"voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui"(1Pt 1,8)

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 Questo sito è stato pubblicato   il 20 maggio 2003



 

Noi sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna (1Gv. 5,19-20) 

EDITORIALE

Italiani, ascoltate “Il Dolce Cristo in Terra”!

ARTICOLI PRECEDENTI

 

Italiani, ascoltate “Il Dolce Cristo in Terra”!

 

NON USATE LA PILLOLA CHE UCCIDE LA VITA

(Ru486)

 

Anche oggi - ha detto il Papa - è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace. Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto – per esempio, quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati. Proprio così serviamo la pace e proprio così ci troviamo a seguire le orme di Gesù Cristo, di cui san Pietro dice: “Insultato non rispondeva con insulti; maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia”.

Donato Calabrese  

    Come cristiano, come discepolo di Gesù di Nazareth, come uomo che cerca il Regno di Dio, e come cittadino italiano che ama il proprio Paese, vedendolo sempre più indirizzato verso la china della dissoluzione morale, sento il dovere di invitare gli italiani ad ascoltare la voce di Colui che Caterina da Siena, patrona d'Italia, chiamava “Il Dolce Cristo in Terra”.

   Il primo aprile, nell'omelia tenuta durante la Santa Messa crismale, il Papa Benedetto XVI ha detto, tra l'altro: “Appartiene al simbolismo dell’olio anche il fatto che esso rende forti per la lotta. Ciò non contrasta col tema della pace, ma ne è una parte. La lotta dei cristiani consisteva e consiste non nell’uso della violenza, ma nel fatto che essi erano e sono tuttora pronti a soffrire per il bene, per Dio. Consiste nel fatto che i cristiani, come buoni cittadini, rispettano il diritto e fanno ciò che è giusto e buono. Consiste nel fatto che rifiutano di fare ciò che negli ordinamenti giuridici in vigore non è diritto, ma ingiustizia. La lotta dei martiri consisteva nel loro “no” concreto all’ingiustizia: respingendo la partecipazione al culto idolatrico, all’adorazione dell’imperatore, si sono rifiutati di piegarsi davanti alla falsità, all’adorazione di persone umane e del loro potere. Con il loro “no” alla falsità e a tutte le sue conseguenze hanno innalzato il potere del diritto e della verità. Così hanno servito la vera pace. Anche oggi è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace. Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto – per esempio, quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati. Proprio così serviamo la pace e proprio così ci troviamo a seguire le orme di Gesù Cristo, di cui san Pietro dice: “Insultato non rispondeva con insulti; maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia” (1 Pt 2,23s).

   Non aggiungo altro alle parole del Sommo Pontefice. Dico solo che come uomo, come cristiano, come italiano, sento il dovere di difendere la vita. In ogni modo: da prima della nascita fino alla morte. E quella di oggi è una cultura di morte. Quello di oggi è un pensiero di morte. Un mondo di morte, dove tutto è finalizzato all'erotismo, al divertimento sfrenato, alla sessualità oltre le righe, all'esasperazione del proprio egoismo e del proprio tornaconto personale.

   Come uomo, come cristiano, e come cittadino italiano sono chiamato ad alzare la mia flebile voce in difesa della vita che è concepita e poi “espulsa” violentemente dal seno materno, cancellando, con altrettanta violenza, quella maternità che, solo, appartiene alla donna. E questo in nome di una sessualità sfrenata che tutto distrugge, come il trituracarne.

   L'occidente, e particolarmente l'Italia, è ormai pregno di una cultura dominante, un pensiero omologato, un linguaggio che fuoriesce sempre dagli schemi etici e cristiani, un modo di pensare e di fare improntato ad un relativismo etico senza alcun riferimento a quei valori morali e cristiani che hanno fatto da collante alla Storia dell'Europa e dell'occidente. Non è facile individuare le cause di questa grande degradazione morale e civile. Credo, tuttavia, che il “pensiero comune” che traspare dalla “grande – seppur mediocre –  comunicazione di massa” sia alimentato da quel caleidoscopio  di linguaggi omologati e massificati, trasmesso dalla Televisione di Stato e dai grandi Network Televisivi, per finire  a varie emittenti regionali e provinciali, che pur rispecchiano lo stesso linguaggio e lo stesso pensiero.

   Chi segue spesso la Televisione, non si rende conto della caduta verticale del suo comunicare, perché è abituato lentamente a tale caduta. Ma chi, come me per esempio, non la segue quasi mai,  trovandosi, costretto, dopo un po' di tempo, per un motivo o un altro, a seguire per qualche ora i programmi televisivi, si rende subito conto della trasformazione lenta ed inesorabile del linguaggio televisivo, giunto a un livello bassissimo di banalizzazione e volgarizzazione. Verrebbe voglia di ricordare il buon Riccardo Pazzaglia, quando, in una celebre trasmissione di Arbore, indicava con la mano il mediocre livello del parlare, quasi per dire: “Siamo terra terra”.

