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GESÙ DI NAZARET "Io sono la Via, la Verità e la Vita"(Gv. 14,6)
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ALTRI SITI DI Pietrelcina la cittadella natale di Padre Pio Questo sito è stato pubblicato il 20 maggio 2003
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EDITORIALE
ARTICOLI PRECEDENTI
Diversamente dalle altre volte, in questi giorni non parto per Israele: voglio vivere il Natale apprezzando tutto il Bene che c'è attorno a me e cercando di riscoprire l'amore vero che alimenta e muove l'universo intero
NATALE È...
...rimuovere queste croste: chiudere gli occhi per alcuni minuti, anche qualche ora, e poi riaprirli. Quindi, guardarci attorno e ricominciare daccapo a vedere il Bene che c'è attorno a noi e quello che abita dentro di noi, pronti a donarlo a chi ci circonda. Cosa che non abbiamo fatto, se non episodicamente e brevemente. Lo sposo, la sposa, i figli, i genitori, i fratelli, le sorelle, gli amici. Guardarci finalmente negli occhi e non di sfuggita. Guardarci e dire a noi stessi ed agli altri: Vogliamo ricominciare daccapo?! Vogliamo tornare alle cose semplici? Vogliamo riscoprire gli antichi valori, che non sono mai superati.
Donato Calabrese
Eppure, sono anni che Natale non mi dice più niente, specialmente nella mia città e nella mia patria che è l'Italia. Da anni questa Santa Festa sta perdendo la sua anima cristiana. Una festa fredda, piena di luci esteriori ma vuota di calore vero. Densa di rumori, di spari, di confusione nei negozi, con la gente in preda ad una corsa frenetica: fare presto, spendere, ubriacarsi di rumori, di chiasso, di confusione, per annichilirsi, dimenticarsi ed inconsciamente celebrare un Evento religioso nel modo più esteriore, banale, e finanche volgare. In questo, i grandi Network televisivi insegnano. Anche nella nostra Italia. Ma voglio fermarmi qui, altrimenti stancherei i miei poveri lettori che sono alla ricerca di valori positivi su cui orientarsi nella riflessione. Se siete venuti su questa pagina per curiosità, vi fermerete giusto qualche secondo, per leggere qualcosa e passare ad altro. Ma se ci siete arrivati come scelta lucida e volitiva, vuol dire che qualcosa del Natale è rimasto dentro di voi. Non credo che sia la nostalgia dei ricordi d'infanzia. No, Natale non è solo quello. Guai se lo fosse. Natale
è qualcosa di più. Molto di più. È un Evento sconvolgente per l'uomo. È la
Storia di un Dio infinito che si rende piccolo, umile, direi quasi "finito",
per dire ad ognuno di noi: Sono venuto! Sono nato! Mi sono fatto piccolo tra i piccoli per condividere le tue angosce esistenziali, le tue sofferenze, e finanche la tua morte. Sono nato, finalmente! Non vedevo l'ora di venire al mondo per dirti: Uomo, fin dall'eternità sei al centro del mio cuore. Fin dall'eternità ti ho amato. Ma ora è venuto il momento di dirti in modo palese i miei sentimenti. Sono qui: tra queste due umili creature, come Maria e Giuseppe. Sono qui, finalmente. Guardami, vedi il mio volto: è quello di un normale Bambino. Solo facendomi carne potevi incontrarmi e conoscermi, finalmente. Mi sono umiliato, mi sono fatto piccolo per incontrarti ed abbracciarti, e stringerti tra le mie braccia. Come una mamma stringe il proprio piccino. Perché tu sei piccino: hai bisogno delle mie cure, del mio affetto, della mia solidarietà, del mio amore. E verrà il momento in cui vedrai tutto questo. Sarà sulla croce. Solo allora vedrai la misura del mio amore. E la contemplerai ancora di più quando sarò risorto, perché capirai, finalmente, che non sei stato creato per la morte, ma per la vita". "Si, Signore. Sono queste la parole che tu continui a ripetere ad onuno di noi, ed anche a me che mi preparo a rivivere, nella Tua Terra, la gioia piccola, discreta, umile, silenziosa, di un pugno di pastori di Betlemme. Ed è per questo che desidero realizzare la Betlemme