e quindi nell’economia della salvezza.
“O
Raffaelina, rammentiamoci che la sorte delle anime elette è il
patire; è la sofferenza sopportata cristianamente condizione a
cui Dio, autore d’ogni grazia e di ogni dono conducente a
salute, ha stabilito di darci la gloria. In alto adunque i
cuori, pieni di fiducia in Dio solo; umiliamoci sotto la potente
sua mano[1],
accettiamo di buon Viso le tribolazioni a cui la pietà del Padre
celeste ci sottomette, affinchéegli ci esalti nel tempo
della visita. Ogni nostra sollecitudine sia questa: «Amare Dio
ed a lui piacere», nulla curandoci di tutto il resto, sapendo
che Iddio avrà cura sempre di noi, più che si possa dire o
immaginare.
Oh
quanto è sublime esoave il dolce invito del divin
Maestro: «Chi
vuole dopo di me, rinneghi sw stesso e tolga la sua croce e mi
segua»[2].
Era questo
invito che faceva uscire santa Teresa in quella preghiera verso
lo Sposo Divino: «0 patire o morire». Era pure questo invito che
faceva esclamare santa Maria Maddalena de’ Pazzi: «Sempre patire
e non morire». Era pure per questo invito che rapito estasi il
serafico nostro padre san Francesco esclamava: «È tanto il bene
che io mi aspetto — che ogni pena mi è diletto»[3].
Lungi sia da noi il lamentarci di quante afflizioni ed infermità
piacerà a Gesù mandarci. Seguiamo il divin Maestro per
l’erta del Calvario carichi della nostra croce; e quando a lui
piacerà metterci in croce, cioè tenerci in letto colla
infermità, ringraziamolo e teniamoci fortunati di tanto onore a
noi fatto, sapendo che l’essere in croce con Gesù è atto
sommamente più perfetto di quell’altro di contemplare solamente
Gesù in croce”[4].
Avrete compreso che,
come il Santo di Assisi san Francesco, Padre Pio da Pietrelcina
si riveli via via come l’immagine più fedele del Figlio di Dio
crocifisso. Icona crìstica di dolore e di amore, espressione
della più alta e sublime koinonia[5]
con il Figlio di Dio Crocifisso. Una comunione testimoniata
mirabilmente con la completa sua partecipazione fisica,
profondamente condivisa, sofferta, emotiva, morale, spirituale e
mistica, alla passione del Redentore. Una piena identificazione
col Crocifisso che si sta avverando compiutamente, tra
Pietrelcina e Piana Romana, in questo periodo significativo
della sua vita.
[4] Padre Pio da Pietrelcina,
Epistolario II, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina,
San Giovanni Rotondo, III Edizione, 2000 ,248s..
[5]
Comunione, Comunanza di beni, Unione, Comunicazione. Il
termine Koinonia ricorre una ventina di volte nel Nuovo
Testamento, N.d.A..
Un prezioso libretto di preghiera e di
contemplazione fluito dalla penna di Donato Calabrese e contenente
pensieri e riflessioni di Padre Pio
La Via Crucis con Padre Pio
La
mistica della Passione di Cristo che affonda le sue radici più
profonde nel cristianesimo del XII secolo, in Bernardo da Chiaravalle e
successivamente in Francesco d’Assisi e Bonaventura da Bagnoregio,
ha inaugurato un filone di spiritualità di cui ha beneficiato tutta
la Cristianità successiva, ma di cui Padre Pio da Pietrelcina
esprime, forse, la sintesi più alta e perfetta. E questo, anche e
soprattutto grazie alla completa sua partecipazione alla passione
del Redentore avvenuta per tutta la sua vita. Si può dire che tutta
l’esistenza di Padre Pio sia stata una grande e completa Via
Crucis.
Alla luce del suo mirabile insegnamento, ogni Via Crucis
non termina mai con il buio del sepolcro, dove Cristo è stato
deposto, ma si proietta nella stazione definitiva: quella Casa del
Padre dove tutti siamo invitati ad entrare come figli.
E allora, con
Padre Pio la nostra Via Crucis diviene un momento solenne in cui
contemplare la Passione di Cristo nella passione di ognuno, l’amore
di Cristo nell’amore di ognuno, la risurrezione di Cristo nella
risurrezione di ognuno.
Ogni giovedì, alle ore 10,30 e la
domenica alle ore 17, sull'emittente radiofonica satellitare
RADIO SPERANZA,
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