"voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui"(1Pt 1,8)

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 Questo sito è stato pubblicato   il 20 maggio 2003



 

IL VANGELO DELLA DOMENICA

DOMENICA  1 MAGGIO 2016

VI DOMENICA DI PASQUA

  (Gv 14,23-29)

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   “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.  Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá  il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate”[1].

   Il vangelo di questa VI domenica di Pasqua orienta la nostra riflessione sulla promessa dell’invio del «Consolatore», da parte di Gesù. Sarà Lui, il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre invierà nel nome del Figlio Suo, ad insegnare ogni cosa ed a ricordare tutto ciò che Gesù ha detto. Ma prima di questa promessa Gesù ci lascia uno splendido insegnamento che prefigura quella che sarà la vita di ogni suo discepolo e della stessa Chiesa: una mutua immanenza del discepolo con Dio ed il Suo Figlio Diletto, e viceversa. Un’intimità amorevole, che riscalda il cuore dell’anima. Un calore intenso e coinvolgente che proviene dalla comunione e dalla familiarità profonda, ontologica, con la Trinità Beata, lasciando che ognuno sia Tenda dell’incontro personale con Gesù, luogo sacro per eccellenza nel quale la Presenza di Gesù si dilata mirabilmente, fino all’inabitazione completa della Trinità.

   Rileggiamo queste parole così pregnanti e vitali per il nostro cammino di fede e di comunione con Cristo Gesù.  “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Chi ama Gesù, chi vuole amarlo, è tenuto ad osservare la sua Parola di vita custodita nei Vangeli. Vale a dire metterla in pratica, lasciandola incarnare nella nostra vita, vivendo non solo la Regola d'oro di evangelica memoria: “Fare agli altri ciò che vuoi sia fatto a te stesso”, ma il Divino comandamento dell'amore vicendevole, fondato sul Nuovo comandamento di Gesù: l’invito ad amarci, a volerci bene tutti, nello stesso modo in cui Egli stesso, Gesù, ha voluto bene a noi, dimostrandocelo per tutta la sua vita, con il suo Calvario, la passione e morte sulla croce, e con la stessa risurrezione.

    Gesù ci vuol dire che se noi amiamo con i suoi stessi sentimenti, Egli verrà ad abitare, insieme col Padre, dentro di noi. È lo stesso Dio, uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo che si degna di abitare e vivificare l'anima di chi vuol osservare la Parola di Vita di Gesù ed entrare in comunione d’amore con Lui, che è il Figlio di Dio. È un mistero di amore infinito. Un mistero contemplato dai mistici cristiani di tutti i tempi. L’amore di Dio per noi e l’amore nostro per Dio, quello stesso Dio rivelato in Gesù Cristo, è un sentimento che ci immerge e ci permea fino al fondo della nostra anima.

   Una duplice azione che possiamo comprendere, anche se in maniera molto labile, con l’immagine dell’aria che respiriamo, nella quale siamo immersi pienamente, e la quale, attraverso i polmoni ed il sangue ossigenato, entra fino agli angoli più reconditi del nostro corpo.

   Una simile azione, ma a livello più elevato, opera Dio nella nostra vita, specialmente quando riusciamo a cogliere e ad accettare la Sua Presenza dinamica, salvifica,  amorevole, creatrice, santificatrice e divina.  Non è un concetto astratto, questo. In Gesù Cristo, nella Sua Parola e nella Sua Azione, abbiamo contemplato la Parola e l’Azione di Dio nella nostra Storia personale e comunitaria.

   Immersi in Dio come nell’aria che respiriamo. È l’esperienza che tutti possono fare. È la sensazione, ovvero la percezione di chi si è lasciato svuotare dallo Spirito di Cristo, permettendogli, così, di colmarlo del Suo Amore. Personalmente ho potuto percepire in qualche modo questa esperienza d’amore, durante gli esercizi spirituali. Ma è una realtà che tutti possono vivere, anche senza ricorrere a particolari esperienze di spiritualità.

   Sentirsi immersi in Dio. È un sentimento profondo, questo, che provoca in noi la serena, gioiosa consapevolezza di essere abbracciati dal Suo Amore e dalla Sua Pace.

