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Benevento


Il Duomo di Benevento

Il Duomo di Benevento dove Padre Pio è stato ordinato sacerdote


La Porta di Bronzo del Duomo di Benevento

La Janua Major

la Porta di Bronzo della Cattedrale di Benevento


 

Anni 1914-1916: Padre Pio a Pietrelcina

Padre Pio nel Suo Epistolario

    E' chiaro che, in Padre Pio, il desiderio della morte non è fine a sé stesso, come una voglia di farla finita col mondo, ma la brama di fondo del suo cuore, che sente già di appartenere interamente alla patria celeste. Padre Pio supererà questo desiderio con un altro pensiero, ancora più eroico: “Patire e non morire”, il celebre motto di santa Teresa d'Avila.  Patire per Cristo, con Cristo ed in Cristo. Ma patire con amore. Ecco la risposta amorevole di Padre Pio a quel Dio che lo ha eletto ad essere tutto amore per Cristo. E lo sarà appieno.

di

Donato Calabrese 

  

   L’8 ottobre 1914 Raffaelina Cerase scrive a Padre Pio, comunicandogli di essere finalmente tornata a Foggia dopo ben tre mesi di assenza e di aver preso dimora nell’antica casa paterna.

   Le sofferenze causate dal fratello sono manifestate al Frate di Pietrelcina: “La comunicazione fra noi, dunque, è murata – scrive Raffaelina riferendosi al fatto che il fratello ha fatto murare la porta che comunica al suo appartamento. E continua: “Ci troviamo la domenica nella istessa chiesa, ed essi ci guardano da estranei, anzi, da nemici…..Io soffro ed offro a Dio.

   A questa lunga lettera, il Frate di Pietrelcina risponde il 10 ottobre 1914. Per la prima volta egli accenna ad “una visita nello spirito”. Si tratta di quelle visite misteriose, spesso notturne, che Padre Pio fa ai suoi amici e figli spirituali e che verranno poi catalogate come fenomeni di bilocazione. Nella lettera, scritta a Raffaelina, per la prima volta Padre Pio accenna a questo fenomeno.

   In questa stessa lettera Padre Pio consiglia a Raffaelina alcune letture spirituali come, per esempio, la vita di Santa Teresa d’Avila, il Castello interiore, scritto di proprio pugno nel quale la Carmelitana Spagnola presenta le proprie esperienze mistiche, le Confessioni di Sant’Agostino ed altro ancora.

    Raffaelina Cerase è estremamente incuriosita sulla visita di Padre Pio fattale, certamente, in bilocazione. E allora gli scrive il 21 ottobre, domandandogli “quando e come avvenne la visita in spirito”.

    Padre Agostino da San Marco in Lamis, amico fraterno e direttore spirituale di Padre Pio, si rifà vivo il 2 novembre, sempre del 1914. Ma questa è una lettera di diverso tenore, rispetto alle precedenti, scritte in Francese. Stavolta scrive in Italiano e mentre da una parte conferma, ancora una volta, le divine manifestazioni  che Dio opera in Padre Pio, dall’altra porta a conoscenza dello stesso le perplessità  del superiore provinciale, padre Benedetto, in riguardo alla sua lontananza dal convento, scrivendo tra l'altro: “Il provinciale dice come mai Dio possa, per maggiore perfezione, prendere un’anima dal chiostro e metterla per sempre in mezzo al secolo” . E aggiunge: “Quindi sebbene egli non dubiti del vostro stato straordinario, su questo punto dubita e vorrebbe che voi aveste la forza di venire a morire nel chiostro, come ogni vero figlio di S. Francesco”.

    Nella stessa lettera Padre Agostino chiede notizie del proprio padre,  visto che morì quando egli aveva due anni. La risposta di Padre Pio non si fa attendere ed è datata 11 novembre 1914. Ma egli non accenna per niente alla richiesta dei superiori di tornare al convento. Il suo pensiero è tutto preso dal desiderio di morire per essere di Cristo. Del resto le sofferenze e le tentazioni continue non fanno che accelerare questo suo desiderio di essere sciolto dai lacci del mondo.

   E' chiaro che, in Padre Pio, il desiderio della morte non è fine a sé stesso, come una voglia di farla finita col mondo, ma la brama di fondo del suo cuore, che sente già di appartenere interamente alla patria celeste. Padre Pio supererà questo desiderio con un altro pensiero, ancora più eroico: “Patire e non morire”, il celebre motto di santa Teresa d'Avila.  Patire per Cristo, con Cristo ed in Cristo. Ma patire con amore. Ecco la risposta amorevole di Padre Pio a quel Dio che lo ha eletto ad essere tutto amore per Cristo. E lo sarà appieno.

