Voglio stare con Te, Signore?
(Capodanno 2004)
Salmo. Di Asaf. Quanto è buono Dio con i giusti, con gli uomini dal cuore puro!
Per poco non inciampavano i miei piedi, per un nulla vacillavano i miei passi,
perché ho invidiato i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi.
Non c'è sofferenza per essi, sano e pasciuto è il loro corpo.
Non conoscono l'affanno dei mortali e non sono colpiti come gli altri uomini.
Dell'orgoglio si fanno una collana e la violenza è il loro vestito.
Esce l'iniquità dal loro grasso, dal loro cuore traboccano pensieri malvagi.
Scherniscono e parlano con malizia, minacciano dall'alto con prepotenza.
Levano la loro bocca fino al cielo e la loro lingua percorre la terra.
Perciò seggono in alto, non li raggiunge la piena delle acque.
Dicono: «Come può saperlo Dio? C'è forse conoscenza nell'Altissimo?».
Ecco, questi sono gli empi: sempre tranquilli, ammassano ricchezze.
Invano dunque ho conservato puro il mio cuore e ho lavato nell'innocenza le mie mani,
poiché sono colpito tutto il giorno, e la mia pena si rinnova ogni mattina.
Se avessi detto: «Parlerò come loro», avrei tradito la generazione dei tuoi figli.
Riflettevo per comprendere: ma fu arduo agli occhi miei,
finché non entrai nel santuario di Dio e compresi qual è la loro fine.
Ecco, li poni in luoghi scivolosi, li fai precipitare in rovina.
Come sono distrutti in un istante, sono finiti, periscono di spavento!
Come un sogno al risveglio, Signore, quando sorgi, fai svanire la loro immagine.
Quando si agitava il mio cuore e nell'intimo mi tormentavo,
io ero stolto e non capivo, davanti a te stavo come una bestia.
Ma io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra.
Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria.
Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra.
Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre.
Ecco, perirà chi da te si allontana, tu distruggi chiunque ti è infedele.
Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio, per narrare tutte le tue opere presso le porte della città di Sion.
(Salmo 72)
Che cos'è quella forza che spinge il mio cuore a cercare Te, racchiuso in un pezzo di pane? Che cos'è che mi spinge inesorabilmente a cercare Te, Signore? Che cosa hai messo nel mio cuore? Perché, Signore, tutto mi sembra vanità? Perché, Signore, il mio cuore non anela altro che Te? Perché, Signore, mi sento assorbito in un vortice che è amore e voglia di tenerezza? Cosa c'è dentro di me? Non capisco, Signore, perché mi attiri inesorabilmente a Te e fuori di Te non c'è niente che possa assorbire il mio cuore, i miei pensieri, i miei sentimenti. "Ci hai creato per Te, Signore - diceva Sant'Agostino - e la nostra anima non ha pace fino a quando non riposa in Te".
Gesù Tenerezza, Gesù amore, solo Tu puoi rendermi felice. Solo tu puoi appagare la mia sete di felicità che, poi, non è altro che una Sete di amore, di gioia e di pace.
Sono qui davanti a Te, Signore. Mi sembra che null'altro, al di fuori di questo tempo trascorso davanti a Te, abbia un senso per me. Solo Tu, Signore Gesù, dai un senso alla mia vita. Una vita serena, nonostante le croci. E di questo te ne ringrazio. Perché sono le croci che mi hanno fatto intravedere la tua Luce. E' la mia croce, la bussola che mi porta inesorabilmente a Te. Ed ora so, Signore, che è grazie ad essa che posso offrirti un segno inequivocabile del mio amore.
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