Spiritualità Eucaristica

Cuore a Cuore

 

   Gesù Cristo, Figlio di Dio, è in mezzo a noi in corpo, sangue, anima e Divinità.

   La Sua è una presenza sacramentale, Eucaristica. E’ la PRESENZA. Non una presenza simbolica, non puramente spirituale, ma viva, palpitante, amorosa, quasi fisica.

   Con i nostri occhi impastati di creta non possiamo vedere ciò che supera il sensibile. Ecco perché è vitale percepire con lo sguardo della fede questa presenza nel pane e nel vino consacrato.

   Non solo, ma dobbiamo sentirci partecipi di questo immenso Dono che Egli ha elargito all’umanità intera.

   L’Eucaristia è uno dei Segni supremi dell’Amore di Dio per noi. E non è un caso se Gesù ce l’ha lasciata alla vigilia della sua Passione e morte sulla croce. Ha voluto darci il Memoriale della sua Presenza, il Segno che quel Giovedì Santo già anticipò il segreto della sua risurrezione. E da quel giorno il “Segno” è ancora lì, visibile in tutte le Chiese del mondo, sia che si tratti delle meravigliose cattedrali innalzate dalla Civiltà cristiana europea, sia delle grandi e moderne chiese d’America, d’Australia, dell’Africa e dell’Asia, sia delle miriadi di chiese, chiesine, cappelle che la povertà umana ha innalzato, pur nelle condizioni più miserabili, al DIO CON NOI, l’Emmanuele. Ma è lo stesso Gesù, Dio vivo e vero, ad abitare nelle solenni cattedrali romaniche e gotiche d’Europa, le moderne Chiese in cemento del continente americano e le povere chiesette impastate di paglia e fango dei popoli poveri del terzo mondo.

   E’ lo stesso Gesù che si presenta a tutti gli uomini, ma particolarmente ai deboli, ai poveri, agli umili, per donare loro la sua stessa vita.

   L’Eucaristia è il centro della vita cristiana. Non si può parlare di Cristo, Figlio di Dio rivelato, senza considerare  questa sublime Presenza. Non si può amare Cristo, senza amare questo Pane che è il Suo Corpo, non si può essere cristiani, senza mangiare queste “Carni Immacolate”.

   Ma avvicinarsi a Gesù, presente nell’Eucaristia, non significa solo mangiare questo “Corpo adorabile”. Gesù va avvicinato, pregato, bramato, respirato, adorato, ascoltato nel silenzio, sentito nel cuore, imitato, amato.

   Di qui lo scopo di queste  “espressioni di un’anima orante” che vogliono significare un contatto visibile, sensibile, palpabile, vitale, tra questa ed il suo Dio, tra la sposa ed il suo Sposo, tra la pianta e la Sorgente stessa che l’irriga, tra l’amica e l’Amico, tra la creatura ed il Creatore, tra l’amato e l’Amante.

   Voglio auspicare che questa raccolta di preghiere  Eucaristiche possa essere d’aiuto a ritrovare, nel contatto diretto con Gesù Eucaristico, la felicità piena di sentirsi  amati dall’Adorabile Dio. Sentire, cioè, nel nostro cuore, i palpiti del suo Cuore. 

 

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