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Agenda Mariana
1 gennaio Maria Madre di Dio
Il titolo di TEOTOKOS, Madre di Dio, è stato dato a Maria nel concilio di Efeso, tenuto nel 431. L'interesse dei Padri conciliari era diretto ad affermare l'unità di persona nel Cristo, messa in discussione da Nestorio, il quale concepisce "due persone-nature (la divina e l'umana) in Cristo, che vengono tenute insieme da una terza persona (prosopon) unitiva comune (Rucker)" (K. Bihlmeyer-H. Tuechle, Storia della Chiesa, L'Antichità cristiana, ed. Morcelliana, 329), ripudiando la "comunicazione degli idiomi", il titolo Teotokos (Madre di Dio) ed affermando, nel suo pensiero, la dottrina della probazione, secondo la quale Cristo come uomo si sarebbe dovuto guadagnare gli attributi e gli onori divini per mezzo di lotte e vittorie morali, di sofferenze e della morte (K. Bihlmeyer-H. Tuechle, Storia della Chiesa, L'Antichità cristiana, ed. Morcelliana, 329). A parte la persona di Nestorio, completamente rivalutata, il Concilio di Efeso, afferma "l'unione delle due nature (in Cristo Gesù, n.d.a.) e lo scambio degli attributi "comunicazione degli idiomi" tra loro. In riguardo a Maria, il Concilio afferma che "essendo madre del Cristo che è Figlio di Dio e che è Dio, Maria deve essere riconosciuta madre di Dio. Prima della definizione conciliare il vocabolo theotokos (Madre di Dio, n.d.r.) era in uso già da un secolo nella devozione a Maria. Il popolo cristiano aveva compreso la grandezza di questa maternità unica" (J. Galot, Maria, in Nuovo Dizionario di TEOLOGIA, ed. Paoline, p. 829). Quindi, il sensus fidelium aveva già preceduto il pronunciamento del Magistero della Chiesa. Fondamenti Biblici Nel Vangeli ci sono vari riferimenti alla Divina Maternità di Maria: Nel Vangelo secondo Matteo: · "Egli infatti salverà il suo popolo"(Mt 1,21c). L'espressione "il suo popolo" è molto forte. Infatti nell'Antico Testamento essa Dio aveva scelto Israele come "suo popolo". · "...dai suoi peccati" (Mt 1,21d). Si tratta di una professione indiretta della divinità di Cristo. Infatti, anche nel seguito del Vangelo, Gesù dice al paralitico: "Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati"(Mt 9,2-3), provocando la reazione immediata degli scribi, ben consapevoli del significato di questi termini. Infatti nel vangelo di Marco troviamo un commento a questa frase: "Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?"(Mc 2,7). · "Emmanuele"...Dio con noi"(Mt 1,23) Matteo indica chiaramente che il termine la figura dell'Emmanuele, Dio con noi, profetizzato da Isaia, si realizza nella nascita di Gesù che, dopo l'esperienza Pasquale dirà ai suoi amici: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo"(Mt 28,20). Nel Vangelo secondo Luca: Nel primo capitolo di questo Vangelo Maria è salutata dall'angelo come madre del Figlio di Dio e "in forma midrashica, cioè con allusione all'A.T. (1,35: nuova tenda; 1,39-44.56: nuova arca), oppure con esplicita professione da parte di Elisabetta (1,43: "la madre del mio Signore") (D. Sartor, Madre di Dio, in Nuovo Dizionario di Mariologia, ed. Paoline, pag. 808). · "Luca 1,35: Maria nuova tenda - È opinione di non pochi esegeti che Luca 1,35 abbia delle affinità con Es 40,34-35. (D. Sartor, Madre di Dio, in Nuovo Dizionario di Mariologia, ed. Paoline, pag. 808ss).
· Di questi riferimenti se ne citano solo alcuni. Per un'analisi più dettagliata ed un discorso più completo vedi: (D. Sartor, Madre di Dio, in Nuovo Dizionario di Mariologia, ed. Paoline, pag. 806ss). LA MADRE DI DIO NEL CONCILIO VATICANO II La costituzione dogmatica Lumen Gentium, cap. VIII dedicato alla riflessione sulla figura della Madre di Dio, considera la divina maternità come il cuore dottrinale di tutto il mistero e la missione di Maria, indicata come: Deipara, Genitrix Dei, Mater Dei, Mater Salvatoris et Redemptoris, Mater Domini, titoli quasi sempre abbinati alla qualifica Virgo e Semper Virgo.
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