   Ma l’immersione è un effetto e non una causa della permeazione. È dal di dentro che Dio ci ricrea, ci salva, ci trasforma, ci santifica, ci divinizza, ci ama. Ecco il Regno di Dio annunciato da Gesù: È la Presenza del Dio Trinitario dentro di noi. È la Presenza piena, assoluta, completa, di Dio in Gesù di Nazareth. Riconoscere Gesù ed accoglierlo come nostro padre, fratello, amico, sposo. È accogliere il Regno di Dio; è accogliere la Presenza di Dio; è accogliere Dio stesso in noi.

   Il Dio sconosciuto ed invisibile; il Dio che sfugge ai nostri pensieri ed alle nostre catalogazioni, è Presente in Gesù di Nazareth. Impariamo a leggere ed ascoltare, nel silenzio del nostro cuore, le parabole del Regno, e vedremo che il Regno di Dio è Dio stesso. Il Regno di Dio è discreto, silenzioso, nascosto, umile. Tutti caratteri che lo hanno nascosto ai sapienti della Terra, ma lo hanno rivelato agli umili ed agli ultimi. E allora, possiamo dire che Dio ha un nome: Gesù di Nazaret, il carpentiere, il figlio del falegname e di Maria di Nazareth.

   Dio ha un nome e questo nome vuole darlo a tutti noi. Lo ha già fatto col nostro Battesimo, ma spesso lo abbiamo dimenticato. Accogliere Gesù in noi è accogliere il Regno di Dio, la Presenza di Dio, l’Amore di Dio. Questo è il Paradiso. Già percettibile in questo mondo, ma completamente realizzato nell’altro. Questa è la permeazione: la Presenza di Dio in noi, non allo stesso modo della Presenza in Gesù, ma per dignità partecipata, la Presenza stessa, gioiosa, amorevole, di quel Dio che è gioia, pace ed amore, nei nostri cuori. Una presenza così intensa e forte che ci porta, per effetto, a sentirci completamente immersi nell’abbraccio del Padre e del Dio Trinitario.

    Ecco, allora, che in questa Comunione con Dio la nostra vita cambia colore, cambia stato, cambia tutto. Anche se noi soffriamo, anche se abbiamo una pena che squarcia il cuore, un dolore che lacera profondamente l'anima. Con questa Divina Presenza dentro di noi, tutto, anche il dolore, anche l'angoscia, anche la solitudine più disperante, acquista un Senso, un Senso profondo ed un valore immenso. E allora si aprono nuovi orizzonti attorno a noi ed il colore grigio dei nostri giorni assume tutti i contorni di splendida primavera insieme con Cristo Gesù. Dentro di noi sentiamo un'ondata di pace e vediamo come si realizzano, le parole di Gesù, quando promette il Consolatore, lo Spirito Santo che ci dona la forza di vincere tutto, anche gli ostacoli più grandi, tutto sublimando, tutto valorizzando in un'offerta d'amore pura e santa verso Dio. Ed è con questi sentimenti che noi viviamo la pace vera, non quella provvisoria provata in rari momenti della nostra esistenza, ma quella costruita sulla certezza che l' Amore di Cristo, che è lo stesso Amore di Dio, non verrà mai meno, come non verrà mai meno la sua Divina Presenza, il suo conforto in tutti i momenti della nostra vita, specialmente in quelli più bui. E' allora che riusciremo a percepire, con gli occhi della fede, il suo palpito d'amore che vibra insieme al nostro cuore.

   “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá  il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”, dice Gesù. Diciamoci la verità:  ciascuno di noi sente, dentro di sé, una nostalgia, un desiderio di pace con sé stesso, con gli altri, e con Dio. Questo desiderio nasce dal fatto che siamo esseri umani, intelligenti, creati a immagine e somiglianza di quel Dio che giustamente, nella liturgia delle ore, è chiamato “Oceano di pace”.

   Ebbene, solo Dio può donare la pace ai nostri cuori tormentati, ed anche angosciati, dai mille problemi che assillano l’umanità di oggi. Solo Cristo Gesù, Figlio di Dio, può offrire la pace ai nostri cuori.


[1] Gv 14,23-29.

“Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali  non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e  l'anticristo!”(2Gv 1,7)

 

L’ANTICRISTO è TRA NOI

  Tutto ciò che è abominio per la morale naturale e per la Legge di Dio appare lecito per i grandi mezzi di comunicazione sociale, come le televisioni, il cinema, i giornali, le radio, etc., C’è una logica perversa anche in questo. Una logica che appartiene al logico come persona: lo spirito del male, cioè l’Anticristo, che è imparentato con la Massoneria. E allora appare chiaro come tutto ciò che è contro l’etica umana, cristiana, e biblica, venga spacciato per lecito, e questo in nome della libertà assoluta dell’uomo.  E allora si dice che il matrimonio degli omosessuali è lecito, mentre è male e abominio, sia per la natura umana che per il Dio della rivelazione. E, quello che è peggio: si intende affidare l’adozione di innocenti creature a coppie di “babbi” o “mamme”. Tutto questo in nome di una pseudo carità. I bambini sono gli esseri più indifesi. Ma se avessero la possibilità di scegliere i loro genitori adottivi, li sceglierebbero così come previsto dalla legge naturale: maschio e femmina.

 Donato Calabrese

   L’Anticristo è tra noi. È sempre stato in mezzo a noi, ma ora, più che mai, è presente e potente, specialmente in Italia e in occidente, laddove, cioè, il cristianesimo è più osteggiato e dove le grandi lobby politiche, economiche, finanziarie, della comunicazione sociale, svolgono ormai da anni una pressione nefasta sulle menti deboli dei popoli assoggettandole a un nuovo totalitarismo, una visione della vita in cui non c’è più posto per Dio.

   Al contrario c’è posto per Satana: il "loico", cioè il logico per antonomasia. E quindi c’è posto solo per le fredde analisi logiche delle “menti gelide” che tiranneggiano gli esseri umani deboli, fragili, come bambini. Sono evidenti, gli effetti dello svuotamento dell’uomo e della sua sostituzione con un essere senza cuore e senz’anima. Non c’è posto per il rispetto assoluto della vita umana, mentre c’è posto per gli omicidi di massa dei “non nati”, legalizzati dagli stati occidentali: gli omicidi che vanno sotto il nome di aborto. Togliere la vita in nome di una maggiore libertà della donna è ridurre la stessa a una macchina cambiamonete.  Invece del mistero della vita che nasce, c’è il mistero perverso della vita soppressa. La donna chiede e offre sesso spacciando il piacere come amore, e senza lasciare aperta quella porta della vita che la rende protagonista e cooperatrice di Dio nella creazione. Non c’è che dire: la sessualità sfrenata e bestiale, contrabbandata come amore, è uno dei segni visibili della presenza della Bestia per antonomasia: Satana, il vero e unico Anticristo.

    Tutto ciò che è abominio per la morale naturale e per la Legge di Dio appare lecito per i grandi mezzi di comunicazione sociale, come le televisioni, il cinema, i giornali, le radio, etc., C’è una logica perversa anche in questo. Una logica che appartiene al logico come persona: lo spirito del male, cioè l’Anticristo, che è imparentato con la Massoneria. E allora appare chiaro come tutto ciò che è contro l’etica umana, cristiana, e biblica, venga spacciato per lecito, e questo in nome della libertà assoluta dell’uomo.  E allora si dice che il matrimonio degli omosessuali è lecito, mentre è male e abominio, sia per la natura umana che per il Dio della rivelazione. E, quello che è peggio: si intende affidare l’adozione di innocenti creature a coppie di “babbi” o “mamme”. Tutto questo in nome di una pseudo carità. I bambini sono gli esseri più indifesi. Ma se avessero la possibilità di scegliere i loro genitori adottivi, li sceglierebbero così come previsto dalla legge naturale: maschio e femmina. Quindi, proprio secondo la Legge di Dio. I bambini hanno bisogno di amore e di protezione. Amore paterno e materno. Insieme si fondono per rendere i bambini veri uomini di domani.

   Ormai anche nel linguaggio volgare e scurrile della cinematografia e delle grandi televisioni è ritenuto morale ciò che è, invece, immorale e contrario alle leggi della natura e a quelle di Dio. E purtroppo gli effetti nefasti non tardano a manifestarsi, come la mancanza assoluta dell'idea del peccato, del male e lo svuotamento delle coscienze, come appare nelle idee delle giovani generazioni, e non solo. Ci si crede liberi, ma in realtà si è assoggettati alla volontà del "Grande Fratello", di Orwelliana memoria. I veri liberi sono coloro che remano controcorrente, anche a costo di essere soli a pensarla diversamente dalla massa.