del mio cuore. Voglio alzare nuovamente lo sguardo alla vera luce che si irradia dalla grotta della Vita, com'è stata chiamata la grotta dove Tu sei nato. Non voglio venire da Te, quanto, piuttosto, fare in modo che Tu venga da me, nel mio cuore, per poter, alfine, respirare nuovamente la gioia, la pace, e l'amore che ci doni Tu, in questa Santa Festa del Natale. Voglio sentirti in me, Signore Gesù, per fissare il mio sguardo sul Tuo volto di Bambino. Voglio finalmente scoprire la bellezza superna del Natale. Voglio vivere con Te, solo con Te, e con la Tua santissima Famiglia, questo giorno". Natale è tornare bambini, anche se si è adulti. Tanti adulti hanno vissuto la poesia del Natale senza perdere la loro età e la loro maturità. Natale è essere come i pastori di Betlemme: gente umile, semplice, anche disprezzata per il genere di vita, ma che accoglie subito l'invito angelico e corre, corre, corre alla grotta della vita. Natale è togliere attorno al nostro cuore le croste che lo hanno indurito a causa della perenne tensione verso un bene che ci sfugge continuamente: una felicità che cerchiamo di carpire ma che non raggiungiamo, perché non ci appartiene, almeno su questa Terra. Natale è rimuovere queste croste: chiudere gli occhi per alcuni minuti, anche qualche ora, e poi riaprirli. Quindi, guardarci attorno e ricominciare daccapo a vedere il Bene che c'è attorno a noi e quello che abita dentro di noi, pronti a donarlo a chi ci circonda. Cosa che non abbiamo fatto, se non episodicamente e brevemente. Lo sposo, la sposa, i figli, i genitori, i fratelli, le sorelle, gli amici. Guardarci finalmente negli occhi e non di sfuggita. Guardarci e dire a noi stessi ed agli altri: Vogliamo ricominciare daccapo?! Vogliamo tornare alle cose semplici? Vogliamo riscoprire gli antichi valori, che non sono mai superati.
Natale è rinascere a nuova vita, nello Spirito di Dio. Natale è essere vicini alla persona che soffre e che avverte una solitudine terribile nella propria abitazione, perché non c'è nessuno che si ricordi di Lei. Natale è sorridere a tutti, ma in modo particolare è cercare di sorridere a sé stessi per rinascere con Gesù Bambino ad una nuova vita. È guardare con amore e stupore alla piccola, umile, e grande, Famiglia di Nazaret, come modello di ogni famiglia umana. La famiglia! Mai come in questo tempo è assalita da tutte le parti. Si vuole distruggere l'Istituto familiare, la cellula base della nostra Società. Vogliono dare legalità alle unioni di fatto ed a quelle omosessuali, che sono abominio sia per la natura umana che per Dio stesso. L'Italia è malata. Molto malata. Basta vedere le grandi Televisioni, a che livello di banalità, di volgarità, di immoralità dilagante sono arrivate, pur di fare audience. Ma c'è un resto che vive e vivifica. È un resto nascosto, umile, discreto che continua a testimoniare, nella nostra povera Italia, l'appartenenza alla Fede cristiana. Questo resto non può restare nascosto, ma deve vivere, operare, far sentire la sua presenza. Ed è a questo resto che voglio dire: non scoraggiamoci mai! Neanche di fronte al male! Alziamo lo sguardo alla luce che si irradia da Betlemme! Lui è venuto. Accogliamolo nel nostro cuore e viviamo nella pace, nella gioia e nell'amore. Sereno e santo Natale!
ARTICOLI PRECEDENTI:
"MANE NOBISCUM DOMINE"Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II all'espiscopato, al clero e ai fedeli per l'anno dell'Eucaristia (Ottobre 2004 - ottobre 2005)
LA COSTITUZIONE EUROPEA E' FATTA. ORA BISOGNA FARE GLI EUROPEI.....O BISOGNAVA FARLI PRIMAUN PARADOSSO? UNA COSTITUZIONE EUROPEA SENZA RICHIAMI AL CRISTIANESIMO
A PROPOSITO DEI FATTI DEL CROCIFISSO DI OFENA (L'AQUILA): NON TOCCATE QUEL CROCIFISSO!!!
GLI EBREI ED IL FILM THE PASSION
LA VUOTA CULTURA E MODA DELL'EFFIMERO: GESU' BAMBINO E BABBO NATALE
C'ERA UNA VOLTA LA TELEVISIONE
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