EDITORIALE

 

C'ERA UNA VOLTA LA TELEVISIONE...

LA TELEVISIONE E LE TELEVISIONI

   C'era una volta la Televisione. Un bellissimo elettrodomestico che lentamente ha soppiantato il ruolo del focolare domestico, aggregando attorno al tubo catodico milioni e milioni di italiani. Un fenomeno di massa stimolante e coinvolgente e che ha permesso alla nostra gente di fare un considerevole salto di qualità a livello culturale e sociale, ma anche religioso. 

   Ricordo i vari appuntamenti che ritmavano la settimana degli italiani. Il lunedì era dedicato a film. Il giovedì sera era il turno del quiz dei quiz: Lascia o Raddoppia. Il teatro di tradizione era in scena il venerdì sera, e ricordo con quanta partecipazione la mia famiglia era raccolta attorno a papà e mamma, specialmente quando erano allestite le opere di Eduardo De Filippo. Si rideva a crepapelle, e soprattutto si stava tutti insieme appassionatamente. Il sabato, poi, era la volta del Musichiere, condotto dall'indimenticabile Mario Riva con l'orchestra di Gorni Kramer. E quando il programma terminava con le gioiose note di Domenica è sempre Domenica, tutti noi ci lasciavamo cullare dalla gioia del giorno di riposo, andando a letto sereni e soddisfatti per aver chiuso in bellezza la settimana e prepararci a vivere serenamente la Domenica.

   Con questi popolarissimi programmi, che andavano in onda negli anni cinquanta, dava i primi passi la Televisione italiana.

   Da allora ne ha fatto di strada. Sono trascorsi 50 anni dalla sua fondazione e lascio ad altri il compito di sezionare, analizzare, criticare, elogiare, benedire ed odiare quel fenomeno di costume che ha inciso in maniera prepotente nella vita italiana di questi decenni.

   Ora non c'è solo la RAI, con i suoi tre canali e con le prospettive del digitale terrestre a gestire questo invadente fenomeno di costume. Alla Televisione di Stato si sono aggiunte man mano altre emittenti come quelle di Mediaset, La7, e tantissime altre dell'universo televisivo. Ci sono poi i canali satellitari: sportivi, tematici, di informazione, e generalizzati. Ci sono, infine, anche televisioni di ispirazione religiosa, tra cui vogliamo ricordare SAT2000, Telepace, oltre alla nascente Tele Radio Padre Pio.

   Ma in questo ambito il mio pensiero è rivolto alla Televisione di Stato ed alle reti Mediaset. Io non sono un critico televisivo, e quindi non sono adatto ad analizzare i palinsesti delle reti nazionali, né i programmi televisivi che esse ci propongono a briglia sciolta.  Qualcosa posso farlo, però, perché collaboro esternamente con una piccola emittente televisiva di provincia e con una emittente radiofonica satellitare cattolica. 

   Qualcuno, a questo punto o anche all'inizio della presente riflessione, potrebbe essersi domandato cosa c'entri una nota, come questa, in un sito cristiano dedicato alla Persona ed alla Missione di Gesù Cristo. Io rispondo dicendo, anzi scrivendo che questo sito si pone non solo come riflessione sulla figura del Cristo, ma anche su tutto ciò che ha a che fare, anche in senso lato, con quanto Egli ha detto. Quindi, non solo la riflessione Biblica, Cristologica, teologica, evangelica. Non solo la ricerca archeologica, la cultura e l'attualità religiosa, ma anche l'etica, la morale, la comunicazione, specialmente quando questa passa attraverso la voce suadente di presentatori televisivi i quali spacciano per verità assolute quelle che sono, invece, realtà effimere, fittizie, taroccate.  Magari, solo per il fatto che ad irradiare queste informazioni è la Televisione di Stato o sono quelle di Mediaset, esse assumono la veste dell'ufficialità e della garanzia storica.   

   Insomma, come cristiano sento il dovere di mettere in guardia i lettori di questo sito da non prendere per oro colato tutto ciò che fuoriesce, ed oggi anche in maniera sregolata e finanche immorale, dal tubo catodico delle grandi Televisioni e, perché no, anche delle piccole emittenti di provincia.  

   E vengo finalmente al nocciolo di questa nota con il proposito  di rivolgere la vostra attenzione alla trasformazione a cui sta soggiacendo il mezzo televisivo; o meglio ai messaggi di volore sottratto (termine contrario di valore aggiunto), alla cultura dell'effimero, della provocazione dialettica, della disinformazione e della esibizione vacua e vuota di miriadi di parole senza senso e valore. Tutto sembra assoggettato alla dura legge dell'audience. E allora accade che programmi analoghi o similari si facciano guerra, dietro il paravento di sentimenti nobili e giusti, o di incomprensioni varie, nella stessa fascia oraria. Programmi spazzatura, dico io, e scusatemi il termine. O succede che troppo spesso nei dibattiti televisivi si parte dalla dialettica salace per  giungere, poi, allo scontro verbale,  se non addirittura a quello fisico. Finanche nel celebrato PORTA A PORTA di Bruno Vespa capita spesso di assistere a battaglie verbali tra gli ospiti, in dispregio alle più elementari leggi di dialogo, di tolleranza e di rispetto reciproco.  Accade che nei programmi di varietà che vanno in onda in prima serata, ci sia una prorompente esibizione di tette femminili e di fondo schiena enfatizzati, se non altro ancora.  Accade che nei programmi sportivi la faziosità dei giornalisti, specialmente di quelli che appartengono ad un determinato territorio geopolitico e sociale, prenda il sopravvento sulla oggettiva valutazione dei dati. La premiazione di Pavel Nedved con il Pallone d'oro ha spinto giocatori seri, come Totti, ad esprimere valutazioni che certo non fa loro onore. Ma il dramma è che sono proprio le grandi Televisioni a veicolare certe dichiarazioni che risentono più di un temporaneo stato emotivo del singolo che di una saggia ed equilibrata, oltre che oggettiva, riflessione.