   Nella risposta al suo direttore spirituale, Padre Pio conferma che il genitore è in Paradiso.

    Intanto Padre Agostino scrive al suo diletto “Piuccio” comunicandogli che il superiore generale, dopo aver visitato tutti i conventi della Provincia di Foggia-Sant’Angelo, quindi anche quello di Morcone, è partito per Roma. Ma prima di partire è stato informato, dal ministro provinciale e da Padre Agostino, dello stato di Padre Pio, costretto a vivere fuori del convento a causa della sua malattia. Il Ministro Generale dei Cappuccini ha risposto: “Giacché è volontà di Dio, sia fatta; e noi gli otterremo il breve ad tempus, habitu retento, ed il buon padre pregherà sempre per l’ordine, cui sempre appartiene”.

Riportiamo da TEMPI NUOVI, periodico mensile di impegno religioso e socio-culturale della Diocesi di Benevento

 

UMILE STRUMENTO DELLA POTENZA DI DIO

  Con la sua preghiera condita dalle sofferenze inaudite che portava nel corpo piagato, Padre Pio otteneva da Dio grazie e miracoli straordinari, comprovati dalle centinaia di lettere che giungevano ogni giorno a San Giovanni Rotondo.

 

Donato Calabrese

Vai al Sito di Pietrelcina

   La Casa Sollievo della sofferenza, di cui avremo modo di parlare in seguito, esprimeva indubbiamente l’amore e la solidarietà di Padre Pio per l’umanità sofferente, allargandosi a tutto il mondo. Con la sua preghiera condita dalle sofferenze inaudite che portava nel corpo piagato, Padre Pio otteneva da Dio grazie e miracoli straordinari, comprovati dalle centinaia di lettere giunte che giungevano ogni giorno a San Giovanni Rotondo.

     Di fronte a tale marea di ringraziamenti ed attestazioni, Padre Pio serbava sempre un atteggiamento semplice e lineare, affermando di non essere lui ad operare le grazie.

   Un giorno, mentre Padre Pio passava in un corridoio del convento, in mezzo ai tanti fedeli e figli spirituali, improvvisamente un uomo gli si prostrò dinanzi, invocandolo: “Padre, mia moglie è ammalata, fatemi la grazia!”. “Tu - rispose Padre Pio - non devi venire da me! Io posso pregare per te, ma tu devi rivolgerti a Lui!”, indicando con la mano il crocifisso posto in alto su un muro.

    Eppure, Padre Pio era un taumaturgo. Così dovette vederlo il giornalista Renato Trevisani, che su Il Mattino di Napoli del 20-21 giugno 1919, titolò su piena pagina: L’uomo che fa i miracoli. Trevisani corredò il suo articolo con testimonianze raccolte tra le persone guarite ed alcuni testimoni oculari di tali guarigioni. Pasquale Di Chiara, 36 anni, cancelliere della pretura di San Giovanni Rotondo, era uno dei grandi miracolati. Rimasto a letto per tre mesi dopo una rovinosa caduta, si era rotto la gamba destra. Si sosteneva con due bastoni. Un giorno, Padre Pio gli disse: “Getta il bastone”. Ma di fronte alla sua titubanza, Padre Pio gli si avvicinò e replicò: “E deciditi. Getta via quei bastoni !!!”. Di Chiara ascoltò, finalmente, il comando del Frate di Pietrelcina, avvertendo un forte calore al piede che, subito, si propagò per tutta la sua persona. Camminava. I suoi pianti di gioia contagiarono tutti gli astanti, mentre, tranquillamente, Padre Pio si allontanò dalla piccola folla.

   Un altro miracolato fu Pasquale Urbano, di 62 anni, di Foggia. Dopo averlo confessato, Padre Pio gli ordinò: “Alzati e vattene!... Questi bastoni li devi gettare”. Si ritrovò guarito[1].

   Una delle guarigioni più straordinarie è sicuramente quella di Francesco Vicio, 75 anni, deforme e piccolo, che si muoveva carponi, con il mento quasi a terra. Un giorno Padre Pio gli disse: “Alzati e cammina!”.  Francesco si alzò e da allora camminò eretto.

   Tra i tantissimi segni prodigiosi di guarigioni, ce n'è uno, che rappresenta tuttora una sfida per la scienza medica, ed è quello di cui è beneficiaria Gemma Di Giorgi. Siciliana di Ribera, in provincia di Agrigento, Gemma era nata cieca, priva di pupille. La sua cecità venne subito confermata da un medico. Tramite una parente suora, la famiglia si rivolse a Padre Pio, che rispose: “Vi assicuro che pregherò per la bambina beneaugurando”.