   Come non vedere l’opera dell’Anticristo in tutto ciò che sta avvenendo in Italia e in occidente, specialmente per quanto attiene quelle sacre unioni fondate sull’amore e disgregate dalla logica utilitaristica e infernale del piacere dei sensi?!   Mi riferisco alla separazione dei coniugi e al divorzio.  Citando fonti del quotidiano L’Avvenire, “Ogni anno in Italia circa 360mila persone vengono travolte dal dramma della separazione (50mila divorzi e 90mila separazioni). A questo numero si devono aggiungere i cosiddetti orfani di padre vivo, cioè i minori che vivono sulla propria pelle le sconfitte – e spesso le incomprensioni e gli egoismi – degli adulti. Quanti sono? Forse più di un milione – ma non esistono statistiche aggiornate – considerando separazioni e divorzi nell’ultimo decennio. Vuol dire che negli ultimi dieci anni gli abitanti di una città ideale più grande di Roma hanno sopportato le sofferenze derivanti da una delle più brucianti delusioni che si possano vivere, la disgregazione della propria famiglia. Numeri imponenti che avrebbero dovuto suggerire interventi e politiche mirate. Invece, come ben sanno i separati, non si è fatto quasi nulla, se non rendere più agevole e più rapido lo scioglimento dei matrimoni”(http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/il-dramma-dei-padri-separati.aspx). 

   Come non vedere l’opera dell’Anticristo in tutto ciò che riguarda la fecondazione assistita, l’aborto già citato, l’eutanasia e la clonazione.

   L’uomo che intende sostituirsi a Dio parafrasa la Bestia che si oppone alla Bontà Creatrice di Dio manifestando il suo orgoglioso volere. Sia nella fecondazione assistita, nell’aborto, nell’eutanasia e nella clonazione, l’uomo pretende di manipolare la vita umana disinteressandosi di Dio e del Suo Progetto di Salvezza.

   Ma cosa c’è dietro l’uomo che pretende di farsi eguale a Dio, se non la protervia dell’anticristo che pretende vincere il Creatore con la conoscenza orgogliosa dei suoi mezzi? È sempre la Bestia che influenza in modo nefasto la volontà dell’uomo, e dell’uomo che pretende di conoscere tutto con la propria intelligenza.

   Che cosa spinge le menti perverse che governano la Comunicazione di oggi con l’intenzione di manipolare le coscienze più deboli allo scopo di far sentire lecito ciò che è illecito, e normale ciò che non è normale?

   È la Bestia, ovvero l’Anticristo che opera in questi secoli bui - altro che medioevo -   per spingere le masse scristianizzate e ormai senza regole etiche e morali, a dichiarare, il cristianesimo, una favola, una religione contraria all’uomo, e addirittura nociva per l’uomo. Basta vedere tutte le polemiche legate al dibattito intorno alla legge contro l’omofobia: si spaccia per tutela dei diritti delle persone omosessuali quello che di fatto è il tentativo d impedire la libera espressione della fede e della morale cristiana. A ogni livello sociale, l’attacco al cristianesimo pare diventato un imperativo del nuovo pensiero unico dell’Occidente.

   L'Italia e l'occidente vanno verso il baratro della dissoluzione morale, e nulla sembra fermarli. Spetta a noi cristiani, uscire dalle catacombe confortevoli di una fede di comodo, vissuta troppo pigramente nei nostri gusci. Non possiamo tacere di fronte al perverso meccanismo che disintegra i millenari valori etici e cristiani del nostro popolo. è l'ora di parlare e di agire, prima che sia troppo tardi e l'Italia e l'occidente cadano nel baratro della dissoluzione morale e cristiana, prima che di quella sociale. Ricordiamo quanto Gesù ha detto: "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti"(Mt 10,27; Lc 12,3).

 

Il Programma religioso VIVERE LA SPERANZA, che contiene la riflessione evangelica della Domenica curata da Donato Calabrese, è  in linea ogni mercoledì, fino alla Domenica di Pasqua.

Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi(Ebrei 2,12)

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