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I PADRI APOSTOLICI
Il Pastore d'Erma (140-154)
Il Pastore di Erma è un documento parenetico. Cioè contiene un'ampia esortazione perché i cristiani facciano penitenza e compiano opere buone. L'opera è sviluppa in forma di apocalisse e divisa in cinque visioni, dodici comandamenti e dieci similitudini. Si tratta di un documento che è nato a Roma ed ha carattere popolare. Le sue parti più antiche risalgono, forse, all'epoca del vescovo romano Clemente, di cui abbiamo già parlato. Le parti successive, invece, come il Libro del pastore, e la redazione dell'intero scritto, sono probabilmente del termpo del pontificato di papa Pio I (140-154), di cui Erma, secondo il frammento Muratoriano, era fratello. Lo scritto godeva grande reputazione e popolarità, com'è dimostrato dalle numerose scoperte di frammenti papiracei in Egitto e dalla sua traduzione nelle lingue latina (2° secolo), copta ed etiopica; taluni, come Ireneo, Tertulliano, Origene per esempio, lo consideravano perfino come una delle scritture sacre, per cui venne incluso nel Codice Sinaitico. Il Pastore d'Erma ha un valore particolare come specchio delle concezioni religioso-morali della cristianità romana nel secondo secolo(Cfr. K. Bihlmeyer - H. Tuechle, Storia della Chiesa, 1-L'antichità cristiana, Ed. Morcelliana, 1973, 216-217). Del Pastore d'Erma ho inserito solo alcuni brani tratti dalle similitudini
Da
Il Pastore d'Erma. Le Similitudini (LVIII
(5), 1-5; LIX
(6), 1-8; LXIX
(3),1-9; LXXVII
(11), 1-5). La
spiegazione della parabola della vigna e il servo
LVIII (5), 1. "Ti ho detto poc'anzi che sei scaltro e audace nel
chiedere la spiegazione delle parabole. Poiché sei così perseverante, ti
spiegherò la parabola del campo e di tutte le cose relative perché tu la
faccia conoscere a tutti. Ascolta, dunque e afferrale. 2. Il campo è
questo mondo, il padrone del campo chi creò tutte le cose, le perfezionò
e le consolidò; il figlio è lo Spirito Santo; il servo è il figlio di
Dio; le viti sono questo popolo che ha piantato. 3. I pali sono gli angeli
santi del Signore che difendono il suo popolo. Le erbe strappate dalla
vigna sono le malvagità del popolo di Dio. Le vivande che mandò dal
banchetto sono i precetti che diede al suo popolo per mezzo di suo figlio.
Gli amici e i consiglieri sono i primi santi angeli creati. Il viaggio del
padrone è il tempo che resta per la sua venuta". 4. Gli dico:
"Signore, è tutto grandioso, meraviglioso e glorioso. Come potevo io
capire tutte queste cose? Nessun altro uomo, anche se molto edotto,
potrebbe comprenderle. Ancora, signore, spiegami ciò che sto per
chiederti". 5. "Parlami, se desideri qualche cosa".
"Signore, chiedo perché il figlio di Dio è sotto forma del servo in
questa parabola". La
legge ricevuta dal Padre
LIX (6), 1. "Ascolta, dice, il figlio di Dio non è sotto forma di
servo, ma in grande potenza e signoria". Gli rispondo: "Non
intendo come". 2. "Perché, dice, Dio piantò la vigna, cioè
creò il popolo e lo diede al figlio suo e il figlio stabilì gli angeli
su di loro per custodire ognuno. Egli cancellò i loro peccati patendo
assai e sostenendo molte fatiche. Nessuna vigna può essere vangata senza
sudore e sofferenza. 3. Egli avendo purificato i peccati del popolo insegnò
le vie della vita, dando la legge ricevuta dal Padre. Osserva, dice, che
egli è il Signore del popolo perché ha ricevuto ogni potere dal Padre.
