Spiritualità Eucaristica

Oggi, Signore...

 

Signore, mio Dio, in te mi rifugio: salvami e liberami da chi mi perseguita,

perché non mi sbrani come un leone, non mi sbrani senza che alcuno mi salvi.

Signore mio Dio, se così ho agito: se c'è iniquità sulle mie mani,

se ho ripagato il mio amico con il male, se a torto ho spogliato i miei avversari,

il nemico m'insegua e mi raggiunga, calpesti a terra la mia vita e trascini nella polvere il mio onore.

Il Signore decide la causa dei popoli: giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, secondo la mia innocenza, o Altissimo.

Poni fine al male degli empi; rafforza l'uomo retto, tu che provi mente e cuore, Dio giusto.

La mia difesa è nel Signore, egli salva i retti di cuore.

Ecco, l'empio produce ingiustizia, concepisce malizia, partorisce menzogna.

Egli scava un pozzo profondo e cade nella fossa che ha fatto;

la sua malizia ricade sul suo capo, la sua violenza gli piomba sulla testa.

Loderò il Signore per la sua giustizia e canterò il nome di Dio, l'Altissimo.

                                               

(Salmo 7,2-6.9-11.15-18)

 

 

   Oggi, Signore, il mio cuore stilla amarezza.

   Mi guardo intorno e mi vedo solo. Solo senza Te.

   Rivivo nel mio cuore la tua esperienza del Getsemani. La solitudine di fronte alla Prova mi procura un fioco lamento.

   Com'è duro, Signore, vivere  nel dolore e nell'angoscia perché il bene tante volte è sopraffatto e perdente.

   Com'è duro, Signore, assistere a delle ingiustizie e non potere far nulla.

   Com'è duro, Signore, vedere la sopraffazione della forza sulla fragilità, della scaltrezza sull'innocenza, dell'astuzia sulla semplicità, della potenza sulla debolezza.

   Sono qui, Signore, a chiederti di cambiare il mondo. Ma io stesso sono chiamato ad operare questo mutamento.

   Sono qui, Signore, a chiederti il trionfo dei giusti. Ma io stesso sono mandato a realizzare questo trionfo.

   Sono qui, Signore, a chiederti la fine di ogni sorpruso. Ma io stesso sono invitato a vivere e lottare per questo.

   Sono qui, Signore, a chiederti la vittoria del Bene. Ma io stesso devo amare e benedire tutti, nonostante tutto.

   Com'è difficile, Signore, essere tuoi discepoli.

   Ti cerco, Signore:

                   perché da solo sono un nulla.

perché la mia vita non conta niente senza di Te.

perché il mio fallimento, unito al Tuo sulla Croce, concorra all'Avvento del Tuo Regno.

perché la mia solitudine nel mondo è la tua solitudine nel Getsemani.

    Io cerco il Tuo Volto, Signore, perché nelle rughe del tuo dolore io trovo il senso del mio patire.

    Il dolore non ha risposta alcuna. E' stato sempre così. Solo tu, Cristo, puoi medicare, con l'olio profumato del Tuo Amore e della Tua Presenza, il mio cuore piagato.

    Solo Tu, Cristo, puoi donarmi la Gioia Vera della Tua Presenza senza fine.

  Solo Tu, Cristo, puoi chinarti, come il Buon Samaritano, sulle ferite lancinanti della mia anima, e donarmi il balsamo del tuo Amore di Salvezza.

   Solo Tu, Cristo, puoi farmi capire che "nonostante tutto" la Storia ha cambiato registro.

   Duemila anni di Te non sono serviti a cambiare il mondo. Ma sono bastati a farmi capire che Tutto converge verso un termine di Amore Infinito. 

   Si, Signore. Attraverso il buio io vedo la Luce. Oltre il dolore percepisco la gioia. Già intravedo, dopo le tenebre, la Luce del Tuo volto. 

  

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