Spiritualità Eucaristica

Alla Tua Presenza

 

   

ALLA TUA PRESENZA

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto a Dio: “Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene”.

Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, è tutto il mio amore.

Si affrettino altri a costruire idoli: io non spanderò le loro libazioni di sangue né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, è magnifica la mia eredità.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.

                                                                        (Salmo 16,1-11)

 

 

   Eccomi Signore, sto qui, alla tua presenza. Con tutto il peso delle mie debolezze, delle mie miserie, dei miei limiti. Ma con l’anelito di sentirmi vicino a Te, mio Signore e mio Dio.

    Sono qui   vicino a te con il capo chino e lo spirito abbandonato al tuo Amore. Sono come il bambino che tra le braccia della mamma si lascia cullare dolcemente dalle sue melodie, riposandosi sul suo petto sicuro.

   Lo so che tu sei qui, racchiuso in un pezzo di pane. Lo so che tu mi guardi, mi ascolti, mi penetri con il tuo Spirito, mi Ami. Com’è paradossale questo tuo Amore! Quanta delicatezza sconfinata dimora in te! Sei lì ad attendermi, sempre: mattino, giorno, pomeriggio, sera. Anche le ore della notte sei disposto ad ascoltare ed abbeverare d’amore l’anima che da te accorre come la “Cerva che anela a corsi d’acqua”.

   Sei qui Signore, ed io ti guardo con gli occhi della fede e ti vedo presente allo stesso modo in cui tu percorrevi le vie della Palestina. Sei lo stesso Gesù che apriva il suo cuore ai peccatori. Sei lo stesso Gesù che annunciava la Buona Novella della venuta di Dio per condividere in tutto, fuorché nel peccato, la nostra stessa vita, ed introdurci nella Casa del  Padre tuo. Sei il medesimo Gesù che ha guarito i malati, risanato i lebbrosi, donato la vista ai ciechi, la parola ai muti, il perdono ai peccatori, l’Amore alle anime solitarie, la tenerezza ai tuoi discepoli, la promessa del Regno al popolo di Israele.

   Sei qui, Signore; ed io so che tu mi conosci e mi ascolti, e mi ami di amore infinito, come solo un Dio può amare. E mi ami nonostante le mie manchevolezze. Mi ami malgrado le mie infedeltà. Mi ami senza curarti delle mie passioni. Mi ami benché sappia quanto è volubile il mio cuore, quanto inaffidabile la mia anima, quanto instabile il mio sentimento verso di te, quanto tiepido è il mio amore. Mi ami pur sapendo quanta poca fede alberga nel mio cuore. Mi ami pur conoscendo che sono manchevole di tutto. Mi ami, Signore, perché mi ami. Tutto è gratuito in Te. Niente è dovuto. Mi ami perché è nel tuo stesso Essere l’esigenza di amare. Mi ami perché, al di sopra di tutto, la mia stessa esistenza è un Tuo Atto d’Amore. Mi ami perché Tu sei l’Amore, o Signore.

   Sono qui, Signore, alla tua Presenza. Sono qui per benedirti, per lodarti, per cantarti il mio Amore, il mio sentimento, la mia lode, tutto il mio bene. Ma sono qui anche per affidarti tutto me stesso. Sono qui alla tua Presenza, come fossi in terra di Palestina. Sono qui a chiederti, come ti chiederei a Gerico: “Signore, che io veda!”. Sono qui ad implorarti, come ti implorerei a Cafarnao: “Signore, che io cammini!”. Sono qui a pregarti, come ti pregherei vicino al Giordano: “Signore, permettimi di seguirti”. Sono qui ad invocarti, come ti invocherei nella casa di Simone il fariseo, piangendo i miei tanti peccati ai tuoi piedi: “Signore, perdonami”. Sono qui, Signore, alla tua presenza, a chiamarti come ti avrei chiamato a Cana: “Signore, partecipa alla mia gioia”. Sono qui alla tua presenza per domandarti, come ti avrei domandato nella sinagoga di Cafarnao: “Signore, dammi, dammi da mangiare il tuo pane; dammi da bere il tuo sangue, perché io possa divenire tuo consanguineo nell’Amore”. Sono qui, Signore, a desiderare, con lo stesso sentimento che nutrirei nel Tuo Paese: “Signore, mondami dalla lebbra del peccato!”. Sono qui, Signore, ai tuoi piedi a domandarti, come avrei fatto personalmente: “Signore, aumenta la mia fede”. Sono qui, Signore, perché Tu lo vuoi. Io so che tu non ti stancheresti mai della mia presenza. Tu mi terresti sempre con Te, avvolto nelle spire tenerissime del Tuo Amore, docilmente, ai tuoi piedi, come Maria di Betania.

   Sono qui, Signore, a respirare la tua Presenza. Una Presenza di Vita, di pace, di Amore, di perdono. Una Presenza Divina, la tua: Si, Signore, sono qui. Tacciano le mie labbra e parli il mio cuore! Anzi no! Sii tu a parlare al mio cuore, ai miei sentimenti, alla mia anima.

 

   PREGHIERA UFFICIALE DEL CENACOLO EUCARISTICO MARIANO

Il testo di questa preghiera è inserito nel libretto IL SANTO ROSARIO  CON PADRE PIO, di Donato Calabrese, ed è, quindi, copyright. Pertanto il suo l'utilizzo, senza l'autorizzazione da parte dell'autore, Donato Calabrese, è assolutamente vietato, ai sensi delle leggi vigenti.

 

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