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Nella Letteratura Cristiana Antica |
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Gesù nella Letteratura cristiana antica
ALTRI SITI DI DONATO CALABRESE una città dalle antiche radici cristiane
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I PADRI DELLA CHIESA
Sant'Ambrogio (339 -4 aprile 397)
S. Ambrogio - (De
fide, II, 9, 77: SAEMO 15, p. 164); (Explanatio ps. I,
33: SAEMO 7, p. 80.); (Explanatio
ps. XLIII, 89: SAEMO 8, p. 188.). “Manteniamo la distinzione tra la natura divina e la carne! In entrambe parla il solo Figlio di Dio, poiché nel medesimo si trova l'una e l'altra natura; anche se è il medesimo a parlare, non parla però sempre in un solo modo. Osserva in lui ora la gloria di Dio, ora le passioni dell'uomo. In quanto Dio, dice le cose che sono di Dio, poiché è il Verbo; in quanto uomo, dice le cose che sono dell'uomo, poiché parla nella mia sostanza”(De fide, II, 9, 77: SAEMO 15, p. 164.) “Bevi dunque tutt'e due i calici, dell'Antico e del Nuovo Testamento, perché in entrambi bevi Cristo. Bevi Cristo, che è la vite; bevi Cristo, che è la pietra che ha sprizzato l'acqua; bevi Cristo, che è la fontana della vita; bevi Cristo, che è il fiume la cui corrente feconda la città di Dio; bevi Cristo che è la pace”(Explanatio ps. I, 33: SAEMO 7, p. 80.) “"Egli [Cristo] è l'eterno splendore dell'anima, che il Padre ha mandato sulla terra proprio per questo: per darci la possibilità di contemplare, nella luce del suo volto, le realtà eterne e celesti, prima a noi precluse dalla caligine che ci opprimeva”(Explanatio ps. XLIII, 89: SAEMO 8, p. 188.) FONTE
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