4. Ascolta perché il Signore prese come consigliere suo figlio e gli
angeli santi per l'eredità da dare al servo. 5. Dio fece abitare nella
carne che volle lo Spirito Santo, che preesisteva e che fece ogni
creatura. Questa carne, in cui prese dimora lo Spirito Santo, servì bene
lo Spirito camminando nella santità e nella castità, e non lo contaminò
in nulla. 6. Scelse questa carne a partecipare dello Spirito Santo, perché
essa si era comportata degnamente e castamente e aveva sofferto con lo
Spirito collaborando in ogni cosa e conducendosi con fortezza. Piacque a
Dio il comportamento di questa carne che avendo lo Spirito Santo non si
macchiò sulla terra. 7. Prese come consigliere il figlio e gli angeli
gloriosi perché questa carne, avendo ubbidito allo Spirito con
soddisfazione, ottenesse una tenda e non sembrasse aver perduta la
ricompensa del suo servizio. Ogni carne ritrovata pura e senza macchia
riceverà una ricompensa; in essa abitò lo Spirito Santo. 8. Hai la
spiegazione anche di questa parabola".
I
rami del salice sotto la legge
LXIX (3),1. Gli dico: "Signore spiegami che cosa è quest'albero. Su
di esso sono perplesso perché, dopo il taglio di tali rami, l'albero è
integro e nulla appare da esso tagliato. Per questo sono esitante".
2. "Ascolta, mi dice, questo grande albero che copre piani e monti e
tutta la terra è la legge di Dio data a tutto il mondo. Questa legge è
il Figlio di Dio che fu annunziato sino ai confini della terra. I popoli
che sono sotto l'ombra sono quelli che hanno ascoltato la predicazione e
creduto in Lui. 3. L'angelo grande e glorioso è Michele che ha il potere
su questo popolo e lo governa. Egli pone la legge nel cuore dei credenti e
scruta se quelli cui la diede l'hanno osservata. 4. Osserva i rami di
ciascuno: i rami sono la legge. Vedi che molti rami sono inservibili e vi
riconoscerai quelli che non hanno osservato la legge; di ognuno noterai la
posizione". 5. Gli chiedo: "Signore, perché alcuni mandò alla
torre e altri affidò a te?". Mi risponde: "Quelli che
trasgredirono la legge da lui ricevuta li lasciò in mio potere per la
penitenza; quelli poi che furono nella legge e la osservarono sono a lui
soggetti". 6. Chiedo: "Signore chi sono gli incoronati che si
dirigono alla torre?". Mi risponde: "Gli incoronati sono quelli
che lottarono contro il diavolo e lo sconfissero. Essi hanno sofferto per
la legge. 7. Gli altri che hanno consegnato i rami verdi, con i germogli
senza il frutto, sono quelli che hanno sofferto per la legge. Non avendola
rinnegata non sono stati torturati. 8. Quelli che hanno consegnato i rami
verdi come li hanno ricevuti, sono santi e giusti. Hanno molto camminato
con il cuore puro, osservando i precetti del Signore. 9. Conoscerai il
resto quando ispezionerò i rami piantati e innaffiati". La
chiamata per mezzo del Figlio di Dio LXXVII (11), 1. Dopo aver terminato la spiegazione su tutti i rami, mi disse: "Va' e riferisci a tutti che si pentano e vivano in Dio. Il Signore ha avuto pietà e mi ha mandato per dare a tutti la penitenza, sebbene alcuni non siano degni di essere salvati per le loro opere. Ma il Signore, poiché è magnanimo, vuole che sia viva la chiamata per mezzo di suo Figlio". 2. Gli dissi: "Spero che tutti, Signore, ascoltando queste cose si pentiranno. Sono convinto che ognuno, conoscendo le proprie opere e temendo Dio, si pentirà". 3. Rispondendo mi disse: "Quanti si pentono con tutto il cuore e si purificano dalle loro malvagità anzidette, senza accrescere di più i loro peccati, riceveranno dal Signore la guarigione delle loro colpe precedenti, se non sono indecisi in questi precetti, e vivranno con Dio. Invece, quelli che accrescono le iniquità e camminano nei desideri di questo mondo, condannano se stessi alla morte. 4. Tu cammina nei miei precetti e vivrai in Dio. E vivrà in Dio chiunque cammina in essi e agirà rettamente". 5. Dopo avermi manifestato questo e parlato di tutto, mi disse: "Ti mostrerò il resto tra pochi giorni".
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