   Ma,  mi domando: C'è ancora la Censura? O c'è e non funziona?

   Se vogliamo che cessi questo gioco al massacro dei nostri valori morali e cristiani, smettiamo di vedere la televisione. Chiudiamo quel maledetto apparecchio che Arbore definiva “il novello focolare”. Facciamo abbassare gli indici auditel. E vedrete come qualcosa cambierà, in quanto verrà meno il supporto pubblicitario che regge tutto il sistema economico televisivo. Altro che “novello focolare” con la spazzatura che trasmettono ogni giorno. E' la grande televisione che fa apparire lecito ciò che è invece moralmente illecito. E' la grande comunicazione che trasmette segnali negativi alla Società contemporanea. E poi ci lamentiamo degli stupri, ci lamentiamo delle violenze subite da donne e bambini. Ci lamentiamo dei figli che uccidono i genitori e dei genitori che uccidono i figli. Quasi quasi vogliamo l'Eutanasia, così ci togliamo di torno le persone anziane. Anzi, no: buttiamole giù dalla rupe Tarpea, a Roma.

   Il cristianesimo è l'unica barriera tra l'uomo ed il baratro: questa è la verità. Senza la luce di Cristo e del Vangelo siamo destinati al buio della dissoluzione morale, e poi di quella civile e sociale.

   Come salvaguardare l'unione e la felicità della coppia che vuole fare sesso senza limiti e senza codici morali? Con la pastiglia che è facile da inghiottire e che provoca, nell'arco di breve tempo, l'espulsione violenta del feto generato. Ecco le risposte di chi vuol favorire la vita di coppia. La felicità non si acquista - dicono - con l'amore vero e gratuito: l'amore donato - ma facendo sesso senza la preoccupazione di far nascere dei bambini. Si interpreta, così, il sesso, solo fine a sé stesso. E non come finalizzato alla procreazione, così come richiesto da Dio attraverso madre natura.

   Si pensa che la pillola possa salvaguardare il futuro della coppia, eliminando problemi conseguenti all'atto sessuale. Quindi, tutto è orientato solo al bene egoistico di sé stessi. Del resto, la stessa televisione e tutta la comunicazione di massa ci seppellisce di spot che pongono in primo piano uomini e donne avvinghiati, a volte anche bestialmente, enfatizzando in modo assoluto  la sessualità vissuta per sé stessi e basta.

   Io non sono un esperto di morale, né sono un uomo che ha una certa esperienza sessuale e coniugale. Seguendo quell'immenso fiume di anime che hanno rinunciato a tale amore, allo scopo di “amare di più”, ho consacrato tutta la mia vita a Dio ed alla causa del Vangelo. Alla scuola del mio grande Maestro spirituale, Padre Pio da Pietrelcina, ho capito che l'amore più grande non è l'Eros, cioè quello proiettato su sé stesso, ma l'agape, l'amore che si dona a Dio per mezzo dei fratelli, sull'esempio dell'amore donato da Gesù di Nazaret.

   Italiani, dal profondo del mio cuore consacrato a Cristo e discepolo di Padre Pio da Pietrelcina, vi dico: non usate la pillola che uccide la vita che sta per nascere. E a voi donne che avete questo privilegio di poter generare un essere umano, ripeto con forte convinzione: Non ingerite la pillola Ru486! E’ la pillola che uccide la vita dentro di voi. Accogliete la vita, anche se non la desiderate. Accoglietela ed amatela. Solo così potete “amare di più”, allo stesso modo in cui noi che abbiamo consacrato il nostro cuore a Dio, cerchiamo di accogliere pienamente la Sua Parola, i Suoi insegnamenti, le Sue divine ispirazioni.

   Italiani, ascoltate il Papa, “Il Dolce Cristo in Terra”, Non permettete che la vita sia così violentemente calpestata.

ARTICOLI PRECEDENTI:

 

"MANE NOBISCUM DOMINE"

Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II all'espiscopato, al clero e ai fedeli per l'anno dell'Eucaristia (Ottobre 2004 - ottobre 2005)

 

LA COSTITUZIONE EUROPEA E' FATTA. ORA BISOGNA FARE GLI EUROPEI.....O BISOGNAVA FARLI PRIMA

 

UN PARADOSSO? UNA COSTITUZIONE EUROPEA SENZA RICHIAMI AL CRISTIANESIMO

 

A PROPOSITO DEI FATTI DEL CROCIFISSO DI OFENA (L'AQUILA): NON TOCCATE QUEL CROCIFISSO!!!

 

GLI EBREI ED IL FILM THE PASSION

 

LA VUOTA CULTURA E MODA DELL'EFFIMERO: GESU' BAMBINO E BABBO NATALE

 

C'ERA UNA VOLTA LA TELEVISIONE

 

 

 

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