Sei lì!
Comandò alle nubi dall'alto e aprì le porte del cielo; fece piovere su di essi la manna per cibo e diede loro pane del cielo: l'uomo mangiò il pane degli angeli, diede loro cibo in abbondanza. (Salmo 77, 23 - 25)
Il tuo Popolo, Signore, cerca segni. Molti vorrebbero vederti, sentirti, toccare con mano la Tua Onnipotenza. Possibile che questo Dio che è amore si nasconda ai nostri sguardi? Perché non interviene a fare giustizia ed a sradicare il male nel mondo? Perché noi lo chiamiamo e Lui non appare ai nostri sguardi assetati d'amore, di protezione, di perdono?
Ci sentiamo orfani di un Padre che sentiamo lontano, e non ci accorgiamo che Egli è dentro di noi. Vogliamo aggrapparci a Lui in cerca di Lui, guardando attorno a noi, e non ci rendiamo conto che in Lui "viviamo, ci muoviamo ed esistiamo"(At 17,28). Cerchiamo un volto amorevole da fissare ed implorare in quei momenti in cui il dolore è dentro di noi e sembra che prenda il sopravvento su noi stessi, senza minimamente pensare alla Tua Presenza, accessibile a tutti.
Sei lì, Signore. Sei lì, in ogni tabernacolo. Presente. Divinamente, Sacramentalmente, Personalmente, misticamente. Sei lì. A portata di tutti, vicino a tutti, accessibile a tutti.
La Tua è una Presenza che offre pace, ristoro, vita. La Tua Vita Divina che si comunica a noi.
Crediamo di venirti ad onorare, pensando di darti un poco del nostro tempo. Stiamo davanti te con il pensiero che ti doniamo un poco del nostro amore, o, almeno, ci illudiamo di onorarti dicendoti che ti vogliamo bene, senza renderci conto che già stare davanti ai tuoi tabernacoli è un bene immenso per noi. Crediamo di dare, di pregare, di offrire; senza sapere che riceviamo il Bene più prezioso: la Tua Vita che feconda la nostra, inaridita dai mille perché e dalle miriadi di domande vane e sciocche.
Pensiamo di doverTi un poco della nostra vita per adorarti, senza minimamente pensare che sei Tu che ci ricolmi del Tuo Bene immenso: le cascate impetuose del Tuo Amore che riscalda i cuori e li impreziosisce di mille e mille doni che rinfrancano l'anima e rafforzano il cammino nel deserto della vita.
Speriamo di avere delle Grazie da Te. Grazie per noi, per i nostri cari, per tutte le persone che veniamo ad elencare alla Tua Presenza, senza percepire la Grazia che fluisce dal Tuo Cuore, per inabissarci nel Tuo Amore e, completamente ignari di tutto, espandersi sul nostro piccolo e grande prossimo.
Essere davanti a Te per riempirci la bocca di preghiere, di parole, di formule oranti, per lasciare il cuore inaridito, senza alcun Segno di cambiamento. È questa la preghiera?
No, Signore! È altro. È stare in silenzio davanti a Te. È lasciarci avvolgere dal Tuo Silenzio che annichilisce il rumore caotico che ci portiamo dentro, finanche davanti al tuo tabernacolo. Un susseguirsi di suoni, di voci, di pensieri, di affanni, che ci illude ma non ci cambia, lasciando inalterate le nostre domande, con le inquietudini, i turbamenti e le sofferenze interiori che ci logorano come tarli nascosti.
Pregare davanti a Te, dove Tu Sei Presente, è, facile e difficile insieme. È lasciare tutto per incontrare il Tutto. È stare in silenzio davanti a Te. Un assoluto silenzio, da non temere, ma amare, perché ci introduce nell'intimità viva della Tua Vita Divina, e permette a Te, Pane Vivo, di venire in noi, prendendo possesso del nostro cuore, della nostra anima, della nostra vita.
Pregare davanti al Tuo Tabernacolo, Signore, è scuoterci di dosso i macigni grossi che impediscono alla piena del Torrente, di immergerci nelle acque fresche e rigeneranti del Tuo Amore.
Pregare davanti a Te, Signore, è abbandonare ogni preghiera, per respirare la Preghiera unica, insostituibile, Viva, ardente, amorevole, che avverte come presente, dentro di me, il Palpito Vivo del Tuo Cuore.
È allora, e solo allora, che io vivo in uno stato di quiete assoluta. Con Te vicino. Con Te che parli al mio cuore, che vivi dentro di me, che mi crei a nuova vita.
È allora, e solo allora, che la mia preghiera è INCONTRO assoluto, vitale, fraterno, sponsale, Divino.
Sei lì, Signore. In quel tabernacolo dove c'è un pezzo di pane azzimo. Sei lì, Signore. In quella Chiesa vuota che attende, invano, di essere riempita. Sei lì, Signore. In quell'angolo di cielo dove Tu sei in perenne attesa. Ma gli uomini cercano segni visibili, e non sanno che vicino a loro c'è il Segno dei Segni: un Dio che ha voluto essere sempre vicino a noi. Un Dio che non poteva trovare un modo più grande e sublime per comunicarsi a noi: lasciarsi guardare, contemplare, perfino mangiare da noi.
Sei lì, Pane Vivo disceso dal cielo. Ed io sono qui, a pochi passi da Te. Cosa impedisce, a questo mio cuore, di essere lì, dove sei Tu?
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