   “Un anno dopo Gemma partì per San Giovanni Rotondo insieme con la nonna. Durante il viaggio, guardando dal finestrino esclamò: “Nonna, guarda, vedo nel mare una cosa come quella che mi hai fatto toccare tu, quando mi hai portato al mare”.  In realtà, Gemma non vedeva ancora bene.

   Giunta a San Giovanni Rotondo ebbe la gioia di ricevere la prima comunione dalle mani di Padre Pio, che con le stesse dita con le quali aveva preso la particola, tracciò un segno di croce sui suoi occhi[2].

   Quattro mesi dopo il prodigio, un famoso oculista di Perugia, il Dr. Caramazza, sottopose la fanciulla a un minuzioso esame, al termine del quale dichiarò che non poteva vedere.Vai al sito dedicato a Maria Tenerezza di Dio

   Ma la realtà era diversa. Pur priva di pupille Gemma vedeva. Il suo caso è tuttora di quelli scientificamente inspiegabili per la stessa classe medico-scientifica. 

   Semplice, lineare l'atteggiamento di Padre Pio di fronte a questo miracolo: “Non sono io, è la Madonna”[3].

   Ma non tutti erano guariti. Perfino tra gli amici più cari di Padre Pio c’erano alcuni che non ricevevano grazie, ma venivano resi partecipi del suo sodalizio spirituale che li coinvolgeva nel grande “Negozio della redenzione umana”. Uno di questi era Pietruccio il cieco. Durante il periodo della segregazione di Padre Pio, cioè dal 1931 al 1933, Pietruccio il cieco era  uno dei pochi ad essere ammessi, ogni giorno, a salire su, in convento, per vederlo e parlargli. I frati sapevano che Padre Pio gli voleva bene e gli faceva piacere vederlo ogni giorno.

   A quattordici anni Pietruccio aveva cominciato a perdere la vista. Tuttavia Padre Pio non gli aveva mai parlato di guarigione, invitandolo ad offrire la propria cecità per i peccatori. La risposta di Pietruccio manifestò la sua perfetta sintonia con l'ideale oblativo del suo grande amico e maestro spirituale: “Ebbene, Padre Pio, che Iddio prenda pure i miei occhi. Glieli offro per i peccatori”. In tal modo, Pietruccio divenne una splendida e vivente testimonianza del Bene immenso profuso da Padre Pio da Pietrelcina sul Gargano e sul mondo intero.


[1] Cfr. Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo,

   1996, 331s..

[2] Cfr. HANS BUSHOR, Padre Pio, Video.

[3]Cfr. MARIA WINOWSKA, Il Vero Volto di Padre Pio, Ed. Paoline, p. 129.

Il  Santo Rosario con Padre Pio 

Contiene pensieri ed esortazioni di Padre Pio 

 

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Il Santo Rosario con Padre Pio

 

   Il santo rosario è la preghiera preferita da Padre Pio da Pietrelcina, mio maestro nella spiritualità oblativa e una delle più straordinarie anime mistiche della cristianità.

   Consapevole del grande valore del rosario come preghiera biblica meditativa, ho voluto scrivere questo libretto con l’intento di offrire una traccia di preghiera autenticamente contemplativa, oltre che profondamente Cristocentrica, eucaristica e mariana, ed inserendo pensieri e sentimenti di Padre Pio da Pietrelcina.

   Oltre ai consueti misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi, della luce , ho aggiunto altri temi di riflessione legati alle beatitudini evangeliche e proposti, a suo tempo, in un mio modesto e fortunato libretto edito dalle Paoline Editoriale libri.

   Questi, in ordine squisitamente cronologico, i misteri, o meglio, i temi enunciati: la gioia, le beatitudini, la luce, il dolore, la gloria.

   Tutta la vita di Gesù e di Maria santissima è attraversata da questi sentimenti che appartengono anche all’esperienza esistenziale di ogni cristiano. Solo la gloria è promessa ad ogni discepoli ed irraggiungibile in questo mondo, ma alimenta la speranza della piena intimità divina.

   Voglio auspicare che questo Rosario eucaristico mariano sia d’aiuto a ritrovare, nel contatto diretto con Gesù Eucaristico, Cuore della spiritualità cristiana, la gioia piena di sentirsi immersi nell'amore dell’Adorabile Dio: sentire, cioè, nel nostro cuore, i palpiti del suo Cuore. 

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