   Purtroppo la RAI ha avuto una caduta verticale di valori e di stile da quando si è trovata a lottare per il predominio dell'audience. E' scesa di livello proprio per affrontare la concorrenza con le sue stesse armi. Ed ha perso quel rapporto di fiducia che in tutti questi decenni il pubblico le aveva riservato. Ed ora paradossalmente, proprio quelle Televisioni Mediaset che per prime hanno rivoluzionato la televisione portandola al rapporto televisione-spazzatura, ci aprono maggiormente gli occhi sull'informazione ingannevole ed invadente, oltre che calcolata, della Televisione di Stato. E' il caso di STRISCIA LA NOTIZIA, il telegiornale satirico di Canale 5.  STRISCIA porge spesso all'attenzione dei telespettatori la realtà che non sia "tutto oro quel che luce", smascherando spesso maghi e maghe, astrologi e fattucchieri. Non che STRISCIA sia esente da una informazione disinformata ed anche provocatoria; ma almeno in questo la concorrenza tra due Televisioni a livello nazionale ci aiuta a discernere, più o meno, su quale possa essere la verità. Per il resto siamo noi a decidere: se continuare a vedere la tivù, oppure, e sarebbe certamente meglio, spegnere il televisore e dedicare più tempo ai nostri cari. 

   Qualche giorno fa è capitato che durante la lunga diretta domenicale, Paolo Bonolis abbia presentato dovutamente una maga che, a quanto pare, riesce a parlare con i morti.  Con un tono suadente, soft e molto serio, Bonolis ha presentato la signora come una persona rispettabile e dotata di una grande credibilità. Molti di voi hanno assistito al dialogo tra lui e l'operatrice dell'occulto. 

   Ebbene, uno o due giorni dopo, STRISCIA ha inviato un finto vedovo dalla signora che parla con i morti. L'uomo ha chiesto alla signora di sapere notizie della moglie (che invece è viva e sta bene). La maga ha cominciato a parlare a nome della moglie morta. Poi ha chiesto l'onorario: non ricordo se 70 o 80 euro. Alla fine l'imbroglio è stato scoperto ed è uscita fuori la moglie dell'uomo.  A questo punto STRISCIA LA NOTIZIA ha voluto evidenziare in che modo la RAI usa il suo inestimabile patrimonio comunicativo. 

   Mi è giunto ultimamente il bollettino postale per rinnovare l'abbonamento alla RAI. 99 Euro. Quasi duecentomila lire. Mi sono chiesto: ma perché devo pagare? Per essere disinformato, visto che anche nei Telegiornali si fa informazione "mirata" e pubblicità occulta? Visto che già a novembre, verso la fine del mese, i Telegiornali cominciavano a parlare delle Spese Natalizie (Su pressione di chi, mi domando?), invogliando, così, il povero teleutente a spendere, spendere, spendere.  E mi piaciuta molto una signora che, intervistata dal TG1, ha detto che comprerà solo un  oggetto necessario per sua madre: il bastone per camminare. 

   E allora, perché devo pagare il canone? Per l'esibizione di sesso e di nudo anche in fasce orarie riservate alla famiglia intera, e quindi pure i bambini?  O devo pagare il canone per le storie taroccate e finte della D'Eusanio?  O devo pagare il canone per i programmi insulsi  che vanno in onda nel primo pomeriggio, quando una volta con un certo buon gusto Paolo Limiti ci intratteneva serenamente attorno alla bellissima melodia italiana, facendo anche cultura? 

   Anni fa le televisioni avevano cominciato a seminare scarsi valori con le telenovelas infarcite di dialoghi che ripetevano sempre gli stessi temi, o con le soap operas che irradiavano una finta e falsa cultura dell'effimero, del vano, del caduco di provenienza Americana.  L'America in questo insegna. Una cultura fatta di conquista del potere, conquista del denaro, conquista del sesso, conquista dell'io, in barba ad ogni principio etico. Non a caso il principale protagonista di Dallas era J.R., un uomo senza scrupoli.

   Adesso non esiste una Televisione positiva ed una negativa. Tutto è amalgamato; tutto è omogeneizzato; tutto è catalogato e reso mangiabile, ovvero udibile, da un popolo di telespettatori che più che essere un soggetto attivo di fruizione televisiva, è considerato un oggetto da sedurre, da plasmare, da "trattare", da condizionare e controllare, ad opera del "Grande Fratello" di Orwell.  O forse quello che era una romanzo di fantascienza è divenuto realtà?  In nome di che devo rinnovare l'abbonamento? Di un pensiero che non è pensiero. Di una cultura che non è cultura. Di una moda che non è moda. 

   Vogliamo veramente liberare la Televisione italiana dai falsi costumi e dai falsi profeti? Affidiamola a chi veramente sa farla e gestirla partendo da quegli inalienabili valori della nostra gente che nessuna televisione-spazzatura potrà mai deturpare. Basti l'esempio della donna intervistata dal TG1: Alla domanda che spese intendesse fare nelle feste di Natale, ha risposto: "Non comprerò niente. Comprerò solo bastone per mia madre". 

      Donato Calabrese

 

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