IL NOME DI GESU' SU UN'URNA FUNEBRE

 

Dopo quasi 2000 anni, l'evidenza storica per l'esistenza di Gesù è venuta a luce  scritta su pietra. Su un ossario, è stata trovata un’iscrizione che legge “Giacomo, figlio di Giuseppe fratello di Gesù”.  Questo contenitore contiene l’unica menzione dell’era neotestamentaria circa la figura centrale del Cristianesimo ed è la prima scoperta archeologica che corrobora le referenze Bibliche su Gesù. 

   Secondo il celebre paleografo André Lemaire dell'Università di Sorbonne a Parigi, che ha avuto modo di verificare l’autenticità dell'iscrizione, le parole in aramaico, incise su un lato della scatola, sono scritte in una forma di corsivo, un tipo di scrittura usato solamente dal 10 al 70 D.C.. 

   L'ossario risale approssimativamente al 63 D.C.

   Nel primo secolo dell’era cristiana, gli ebrei avevano l’abitudine di trasferire le ossa dei loro defunti da  caverne di sepoltura ad ossari. La pratica fu abbandonata grandemente dopo la distruzione delTempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 D.C. 

   Questa scoperta è anche significativa in quanto attesterebbe l'esistenza di Giuseppe, il padre di Gesù, oltre a nominare Giacomo, chiamato il fratello di Gesù, uno dei leader della prima chiesa cristiana di Gerusalemme.  E’ probabile che sia il Giacomo nominato al capitolo 13 del vangelo di Matteo (Mt 13,55-56) e nella lettera di Paoli ai Galati (Gal. 1:18-19).

   Anche se tutti i tre nomi erano comuni nel popolo di Israele, la probabilità statistica del loro  apparire in quella combinazione è estremamente improbabile. Quindi certamente si tratta dei personaggi presenti nel Cristianesimo antico, e cioè Gesù, Giacomo e Giuseppe, presentati rispettivamente come fratello e padre del Nazareno.

   Il valore della scoperta è comprovata da un’altra deduzione. Di solito, nelle iscrizioni, la menzione di un fratello è, un fatto insolito, a meno che non si tratti di una persona celebre. Se viene indicato il nome di Gesù, questo significa che questo Gesù è dovuto essere una figura notoria. 

  Prove di laboratorio compiute dall'Esame Geologico dell'Israele confermano che il calcare della scatola  viene dall'area di Gerusalemme.  

  La scatola lunga 20 pollici appartiene ad una raccolta privata che si trova in Israele. Come molti ossari antichi è vuota. La sua storia prima della scoperta eccezionale della didascalia non è conosciuta. 

   Quest'urna funebre può certamente essere considerata come la più importante scoperta della storia dell'archeologia del Nuovo Testamento”.

 

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