Alla fonte della vita
Come
la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio.
L'anima
mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le
lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: “Dov'è il tuo
Dio?”.
Questo
io ricordo, e il mio cuore si strugge: attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio, in mezzo ai canti di gioia di una moltitudine in festa.
Perché
ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò
lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
In
me si abbatte l'anima mia; perciò di te mi ricordo dal paese del Giordano e
dell'Ermon, dal monte Misar.
Un
abisso chiama l'abisso al fragore delle tue cascate; tutti i tuoi flutti e le
tue onde sopra di me sono passati.
Di
giorno il Signore mi dona la sua grazia di notte per lui innalzo il mio canto:
la mia preghiera al Dio vivente.
Dirò
a Dio, mia difesa: “Perché mi hai dimenticato? Perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico?”.
Per
l'insulto dei miei avversari sono infrante le mie ossa; essi dicono a me tutto
il giorno: “Dov'è il tuo Dio?”.
Perché ti rattristi, anima
mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza
del mio volto e mio Dio.
(Salmo
42, 1-12)
Eccomi qui, Signore, davanti a te che sei la fonte della vita. Sei lo stesso Dio che ha creato l’universo con un Atto di Amore, effondendo su tutta la creazione il tuo Spirito.
Sei il medesimo Dio che, al culmine della creazione ha voluto plasmare l’uomo a sua “immagine e somiglianza”, elevando questa tua creatura alla sommità di tutto il creato.
Sei tu, o Signore, il Dio che ha voluto stringere un patto, un alleanza indicibile con noi, elargendo la tua benedizione.
Ma noi abbiamo peccato, all’aurora della nostra Storia. E tu, nonostante la nostra ribellione, hai lasciato intravedere, nel crepuscolo di questa prima alleanza, l’inizio di un tempo in cui tu stesso ci avresti condotto per mano sulla via della vita.
Ci hai dato Abramo per padre nella fede e con lui hai voluto sancire una nuova Alleanza per mezzo della quale tu, o Signore, ti sei preparato un popolo che fosse “luce delle nazioni” (Is 42,7), perché porti la tua salvezza fino alla fine della terra.
In questo antico popolo dell’Alleanza che ha cantato “Sono in te tutte le mie sorgenti” (Sl 87,7), sei venuto Tu a piantare la tua Tenda e, salendo dalle acque del Giordano, a farci rinascere di nuovo nell’acqua e nello Spirito (Cfr. Gv 3,8).
“Dammi da bere”, hai detto alla Samaritana. Ma la tua, o Gesù, non è una semplice sete. La tua è sete d’amore. E’ la stessa arsura che hai manifestato sul Calvario, quando non avendo che un’ultima goccia di sangue da donarmi, hai quasi sussurrato:”Ho sete” (Gv 19,28). Hai sete del mio amore, del mio affetto, della mia tenerezza. E so che posso darti da bere e tante volte non lo faccio. Posso darti da mangiare e spesso rinuncio, posso vestirti e raramente me ne ricordo. Anche un bicchiere d’acqua dato al più piccolo dei tuoi fratelli e dei miei fratelli è dato a te stesso. Perché tu continui ad aver fame, ad aver sete, ad avere bisogno di un vestito o di un mantello. Continui ad essere presente tra gli uomini, tra i più poveri, ma anche tra i ricchi, perché ovunque c’è bisogno di amore ci sei tu che sei l’Amore.
Tu vuoi il mio amore. Tu mi vuoi o Signore ed io sono qui, davanti a Te. Sono qui con te, cuore a Cuore, nell’intimità della tua Casa.
Mi fai capire, attraverso il dialogo con la donna di Samaria, che se berrò “dell’acqua che tu mi dai, non avrò più sete, anzi l’acqua stessa che mi farai bere, diventerà in me, sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Cfr. Gv 4,14).
Ma io voglio avere sete di te o Signore. Io voglio bere la tua acqua fresca e rigenerante per la mia anima. Io desidero bere di te per diventare Te, per essere con Te, nell’intimità del Tuo Amore, per amarti con il tuo stesso amore, per onorarti con la tua stessa vita, per ringraziarti con la tua stessa Eucaristia che è “Ringraziamento” al Padre.
Si, Gesù, io con te non soffrirò né fame, né sete e non sarò colpito né dall’arsura, né dal sole, perché tu mi condurrai alle sorgenti di acqua (Cfr. Is. 49,10 ). Tu mi pascerai a bere la tua stessa acqua. Tu me lo hai promesso, dicendo:”Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me, come dice la Scrittura: fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv. 7,37-38).
Dandomi
la tua acqua, tu mi ridoni la forza dello Spirito e mi fai rinascere a nuova
vita. E l’acqua che tu mi dai scaturisce
dal tuo seno.
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