Non sono capace, Signore
(Novembre 2005)
"Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo".
(Romani 7,18)
Stamattina sono passato davanti alla Tua Casa. Il cuore mi diceva: "Vai! Lui è lì e ti aspetta!". Faceva freddo, Signore. Ma il mio cuore mi spingeva. Era come qualcosa che ti fa palpitare. Non potevo passare davanti a Te e non entrare. Così sono venuto.
Ho guardato il tuo tabernacolo. Tu eri lì. La mia bocca taceva, ma il mio cuore parlava. Un linguaggio senza parole: un palpito d'amore, ma un amore debole, fragile, incapace di corrispondere al tuo infinito amore.
Si, Signore, sono incapace di parlarti.
Si, Signore, sono incapace di lodarti.
Sono incapace di benedirti.
Sono incapace di adorarti.
Sono incapace di ringraziarti.
Sono incapace di dirti che Ti voglio bene.
Sono incapace di dimostrarti questo bene che ho dentro di me.
Sono incapace di amarti perfino là dove dovrei essere specializzato: nella mia croce.
Gesù tu conosci meglio di me le mie debolezze e la piccolezza del mio cuore. Ti prego con Padre Pio: prendi questo mio cuore, riempilo del tuo amore, sicché possa amarTi come tu meriti di essere amato.
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