Spiritualità Eucaristica

Fino a quando, Signore?

Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? 
Fino a quando nell'anima mia proverò affanni, tristezza nel cuore ogni momento? Fino a quando su di me trionferà il nemico? 
Guarda, rispondimi, Signore mio Dio, conserva la luce ai miei occhi, perché non mi sorprenda il sonno della morte, perché il mio nemico non dica: «L'ho vinto!» e non esultino i miei avversari quando vacillo. 
Nella tua misericordia ho confidato. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore, che mi ha beneficato. 
                                                
                                    (Salmo 12)

 

     Signore fino a quando dovrò soffrire così. Solo, drammaticamente solo, con la mia croce. Dappertutto vedo indifferenza, se non ostilità.  Anche nel gruppo. Anche nei superiori. Non un gesto di affetto, di solidarietà, di condivisione. Distacco, solo distacco, eterno distacco.

   Mi guardo intorno, Signore, cercando un appiglio, una roccia su cui appoggiare la mia povera anima...Niente! Neanche nella tua Chiesa... Anche lì, i tuoi ministri sono troppo distratti da tante altre cose: il denaro, il carrierismo religioso ed ecclesiastico, il potere della gestione del sacro, l'indifferenza verso che vive solitario il dramma angosciante della propria croce.

   Neanche tu sembri più rispondere alle mie preghiere.  Sembri assistere muto e silenzioso al mio consumarmi silenzioso, alla mia lacerante solitudine. Guardo il volto di Maria, ma anche Lei sembra assistere muta e silenziosa. 

   Da chi andare, Signore?

   Sono Solo, Signore. Tu continui a nascondermi il tuo volto. Fino a quando nell'anima mia proverò affanni, tristezza nel cuore ogni momento? 

    C'è un solo punto, nell'universo del mio sguardo, dove posso posare gli occhi e trarre giovamento.  E' Lì, dove un uomo è disteso su una croce. Anche la sua è sofferenza innocente. Anche lui ha provato l'ostilità, il disinteresse, il male della gente. 

   E penso: Se lui è morto per sempre, anche io sono morto per sempre. Che angoscia! Che disperazione! Che Vita è questa!!!

   Ma se lui è risorto, io sono risorto con Lui. E allora anche il mio dolore, quasi disperante, si stempera in un sentimento di abbandono. Lo abbraccio e lo tengo stretto a me, dicendogli: SOLO TU CRISTO PUOI DARE UN SENSO ALLA MIA VITA! TI PREGO, NON ABBANDONARMI, TIENIMI ABBRACCIATO A TE. IMMERGIMI CON TUTTE LE MIE PENE NELL'OCEANO IMPETUOSO DELLA TUA INFINITA TENEREZZA.

   Voglio essere come Abramo, Signore, perché egli "ebbe fede sperando contro ogni speranza"(Rm 4,18). Anche se tutto dovesse essere contro di me, se tutti dovessero congiurare contro di me, mi abbandonerò totalmente a te, abbracciandoti con tutta la tua croce. 

   "L'amore si conosce nel dolore", così dicesti a Padre Pio, ed io nel mio dolore lancinante voglio darti la prova più sublime del mio amore, Signore.

   Nella tua misericordia ho confidato. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore, che mi ha beneficato.

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